:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia proustiana 2021 [Invito a partecipare]
Premio "Il Giardino di Babuk" VII Edizione 2021: le interviste agli autori
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Poesia_settimanale
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 2771 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sat Jun 12 09:21:12 UTC+0200 2021
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Primo Maggio


Testo proposto da LaRecherche.it

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 28 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 01/05/2011 12:00:00

[ La poesia è letta dall'autrice, alza il volume ]
 

*

Da quanno che er monno è monno

Puro prima che lo sapessero rotonno

Dalla tera s’arzava forte er coro

Dell’ommini che chiedeveno pane e lavoro.

 

Pane vor dì vive senza fame

Lavoro cresce li fiji ner decoro

Ma oggi nun se fanno ponti d’oro

A chi vò guadambiasse er pane cor lavoro.

 

Le fije le vonno belle e tutte “…ine”

Sordi facili pe’ fa la rima co’ sguardrine.

Li maschi mejo se li crescemo carciatori

Chè tanto nun paga gnente diventà dottori.

 

Semo sicuri che nun è mejo

Avecce sulle mano er callo

Che immaginasse la regazzina tua

Mentre che bascia de ‘na statua er fallo?

 

E abbasta co’ la minchiata de’ la crisi

Doppo la guera ereno tutti smunti e lisi

Eppuro hanno cacciato della morte er lezzo

E rifatto l’Italia pezzo a pezzo.

 

Ar grido: “Vojo la libbertà oppure moro”

Hanno creato ‘na Repubblica fonnata sur Lavoro

E noi sta meravija la zozzamo?

De’ li padri fede e memoria rinnegamo?

 

Primo de maggio è er compleanno nostro

Che lavoramo duro e senza lustro

Famo la festa a chi ce vole toglie tutto

Senza er bastone e senza causà lutto.

 

Fino a che ce saranno le piazze e le elezioni

Basterà fasse cresce li cojioni

E nun sarebbe bello

Se, ‘nsieme, ce rimprendessimo er cervello?

 

Disceva nonna: “Si nun voi affogà,

cocca de casa, devi da notà”.

Me la rivenno: “Si voi ancora campà

Quando metti la croce, vedi che poi fa!”



« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 28 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

La Redazione, nella sezione Poesia_settimanale, ha pubblicato anche:

:: Libro del Sole (Pubblicato il 14/06/2021 12:00:00 - visite: 54) »

:: Invisibile (Pubblicato il 07/06/2021 12:00:00 - visite: 85) »

:: La strage degli aquiloni (Pubblicato il 31/05/2021 12:00:00 - visite: 92) »

:: Teatrin de vozhi e sienzhi (Pubblicato il 24/05/2021 12:00:00 - visite: 197) »

:: Minime circostanze (Pubblicato il 17/05/2021 00:14:00 - visite: 153) »

:: Vela e timone (Pubblicato il 10/05/2021 12:00:00 - visite: 142) »

:: Poesie (2020-1997) (Pubblicato il 03/05/2021 12:00:00 - visite: 111) »

:: Cinque inediti (Pubblicato il 26/04/2021 12:00:00 - visite: 195) »

:: Conclusioni (Pubblicato il 19/04/2021 12:00:00 - visite: 169) »

:: La macchina del tempo (Pubblicato il 12/04/2021 12:00:00 - visite: 157) »