C'erano solo un'inclinazione
un refolo
come sempre
quando inizia qualsiasi cosa
soltanto segni in superficie
come ad esempio il cerchio
che il pesce lascia a traccia
nel tentare incauto una soglia
Stupiva
in quell'inizio
l'assoluta mancanza di zavorra
che inchiavardasse alla terra
quella mancanza di terra
anzi
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Perciò paragonava il muoversi
(o ciò che ormai le appariva "il muoversi")
a un battito
e poco importava se d'ali
palpebre
di luce
di sudore
del quale ogni sua goccia
più non aveva senso il colare
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Ma come per stupore di nuòvavìsta
però
poteva recepire ora la capacità
di distinguere tutto
perché nulla vi era più
se non iridescenze continue
al posto di ogni arto
di ogni cellula o particella
al posto di ogni ombra
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Così non le ebbe più senso
applicare un'algebra allo scorrere del tempo
ma solo avverbi
come "sempre" e "ora"
con l'acquisita capacità di scorgere
per quelle inclinate
e le molte altre geometrie
i cambiamenti nell'attorno
al suo accettare fissità
nella velocità malferma della luce
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Aveva senso ora la separazione
contro quegli altri sensi
e verso i nuovi
pure allora percepiti
quando si stimava cosa viva
Dove finiscono la materia
e ogni altro concetto di luogo
i nomi non hanno valore
né le parole peso
come sentirsi infine finestra d'acqua
su ciò si creda esiste
(Tratta dalla raccolta inedita
"In exitu")
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