Carte da parati ha il poeta: tinte
con versi, al cielo le incolla ostinato
variopinte d'aurore. Poi riflesso
sfarfallio s'effonde furtivo sfondo.
Carni stagionate ha il poeta: vizza
pelle cadente istoriata di rughe
più che la terra crepata da sete
bramosia antica d'attingere al pozzo .
Carmi di stagione le poesie
effluvi son versi: ondeggianti foglie
diffuse dal vento da aceri rossi.
Di riverberi il dilagar di coro:
"carpe diem!" suggendo flebile eco
d'un sole vanescente all'orizzonte
negli incavi degli alberi, tra avvalli
anfratti e tra fossi indolenti, a tratti
con mesti sbuffi che ammantan di nebbia.
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