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Di Davide Cortese
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leopoldo attolico
- 14/11/2016 17:17:00
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Tutto il materiale retorico ( i ferri del mestiere ) di Davide Cortese partono sempre dal proprio tempo , anzi nascono o ri-nascono dalla propria epoca per poi compiere tragitti nei labirinti inventivi del linguaggio . In questo percorso di scrittura simbattono nei problemi contemporanei pubblici e privati e con la propria vocazione di libert e di creazione.Cortese interviene su questi materiali con notevole incisivit e grazia , e con il sorriso interiore della parola che fonde felicemente modernit e classicit.
Franca Alaimo
- 03/12/2014 18:42:00
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Leggere la poesia di Davide Cortese significa, innanzitutto, lasciarsi alle spalle i recinti dello spazio e del tempo terreni, ed entrare in una dimensione dove ogni cosa qualche altra cosa; ci si muove tra i suoi versi a volte lietamente come in una bella favola; a volte cullati da una musica facile e incantatrice come quelle delle filastrocche che si imparavano allasilo, senza senso apparente che non fosse il compito delle rime: quello di fare magia, come avviene anche sotto il tendone di un circo, che spesso viene evocato. Spesso troviamo anche due innamorati che somigliano molto a quelli dipinti da Chagall: vagano in volo, simili ad angeli, fra immagini vaganti e radiose. Ma nelle favole ci sono pure i "cattivi"; ecco che tutto si abbuia; si entra in una foresta di tristi simboli, e il poeta Davide Cortese sembra echeggiare i toni dei poeti maledetti, mettendo in scena paesaggi opachi o paurosi. In ogni caso quell "io" cos insistito indica che la poesia percepita come un vaso cosmico dove tutto pu accadere, dove tutti i nomi di tutti i tempi e di tutte le storie del mondo ancora echeggiano. La storia e la sapienza dOriente e dOccidente vi si mescolano ferocemente, soavemente e il verso che sembra commentare tutto il serissimo gioco delle parole questo: Ho solo una tragica voglia di farfalle, in cui ogni dolore, ogni pesantezza affidata alla volont di leggerezza e di tenerezza, che, forse, , fra tutti, il sentimento pi dilagante, se dalla tenerezza si origina il sogno.
Franco Campegiani
- 03/12/2014 13:47:00
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Questo non il canto di Orfeo. Qui non c nulla delle meliche illusioni con cui il mitico cantore deturpa i cieli delle impervie armonie universali. Una fede, quella di Orfeo, che al primo soffio di vento scompare. Euridice al suo fianco ma lui non la vede, preso com dal suo narcisismo e dalla sua follia. Quello di Davide Cortese, invece, un canto molto scortese: canto essenziale, fatto di verit, canto/non-canto, sgraziato, non melodioso. La sua voce viene dal silenzio, dal vuoto, dal nulla, ed proprio annullandosi che scopre di essere viva. Finalmente una poesia di conoscenza, una vera, ribelle e paradossale poesia, dove vibra larmonia dei contrari ed Il buio la condizione necessaria affinch appaia la luce. Franco Campegiani
Loredana Savelli
- 14/01/2014 18:23:00
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"Al mercato di fragole tra canzoni di mercanti un bambino mi chiese dov andato il silenzio?. Il silenzio venne e tocc le fragole, ed esse furon rosse e furon silenziose. Solo alla lingua dicono parole dolci e antiche. Tacciono i mercanti. E io scrivo per loro canzoni."
Una tra le poesie che mi hanno folgorata, un misto tra sensualit e innocenza. Tutto il libro raffinatissimo, musica rara, che sinsinua nel silenzio lasciando scie dorate, evocando una natura lussureggiante in un tempo indefinito. Tante volte compare il nero, tinta inquietante, ma non protagonista, non oscura la trasparenza di questi versi.
Altra poesia esemplificativa, a mio avviso, della poetica di Davide Cortese la seguente:
"Il mio furore della tenebra ferita. Splendo di buio infinito che ha brani di luna tra i denti. Nero il mio splendore. Incedo nellaura della morte. Spada la mia nudit, snudata a fendere il cielo. Io celebro i funerali del sole. Serbo nel cuore una parola incendiaria. A lei e me do sepoltura nel silenzio. Celebra tu, ma non timploro, lestremo saluto al mio tacere."
Elogio della luce interiore, che coincide con un silenzio denso. Se intorno sepolcro, la parola resta incendiaria, risorge col corpo.
Vivi complimenti
parsifal
- 12/01/2014 04:23:00
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Grazie di questo regalo. davvero prezioso!
Antonino Caponnetto
- 06/01/2014 07:15:00
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I miei vivissimi e strameritati complimenti a te, Davide, alla tua Poesia, a questo fascinoso E-book e a la Recherche che lo ha coraggiosamente e pi che giustamente voluto far i suoi.
Antonino
Luca Giordano
- 06/01/2014 04:14:00
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Me lo sono divorato questo libro:
Andare. E piovere. La mia arte il mestiere delle nuvole.
Davvero belli!
rosaria di donato
- 05/01/2014 20:19:00
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Complimenti Davide per questo tuo primo ebook! E sempre bello leggere la tue poesie.
Rosaria
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