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Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Perché scriviamo?

di Vincenzo Corsaro
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Pubblicato il 16/01/2021 19:39:07

Perché scriviamo? cosa ci spinge a farlo?

Certo l'uomo l'ha fatto sin dagli albori,

aveva scoperto che era pratico e comodo.

Uno scritto resta, non si cancella, non

viene interpretato come una frase riportata

che rischia anche di svanire in ricordi confusi.

I grandi uomini hanno avuto l'opportunità

di far conoscere le loro idee, le loro opere

ed è stato un bene per l'umanità...

cosa saremmo oggi senza quegli scritti?

Le loro parole sarebbero giunte sino a noi?

E noi... comuni mortali... perché scriviamo?

Perché probabilmente abbiamo bisogno di

sviscerare i nostri pensieri, belli o brutti,

a qualcuno...

e un foglio di carta è il nostro primo amico

a cui confidare i nostri sentimenti, affidare

i nostri più intimi segreti.

Ma perché poi decidiamo di pubblicarli?

di farli conoscere a tutti?

Forse perché sappiamo che molti altri hanno

i nostri stessi problemi... e rendendoli noti

ci sentiamo meno soli noi e loro?

Se così fosse, sarebbe un bel gesto...

O forse perché poi in noi subentra un po’ di

vanità, un po’ di competizione, una caccia

sempre a maggiori consensi? che poi se non

li ottieni resti deluso?

Uno scritto...è uno scritto, può piacere

o non piacere... e poi... in fondo...

la vita è ben altra cosa.


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