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Di Franca Alaimo
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Francesca Luzzio
- 20/06/2010 21:12:00
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Malinconica e dolce la poesia che Franca Alaimo propone al lettore nella silloge "Una corona di latta". Il titolo della raccolta ci fa pensare ad una regina, ma, considerato che la corona di latta, si tratta di una regina per gioco o di una regina schernita? Direi luno e laltro: per gioco, nel trastullo rigenerante della poesia; schernita, negl eventi-accidenti dellesistenza. Il gioco dellinfanzia lautenticit della vita, lespressione vera, pura e sincera del modo in cui gli adulti,come i piccoli, dovrebbero aprirsi e relazionarsi con il mondo: Franca gioca con la Parola e questa le risponde e lei,"come bimba ammaliata"(in Dove mi invita"),va "dove" la "invita"(ibidem). La matrice metafisica dellispirazione, pi volte rimarcata nei testi, porta la poetessa nella dimensione pi vera di s: la dimensione infantile, che la induce a rivivere, come gi il Leopardi ingenuo della prima fase o il Pascoli, la condizione primigenia dellumanit, quando questa "con animo pertubato e commosso"( G.B. Vico) guardava per la prima volta il mondo e dava un nome alle cose, ma questo contatto con il reale per la poetessa-bambina, dolce e malinconico nello stesso tempo: lei,regina scopre e nella scoperta conosce anche una signora affascinante e lusinghiera che chiama Gloria:"avrei voluto ndossare\labito luccicante della gloria\e avere uno stuolo di lettori(in Lavorare in secreto), invece "scuote lampolla del suo cuore"(ibidem)e si accorge che Gloria scorata da una strega irriverente che, schernendola, le d una corona di latta. La strega "il male che trabocca" ( in Scoramento)nel mondo, ilsuo amore "di cui stato fatto scempio"(in La corona di latta). La raccolta anche una dichiarazione di poetica poich rivela espressamente la natura simbolica della poesia di F. Alaimo che " di comporre e scomporre mai si stanca/ gettando simboli fra le cose pi diverse"( in Pontifex),ma senza mai abbandonare la limpidezza semantica che, pur attraverso il simbolo,rende intellegibili i suoi versi. Questi inoltre,scorrono come ruscello,musicali ed armoniosi e, attraverso assonanze e disposizione accorta delle parole,gratificano anche lorecchio del lettore. FRANCESCA LUZZIO
Antonio De Marchi-Gherini
- 17/06/2010 23:57:00
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Pane e poesie, come negli anni andati il pane e le rose...una poetessa battagliera, versatile, sempre pronta a menar fendenti e baciare quand il caso. Poesia militante, insomma, e sa Dio quanta ce ne vorrebbe ai giorni nostri per migliorare questo mondo che va a catafascio, e toglierei pute il cata...
Antonio De Marchi-Gherini
- 02/06/2010 11:16:00
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Rileggo volentieri i tuoi versi. C tutta la sensualit siciliana, ma anche il sole secco e cocente e i fichi dindia spinosi ma gustosi, insomma profumo di zagara e sangue. Lesserci, il vivere dentro e fuori le passioni , i sentimenti e i ri-sentimenti acquietati dal balsamo del verso che per te come il respiro.
Nicola Romano
- 01/06/2010 23:28:00
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Dopo averlo riferito senza problemi alla diretta interessata, dico subito che Franca Alaimo rappresenterebbe un "vanto" per Palermo, solo se questa citt sapesse cogliere quei profumi culturali che stanno in mezzo a tanti olezzi di varia natura. Soltanto cos la corona di latta potrebbe davvero tramutarsi in una corona...dalloro. Ma, fuori da ogni metafora, chi "avvertito" in fatto di poesia non pu non riconoscere in questa raccolta - molto fluida ed ariosa - il segno rivelatore di un sicuro e stretto rapporto tra vita e poesia, in cui tutti gli ingredienti possibili e necessari concorrono ad esiti di perfetta fusione tra intuizioni ed emozioni, in questo caso non disgiunte da una certa sensualit espressiva. I versi sono come corde robuste, tese fra i dualismi esistenziali, sulle quali lautrice da prova di mantenere un evidente equilibrio stilistico. Gradevolmente privo di risentimenti, ogni singolo dettato poetico sembra restituire taluni resoconti in cui la speranza la fa da padrona.
Loredana Savelli
- 01/06/2010 22:13:00
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Sono da rileggere pi volte e con meditata calma queste poesie solo apparentemente semplici. Quasi un premio serale. Ne suggerisco una, "Che confusione!": la descrizione, attraverso il sentire personale dellautrice, del rapporto quasi conflittuale tra la Parola e la parola, tra Dio e la poesia, anchessa divinizzabile. Leterno dualismo corrisponde alla condizione umana con il suo (tragico) dilemma irrisolto: essere solo uomini, sebbene uomini-poeti, o farsi pervadere dal divino?
Franca Alaimo
- 01/06/2010 17:39:00
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Non posso ancora una volta non intervenire, dopo avere letto il commento di Roberto, che mi ha donato unemozione intensa, sia perch arriva inaspettato, sia perch centra con sensibilit molti dei nuclei poetico-interiori che mi caratterizzano. Inoltre, come Giovanni Ibello, mi mette fra le voci importanti della Poesia doggi; non so se sia vero, per vorrei esserlo per donarmi "tota" agli altri, per non uscire da questa vita senza continuare ad essere nelle mie parole. Grazie per la stima che mi dimostrate. Io, a mia volta, ringrazio Chi questo talento, piccolo o grande che sia, ha voluto darmelo per rendere pi significativo il mio cammino esistenziale.
Roberto Maggiani
- 01/06/2010 12:59:00
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Cara Franca la tua poesia mi fa venire alla mente l'americana Emily Dickinson. Ti muovi nell'area della mistica, la tua una poesia della visione interiore, sai raccogliere e ricomporre - al fuoco coadiuvante della tua poesia ricca di immagini, desideri e sogni - esperienze e realt frammentate. Spesso la scrittura ti conduce nel buio dell'anima: "Dimprovviso tinghiotte un cielo nero / Ed io comincio, cieca, a balbettare."E' poesia che nasce dal creato, ogni luogo, tempo, azione, sentimento, oggetto fonte di poesia: "Nel cuore dogni cosa / Dimora la poesia e chiama / Anche da un ciottolo supino / Come da un sentimento nascosto."La tua visione del mondo totalmente impregnata di amore, amore silenzioso: "Nessuno sapr se non gli angeli ed i santi / Che della cristica gioia divenni testimone". Sei testimone della gioia del mondo, una gioia che incanta perch la sua radice soprannaturale, schietta e sincera: "Sono la donna degli incantamenti". Ma la gioia decisamente ben radicata nella realt ineluttabile del dolore. In "Faccio la sarta" si legge:
O mia diletta Musa, opaca noia Immagini ferme, vento che sarresta. Per mia angelica stridula gioia Andare e vedere oltre me stessa Mentre con altro cuore scrivo i versi. Quasi come cucire luniverso Che grida di dolore e che fa ressa.
Gli ultimi due versi da soli rivelano un intento poetico ed esistenziale: ricomporre in unit l'universo smembrato dal dolore, nella luce e nella potenza dell'Amore, e nella poesia vi l'eco della sua parola iniziale, che diede origine all'universo stesso, alla sua esistenza intatta. Insomma, grazie Franca per questa bellissima proposta poetica, penso, senza mezzi termini, che tu sia una delle pi importanti voci poetiche contemporanee... il tempo ci dir.
Guido Martini
- 24/05/2010 12:11:00
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Cara Franca, in tutte le liriche che compongono la tua silloge si ritrova proprio quella guerriera della parola di cui parla una tua poesia. Ma non solo la lama tagliente della spada od il colpo controtaglio della sciabola. Nei tuoi versi, tutti, c lelastica leggiadria del fioretto, o meglio, del colpo in punta dello stocco, che inesorabile trafigge animi e cuori dei lettori, ed ai poeti infonde entusiasmo nuovo in quellarte per la quale io so bene che a cingerti le tempie certo metallo molto pi nobile della vile latta. Tu sai quanto io ti stimi come persona e ti ammiri come poeta, perci che devo ringraziarti di avermi ancora una volta donato brividi di emozione. Guido Martini
Giovanni Ibello
- 22/05/2010 16:55:00
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Signori, sono un po restio ad elogiare testi poetici, ma la Signora Alaimo una grande Poetessa e questi versi ne sono la pi chiara testimomianza che aiuter noi tutti nel nostro cammino lirico... "La poesia che ispira poesia" (R.W. Emerson)
g.f.
- 20/05/2010 21:29:00
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Sono una tua vecchia conoscenza e ti ho recensito pi volte sotto altro nome, ciao.
Franca Alaimo
- 19/05/2010 21:26:00
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Mi piacerebbe sapere chi si nasconde dietro la sigla g.f. Se non vuole, lo ringrazio egualmente per il sintetico, ma denso giudizio. Franca
g.f.
- 19/05/2010 17:03:00
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Veramente belle, discorsive e nello stesso tempo alte. Sembra di stare in mezzo a correnti contrapposte, ma questa e la vita che pulsa.Brava!
Franca Alaimo
- 19/05/2010 16:09:00
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Intervengo ancora per ringraziare Stefanie del suo secondo commento scritto, lo so, nel corso di una seconda lettura dei miei testi: unintuitiva sintesi la sua, unimpronta originalmente raccontata! E ringrazio molto anche Guglielmo Peralta, il quale ha lasciato un lungo e bellissimo commento, chiarendo il significato con cui leggere il titolo della raccolta, che poi quello che guida tutti i versi: lorgoglio di possedere un talento oggi tanto svalutato, ma proprio per questo cos regalmente prezioso....Non ho che da ribadire il mio grazie alla poesia che mi rende pi vera la vita e mi dona anche tanti amici, come Stefanie, Guiglielmo e tutti gli altri!
Guglielmo Peralta
- 19/05/2010 14:25:00
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LA CORONA DI LATTA
di Franca Alaimo
Questa silloge poetica di Franca Alaimo ha, per certi versi, la struttura di una fiaba. Motivi magici ed elementi sacri sono strettamente intrecciati fra di loro e ne costituiscono, per buona parte, il tessuto. Il titolo e lincipit (I doni) rivelano subito lascendente sacro della Poesia, la sua nascita regale e, al tempo stesso, il suo ruolo di Cenerentola, ovvero, il suo stato di povert in un mondo che non il suo regno. Nella poesia che apre la raccolta (e che somiglia a una fiaba) sembra esserci un riferimento ai doni che i Re Magi offrono al Bambino celeste. Ma qui, i doni sono le predizioni di tre fate alla piccola e futura poetessa. Sono due cattive profezie, e una buona, la quale annuncia la Poesia, unico vero dono, capace di comunicazione, di tessere nobili e splendidi discorsi (Filo doro) ed essere Brace!, di ardere ancora, come incenso e mirra, oltre ogni dissipazione e annichilimento, quando, cio, il mondo sar spogliato di tutti i suoi valori. (Brace! Filo doro! ()/ I tuoi versi di nettari e colori/Arderanno sotto la cenere del mondo). Franca Alaimo, come Cenerentola, pu vantare un cuore gentile e un fervore danimo per grazia ricevuta (O tutta fiori, bella donna damore) e non immune dalla cattiveria, dallinvidia, dalla gelosia, dallindifferenza, di chi non sa o non vuole riconoscerle quella dote poetica che la fa ricca e che smentisce, sovvertendole, - proprio come accade a Cenerentola - le prime due tremende divinazioni: (Povert, bocca affamata, Bambina senza nenie. Nulla! Vento di tramontana! Ragazza barcollante e solitaria!). Poeta di nascita e per elezione, Franca sperimenta presto la responsabilit e la difficolt che comporta una cos alta e regale investitura, anche se al poeta non si chiede la salvezza del mondo. C un parallelismo tra la corona di spine del Salvatore e questa corona di latta, che fa della Nostra una testimone della miseria morale in cui versano gli uomini e, dunque, della propria impotenza, ovvero, dellimpotenza della Poesia, del suo potere negato, svalutato, a imitazione del potere divino, dissacrato e dileggiato. Per la nostra poetessa, iniziata al rito magico della parola creatrice, la Poesia il recinto sacro disegnato come un mandala e concimato con le parole del Figlio. Perch tutto diventasse desiderio e amore. Ma il sacro richiede il sacrificio di consumare s stessi, di svuotarsi di ogni egoismo e narcisismo per Bruciare fino alla cenere, per ardere, cio, del divino fuoco della bellezza poetica. Ma come pu il poeta, fedele, come la nostra F. Alaimo, alla vita e alla Poesia che ne esprime ed esalta il miracolo, cantare la sofferenza e la morte? Come pu lasciare affiorare il canto in tutta la sua bellezza, nel suo splendore, ed elargire questo nettare, questo miele senza che esso sia prima liberato dal male che trabocca e purificato? La voce della Poesia, grondante sangue, Come Cristo sta appesa alla sua croce(come gi le cetre dei poeti appese ai salici, nel canto quasimodiano) pronta di nuovo a cantare, a risorgere, a rifiorire come una rosa rossa coltivata nel dolore e rinvigorita dallinesauribile passione. La cattiveria, lindifferenza, la derisione non prevarranno sui poveri di spirito, su chi, elevando la Poesia a propria dimora, non ne fa una torre davorio, ma un grembo al quale rimettersi e affidare umilmente la propria rinascita (Lezione di umilt) nella convinzione che nulla potr intaccare la regalit di una corona che, sia essa di spine o di latta, segno di gioia e di amore infinito, in quanto cinge tuttintorno quello spazio che il recinto sacro della Poesia, della quale rivela il valore e lautorit che trascendono questo nostro regno mortale.
stefanie golisch
- 17/05/2010 16:43:00
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E tardo pomeriggio, blaue Stunde: un io apre le porte delle sue stanze interiori: ogni stanza una poesia, un attimo, un colore, un pensiero E una passeggiata in un paesaggio immaginario, interiore, lintensificazione del vissuto, trasformazione continua, un velarsi e svelarsi Poesia come incontro
Franca Alaimo
- 16/05/2010 22:19:00
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Carissimo Mim, immaginavo che ti saresti fatto vivo. Ed al solito lhai fatto lasciando la traccia inconfondibile del tuo stile e del tuo acume critico. Grazie, allora, per il tuo commento ricco di autentica partecipazione al mio fare scritturale. Mi far viva presto con mia scrittura privata.
Domenico Cara
- 16/05/2010 19:58:00
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Le soluzioni ineffabili di questa poesia di Franca Alaimo, sono dovute alla secca immediatezza del colloquiale, che offre morbide lucidit ispirative, testimoniano una lieta follia di balbettamenti e una metaforica lezione di quotidianit che resiste ai desideri attualissimi della medesima scelta di unumilt della scrittura tersa, post crepuscolare, di sensibile normalit neo novecentesca. Negli spasimi del linguaggio, la coscienza della ricerca animata da amari e quieti suoni, i quali adottano il disincanto esistenziale per dare allespressione un essenziale (e mai tradito) atto di vita, una convivenza tranquillamente sensuale, che pur spesso sfidano il mondo, da cui lautrice si difende attraverso la candidit di un autoidillio, altrettanto amico della stessa poetica individuale. Palpitano nei versi, su proiezione diaristica, solchi di sapienza crescenti e quasi occulti, tensioni allegoriche senza oscurit e stridori, dove lesperienza emancipa la lingua, tutta fantasmi e clamori privati, che definiscono la sua realt, raccontata per sospetti dolorosi e concrezioni a effetti aleatori, l dove la corona di latta diviene tema di gustosa ironia, di unimpalpabilit che va continuata, perch sorgente di una bene intesa trasgressione e quindi- un istantaneo modello del vivere, malgrado le intime e pubbliche ustioni, che potrebbero significare cognizioni passive alla nebbia della mente (e di un cuore mediterraneo).
Franca Alaimo
- 13/05/2010 19:04:00
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Carissimi amici conosciuti da tanto tempo, come Mariella, Giovannino, Sandro, ed altri che mi siete stati donati pi recentemente e siete altrettanto amati, come Stefanie, Maria, Antonio, e gli altri che conosco soltanto per avervi letti/e, vi ringrazio di cuore per avere letto e lasciato un commento al mio libro, chi cercando di afferrare, attraverso i versi, la mia anima, chi mettendone a fuoco limpronta appassionata; vi ringrazio anche perch, come me, amate la poesia e, quindi, la bellezza. Un grazie particolare a Eugenio Nastasi che ha scritto la prefazione, e, come tutti i lettori, ha ri-scritto il libro.
Maria Grazia Cabras
- 13/05/2010 16:53:00
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Bisogna farsi vuoti, consumare s stessi per accogliere la possessione poetica nella profondit delle viscere. Parole ruminate che ci inghiottono/colmano regioni dellanima dimenticate/attraversano il Tempo sconvolgendo tempi e distanze/ci denudano con le loro sonorit sacre/potenti/alchemiche/e talvolta danno luce anche alle stelle.
Ringrazio di cuore Franca Alaimo per queste pagine cos intense appassionate/appassionanti.
Sandro Angelucci
- 13/05/2010 00:51:00
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Brava, Franca, bravisssima. Dopo quello che ho letto sempre pi forte in me la convinzione che tu sei nata per la poesia, nel senso che chi nasce per lei ne sono fermamente convinto deve abiurare il mondo, le sue bassezze e le sue ipocrisie. Lamore della poesia e, inversamente, quello per la poesia dispotico, esclusivo, pu suscitare, addirittura, la gelosia di Dio; ma anche mite, materno e, soprattutto, folle, sovversivamente folle. La corona di latta, che ti hanno posto sul capo, il simbolo di tutto questo: ti hanno eletto regina di un regno che non conoscono ma intuiscono essere la loro vera patria. Potrei citarti tante poesie: mi limito a tre su tutte: Bisogna svuotarsi, Ad Anna Achmatova, Tu e la mia poesia. E ti abbraccio, e ti ringrazio per questa testimonianza.
Sandro Angelucci
Mariella Bettarini
- 09/05/2010 19:33:00
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Carissima Franca,
ho letto con commosso piacere questi tuoi intensi, "necessari" testi poetici, che rappresentano sicuramente una "corona" non direi "di latta" quanto - mi pare - "dalloro", tanto il tuo amore appassionato, la tua sacrale "venerazione", la "coltura" della poesia, verso la poesia. Molti, moltissimi sarebbero i testi da citare, ma intanto (e scusa la sinteticit di questo mio messaggio) non potevo tardare oltre nel comunicarti la mia ammirata stima per questa tua raccolta poetica, insieme a tutta la mia amicizia. Caramente, Mariella Bettarini
Edda
- 09/05/2010 18:25:00
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Questo libro di Franca Alaimo unaffascinante esplorazione del rapporto fra lautrice e la Poesia, rapporto intenso e privilegiato. Alcune poesie sono molto musicali e mi piacciono in modo particolare.
Giovanni Chiellino
- 08/05/2010 18:57:00
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Una poesia, quella di Franca Alaimo, che lega il terreno al divino tramite un respiro cosmico a cui sottesa lispirazione sempre proiettata verso luniversale. Alta e armoniosa la struttura scritturale. Giovanni Chiellino
Antonio De Marchi-Gherini
- 08/05/2010 10:18:00
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Tra quotidianit e fughe in avanti e dentro e sopra la psiche, Franca sembra posseduta, a fasi alterne da demoni, angeli e spiritelli vari. Poesia scritta con il corpo, prima che con lintelletto. Donne che corrono con i lupi, niente di nuovo sotto il sole. Franca incarna leterno femminino, capace di creare, dare la vita e distruggersi, ma anche, in casi estremi di autodistruggersi. Nulla per la pu distogliere dallimpegno principe e fondante della sua vita: fare poesia, alta, sensuale, divina, demoniaca. Centellinare ogni poesia e stare attenti al retrogusto, i testi sono alla portata di tutti ma non fatevi ingannare dallapparente semplicit.
Maria Musik
- 05/05/2010 22:07:00
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Un libro di poesia sulla poesia ma non in quanto tale: sulla poesia di Franca che donna, uomo, animale, elemento naturale. Casalinga, Regina, sacerdote, sciamana, fata, strega, angelo, demone, Mos che porta alla bocca carbone ardente e, ancor di pi, Miriam che, estatica e scarmigliata, danza e canta il suo Inno guerriero "Precipit nel mare cavallo e cavaliere..." ... per dirla alla Clarissa Pinkola Ests, Franca donna che corre con i lupi! Sento il bisogno di condividere con Franca il mio stupore ed il piacere di essermi "vista" dentro a molti dei suoi versi: una poesia, pi delle altre, mi cara.
Tu e la mia poesia
Cammini in punta di piedi nella stanza E mi guardi come una cosa misteriosa: Io sono al mondo e non sto nel mondo Quando mi accuccio dentro le parole E taccio affatturata, senza quiete, sola. Tu, che non sai se sono maga o dea E non comprendi il mio strano destino, Rimani a lungo indeciso sulla soglia Trattenendo sulla lingua il mio nome Per paura che io possa nel guardarti Mostrarti laltra faccia di Medusa Ed ustionarti il cuore dimprovviso.
Quante volte avrei voluto scrivere queste parole od urlarle in faccia: sono rimaste, fino ad oggi, nel silenzio del mio sguardo, nel mio fiero tacere. Oggi, Franca ha dato voce alla mia condanna di moglie/sciamana, amata/temuta, cercata/rifiutata; presa/abbandonata perch le parole sono pietre, aggiungerei, magiche.
stefanie golisch
- 05/05/2010 16:52:00
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Io sono al mondo e non sto nel mondo Quando mi accucio dentro le parole
La poesia sta sulla soglia, con un piede gi entrata nel silenzio. Il silenzio lattira e la respinge al contempo. Non sa bene da parte schierarsi.
Le poesie di Fanca Alaimo si fanno leggere: n simpongono, n si concedono del tutto. Stanno sulla soglia, aspettando di essere avvicinate attentamente...
Grazie, Franca!
Un caro saluto
Stefanie
Loredana
- 04/05/2010 16:12:00
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Poesia che dice di se stessa, quasi un tormento per lautrice, a volte orgoglio e cavallo su cui puntare. Il linguaggio chiaro, diretto, a volte ha delle improvvise virate surreali. Domina unatmosfera serena, compiaciuta, come davanti ad una passione alla quale si deciso di capitolare.
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