Viene un momento
due volte almen nella giornata
che abbandonar devi l’usate attività
per volger tuo pensiero
e accanto ad esso un nuovo fare
alla persona tua
devi cioè nutrirti
ed operare in ciò vocando il sacro
che ogni vivente ha in sé
pronto ad altri per essere ceduto
Devi con ciò far sì che
con l’attenzion da porre in ogni gesto
quelle sostanze che ad ogne fiata scegli
pure divengan per calor
rimescolio
che fratelli fa perfin gli opposti
scelta ponderata
di tempi ed ingredienti
Ogni tuo gesto
appunto
deve traslar in ciò che mangerai
ciò che di puro è attorno
per augmentar valore a detto cibo
ed arricchir perciò ogni tua fibra
E profondi respiri mentre
alcuni prendi dentro
e al compito suddetto tu t’appressi
tu ti rimembri alle volte quando
di ricette scrivesti versi
che a te e agli amici tui
in qualche occasion proponi ancora
s’apre dentro a te un sorriso
e già più lieto ti disponi
tanto al mestiere con sagacia appreso
quanto a breve gioco
perché di volta in volta
roti gli oggetti deputati alla cucina
al desco
e le portate
e dentro d’esse financo gli ingredienti
così che un poco
sempre sembri nuovo quel momento
e un altro poco a contraddir nel cuore
la solitude indentro alla qual vivi
Mentre l’orlogio il tempo al pranzo
(o alla cena)
egli avvicina
tutto te stesso imprimi in quel lavoro
con l’ugne scavi delle patate buccia
ferino
a mondarle da germogli
che nella terra attórn’a te
il volgo noma “buti”
soppesi d’esperienza
sia tempi che ‘ngredienti
e con occhio attento badi
ad ogni fase di quest’Opera in minore
al brodo che sobbolle
(per esempio)
cullando bene in core
una più o meno densa zuppa
o a che il calor del forno
n’abbia ragione di verdure
di secondi
screziando d’un nerume opaco
osceno al gusto
i loro noti pregi
E in questo tòcco di tua vita
nel quale fretta raramente irrompe
hai così modo d’osservare
parva bellezza in semplicità di cibo
di nuovo
spazio ha nel ricordo
quell’augurio di letizia ai commensali
col qual chiudevi quelle ricette tue
e a ciò pensando
respiri con più quiete alcune volte
e guardi attorno il bel soggiorno
che come il resto di tua casa
sì tanto specchia la bellezza tua
Il sol del mezzogiorno
là fuori per li campi
combacia all’orologio
che amico rende questo tempo
e con esso tu ti fermi
per pausa che rinfranca
al resto di giornata tutta
(Tratta dalla raccolta inedita
“De rerum domesticarum”)
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