La donna e il drago della rabbia
Un giorno la Rabbia decise di venir fuori a tutti i costi. E così, dalla pancia di una donna mite o almeno, così la consideravano coloro che la 'conoscevano', uscì fuori la bestia. Era un drago, rosso, dalla pelle squamosa. La donna ne ebbe paura: aveva artigli, una lunga coda viscida che sbatteva a destra e a sinistra, degli occhi sporgenti e iniettati di sangue.
La prima tentazione della donna fu quella si scappare. La bestia era infatti troppo, per lei. Ma, dopo qualche tempo, capì che aveva tanto bisogno di chiederle perchè fosse uscita dal suo ventre e cosa volesse. Alla prima domanda, il Drago/Rabbia rispose:
- Sono scontento di non essere mai compreso, di andare avanti come se niente fosse, mentre a nessuno importa della mia presenza.
Per la prima volta, la donna ebbe compassione del drago. Ora, infatti, sembrava abbattuto, stanco. Così prese una sedia vicina e gli disse di accomodarsi.
Il drago iniziò a parlare e fu un fiume di parole. Disse che era stato rifiutato sin da bambino e che, per sopravvivere, aveva dovuto trasformarsi in un drago. Aveva scoperto che, solo se faceva il 'cattivo', gli altri si accorgevano di lui, così aveva costruito la sua terribile identità.
La donna sentì stringersi il ventre per la compassione e porse al drago un fazzoletto, per asciugargli le lacrime.
- Come posso aiutarti? - gli chiese.
Allora il drago, per la prima volta in vita sua, si sentì veramente compreso. E rispose alla donna che non gli occorreva più niente, perchè finalmente aveva ricevuto ciò di cui aveva più bisogno: amore incondizionato. Allora la donna abbracciò il drago, dicendogli che, d'ora in avanti, lo avrebbe portato solo in quei posti dove avrebbe potuto ricevere amore incondizionato.
e a suggello del patto, recitò la formula magica
Drago drago del mio cuore
ti porto dentro con molto amore
drago drago della mia vita
io ti curo la ferita.
E fu mentre lo stringeva, sillabando la formula magica, che il drago si sciolse nel suo abbraccio. Subito dopo, al posto di pelle squamosa, la donna si ritrovò un orsetto peloso dalla faccia buffa: era un koala.
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