CORPO A CORPO
È ciò che è il caso allora, o come sia,
si può pensare che qualcosa esiste
se due corpi, un istante e quelle facce
sono fissati a una fotografia.
Tracce ingiallite di un tempo ch’è andato,
una conferma che resta, resiste
e crea un’immagine nella tua testa
di una cosa che ora non sussiste.
Ma il tempo è corto e poi tu che guardi
sei tanto vivo quanto un gatto morto:
e quello stesso istante in campo giallo
è una copia che emerge troppo tardi.
Resta solo il caldo che ti arriva
guardando quel residuo di passato
una sorpresa aliena come un sogno
in cui rivedi qualcuno che c’era
e adesso non c’è più.
Tralascia, non fa nulla, che di quelli,
uno dei due sia tu:
tieni lo sguardo fisso su un volto,
ritrova adesso il calore che aveva:
sentilo adesso che il tempo ti è tolto
quello stesso che allora già correva.
QuinMar25
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