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Collana di eBook a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani

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eBook n. 134 :: Una vita a pezzi, di Armando Tagliavento
LaRecherche.it [Poesia]

Data di pubblicazione:
24/04/2013 12:00:00


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# 6 commenti a questo e-book [ scrivi il tuo commento ]

 Cristiana Fischer - 28/04/2013 19:46:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

"quand che hai cominciato veramente a scrivere?" chiede il curatore.
"Le poesie da sempre" risponde Tagliavento.
E poi: "Hai mai pensato di ripulire, aggiustare, sintetizzare, tagliare questa tua vasta produzione scritta?"
"Se dovessi fare una cosa del genere, farei crollare questo castello. Meglio lasciarlo cos. uscito cos dallanima, dal cuore, dalla tua volont. Tu desideri una cosa e la ottieni. Io quando scrivo una cosa e mi piace. inutile stare a cambiare."
E cos grumi di suoni e di memorie indefinite in poesia alcolica, con
mente alticcia, testo che scorre e accumula, immaginazione fervida, libert di inventare e di ricreare un’"acqua riccia", il sole che "si messo a trillare con flauto di mirra".
Mi meno chiaro in che senso "l’ex-proletariato da cui venuta fuori lodierna figura dei lavoratori pi istruiti e dei precari laureati" e i nuovi immigrati che "vanno oggi producendo i loro racconti ... potrebbero trovare nelle scritture ’selvagge’ di Tagliavento un loro antenato".
Altrettale libert (non alcolica) di creazione verbale e narrativa? Su questa libert sono d’accordo, e solo su questa.

 emilia banfi - 28/04/2013 14:55:00 [ leggi altri commenti di emilia banfi » ]

Grande Tagliavento! scrittura coraggiosa e una vita tutta sua da vivere cos come si presentava con quegli attimi che lo hanno fatto diventare un grande poeta. La poesia nasce solo in certi animi e Tagliavento ne avevo uno grande per contenerla tutta fino alla fine. Grazie Ennio! Emilia Banfi

 Leopoldo Attolico - 26/04/2013 12:35:00 [ leggi altri commenti di Leopoldo Attolico » ]

Ringraziamo Ennio Abate e Larecherche per averci offerto l’opportunit di apprezzare una scrittura cos personale , concreta , urticante , a volte felicissima in soluzioni formali e in capacit rappresentativa .

 Giuseppina Di Leo - 25/04/2013 22:17:00 [ leggi altri commenti di Giuseppina Di Leo » ]

Parafrasando il titolo, si pu dire che le poesie di Tagliavento raccontano pezzi di vita, come tessere di un mosaico rappresentativo di una quotidianit complessa.
Alla maniera di un Merseault , il poeta sembra farsi portavoce del dettaglio pi minuto fino a immedesimarsi in esso. Di fatto, quella di Armando Tagliavento una poesia della perdita o dellallontanamento - come ben evidenzia Ennio Abate nella nota introduttiva - che trova la sua ragion dessere attraverso e grazie a sguardi rubati, o nei gesti apparentemente banali colti qua e l, tra gente sufficientemente sconosciuta ma in grado di imprimergli il desiderio di un ipotetico incontro. Incontro che il poeta di fatto poi realizza nel momento in cui si esprime in poesia.
Lontano da ogni intento risarcitorio, Tagliavento proietta la separazione - o autoesclusione - dal mondo con levidenza della propria ombra, come a motivo di un distacco che non serba altra immagine di s.

 Franca Alaimo - 25/04/2013 00:20:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Le poesie di Armando Tagliavento posseggono una tale forza di linguaggio e di emozioni che non basta un commento lasciato qui per misurarne tutta la novit e invenzione. Immagini, colori, angoli di citt, personaggi, tenerezze e crudelt compongono un affresco drammatico dell’esistenza, guardata con una prossimit cos stretta da deformarla e sconciarla come quando ci si specchia facendo aderire troppo il volto alla superficie. In questo asfissia dolente, tuttavia si insinuano sprazzi di lieto colore o personaggi teneri e pietosi.
E’ come un perseguitato Armando Tagliavento, un esule senza pace: l’amore, la donna lo attraggono fatalmente, ma solo per ricordargli la sua diversa origine, l’impossibilit di un’integrazione.
Per questo a volte la morte lo chiama, per questo una miserevole donnna zoppa, vittima di un incidente, prima di morire lo nomina suo compagno ideale.
Raramente mi sono imbattuta in un linguaggio cos crudo e indifeso: penso a Celine, penso a Lautreamont, a Baudelaire e a tutti i poeti maledetti. Ma si tratta di un maledettismo senza poese, senza odio anti-borghese, senza colore ideologico, mi pare; il suo dissenso con la vita si colloca innanzitutto in una scommessa perduta con la vita, in un’incapacit dolentissima di lasciarsi amare.
Un apprezzamento per la bellissima introduzione di Abate e per i direttori della rivista che hanno il coraggio di fare simili proposte.

 Enzo Giarmoleo - 24/04/2013 14:47:00 [ leggi altri commenti di Enzo Giarmoleo » ]

Poesia tenere ed esplosive. Un grande lavoro di Abate!!! Enzo Giarmoleo