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Divine Nuptials - Divini Imenei

di Franca Colozzo
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Pubblicato il 10/02/2026 23:10:27

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Franca ad Aghia Sophia (Istanbul, Turchia) 

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante oceano, orizzonte, crepuscolo, natura, spiaggia e il seguente testo

 

https://atunispoetry.com/2026/02/10/divine-nuptials-divini-imenei-poem-by-franca-colozzo/
 
     
NOZZE DIVINE

Gocce d’ambrosia piovono solenni

tra nozze eterne d’immortali dèi,
su mosaici sepolti dall’oblio,
tra vuoti d’acqua e schegge di tempo,
affidati al respiro del destino.

Qui Ulisse pose il piede sulla terra,
qui lasciò il nome inciso sulla riva.
Qui Enea levò tomba alla nutrice
Cajeta, ombra materna del suo fato.
Il resto è marmo inciso dalla storia.

Le coste tacciono: Circe s’inchina,
ombra ricurva, voce d’alga e sale.
Ulisse non farà più ritorno.
Assenza è pietra, spoglia di memoria.

Il promontorio s’inarca nella bruma,
un lampo d’ira marina risveglia
gli dèi sommersi nell’abisso antico.
Figlie di Nereo e dell’aurea Dòride
riemergono dal fondo: Nereidi,
con grido marmoreo che il mare spezza.

Cassandra ancora sospira il suo fato:
parola vana, mai creduta voce,
fra statue monche e rocce incenerite
dal sole che disperde e brucia il tempo.

Così l’aria ribolle nella nebbia,
ma nulla ormai giunge a compimento:
solo scogli trafitti dalle onde
e un mare che s’innalza in maree gonfie.

Sui luoghi aviti scivola la storia,
custode severa di miti e memorie.
Circe, feconda d’incanti e sortilegi,
maga dormiente dal grembo del tempo,
stringe il nodo del ricordo d’Ulisse
senza concedergli fuga o perdono.

Cassandra, muta, sospira in eterno
tra Laocoonte e i figli straziati.
Sento ribollire l’ira funesta
su approdi, colonne, rocce e cavità
antiche, sacre al lamento degli dèi.

******************************

Seconda versione classicheggiante:

Stillano ambrosie gocce, e sacro piove
sopra le nozze degli eterni Numi,
su tessere sepolte all’oblio cieco,
tra cave d’acqua e relitti del tempo,
consegnati al respiro del Fato.

Qui l’astuto Laerziade approdò,
e il nome suo lasciò inciso alla riva.
Qui il pio Enea levò funereo segno
alla nutrice Cajeta, nel pianto.

Tutto il restante è marmo della Storia.
Taccion le sponde: Circe, curv'ombra,
giace, e la voce sua d’alga sussurra:
Ulisse più non torna. Assenza è sasso
inermi e muto, privo di memoria.

L’arco del capo s’innalza nei vapori;
un guizzo d’ira marina ridesta
i Numi sommersi nel grembo del mare.
Figlie di Nereo e della sacra Dòride
tornano a riva: Nereidi antiche,
con grido di marmo che l’onde scuote.

Cassandra ancor sospira il suo vaticinio,
verbo non creduto, verbo negato,
tra simulacri monchi e rocce arsure
dal sole che disperde e consuma.

Così ribolle l’aere nella bruma,
ma nulla a compimento or giunge:
solo scogli feriti dalle onde,
mar che s’innalza sulle mute sponde.

Sui luoghi aviti scorre e veglia Storia,
custode severa di miti e memorie.
Circe, feconda d’incanti e venefici,
maga sopita nel grembo del tempo,
stringe il nodo del ricordo d’Ulisse
né gli concede scampo né perdono.

Cassandra, muta, sospira in eterno
tra Laocoonte e i figli straziati.
Sento ribollir l’ira nefanda
su approdi, colonne, rupi e cavità
vetuste, sacre al pianto degli dèi dormienti.

*** (English)

DIVINE NUPTIALS

Drops of ambrosia fall amid Gods’ nuptials
On mosaics veiled by oblivion,
Among hollows of water and debris,
Entrusted to the breath of fate.

Here Odysseus made his landfall,
Left a name upon the shore.
Here Aeneas raised a tomb
For his nurse #Cajeta.
All else is marble scored by history.

The coasts are silent:
Circe lies a bowed shadow,
Her voice a rustle of seaweed.
Ulysses will not return.
Absence is stone, bereft of memory.

The headland arches in the vapor,
A flash of marine wrath
Stirs the drowned gods.
Daughters of Nereus and of Doris
Rise back to the surface,
Nereids with a marble cry.

Cassandra still sighs.
A word not believed,
Among armless statues
And rocks scorched and strewn by the sun.

Thus the air seethes with mist,
Yet nothing now is fulfilled:
Only wave-pierced cliffs,
And a sea that looms with swelling tides.

Over ancestral sites history slides,
Guardian of memories and myths.
Circe, fertile in enchantments,
Slumbering sorceress,
Tightens the coil of Ulysses’ memory,
Yet grants him no pardon for escape.

Cassandra, mute, sighs without end,
Between Laocoön and his sons.
I feel the baleful wrath boil over landings,
Pillars, rocks, and ancient hollows.

Written and translated by Franca Colozzo

 

 


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