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Bruno

di Alberto Rizzi
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Pubblicato il 11/03/2017 12:13:48

 

          Bruno: sinonimo di “antipatico”.

         Cioè, Bruno (il tizio che da un paio d’anni è venuto ad abitare nell’appartamento di sotto al mio) mi sta proprio antipatico; e non solo a me, ma a tutto il condominio.

         Non è né bello né brutto, ha un fisico che se solo andasse un po’ in palestra (come faccio io anche quattro volte alla settimana) non sarebbe male, ma lui mi ha sempre detto che non gliene importa granché, e io mi chiedo come farà a rimorchiare.

         Anzi, cosa vuoi che rimorchi… Oltretutto sta antipatico anche a tutte le altre inquiline, compresa mia madre: pensate che alla Giulia (che ha poco più di sedici anni, ma si è fatta venire un fisico da urlo per farsi prendere come velina), quando lei gli ha chiesto “Mi faresti sentire un po’ dei tuoi CD? Dopotutto sono una bella donna, o no?”, Bruno le ha risposto: “Che mi hai preso per un pedofilo? C’hai bisogno di un’altra decina d’anni, per essere una donna…” Figurarsi come c’è rimasta: non che lei volesse filarselo, ma stava provando se con quel fisico riusciva a far arrapare qualcuno di trenta, quarant’anni, cioè quelli che possono farle fare la velina.

         Poi quello che da fastidio, che lo rende insopportabile, è che non ti da mai soddisfazione: sa parlare di calcio come pochi (l’ho sentito io, in portineria, neanche dieci giorni fa), ma non tifa; non ha neanche la televisione, ma sa un sacco di cose, di quello che succede in Italia e fuori e spara giudizi che sono tutti veri, ma che ti fanno sentire un mezzo deficiente: perché a quelli come noi, di tutte queste cose non ce ne frega niente. E, visto che non ha la TV, cosa fa invece di guardare Costanzo o “Uomini e donne” o “L’isola dei famosi ”? Ascolta musica, chiaro! E legge un casino di libri, chiaro!

         E alla fine, quello che mi fa - e ci fa - incazzare veramente, è che si permette pure il lusso di preoccuparsi degli altri, come se di questi tempi non ci fosse niente di meglio da fare!

         Allora, questo è successo un paio di mesi fa, me l’ha raccontato l’Alfonso, quello del quarto piano, che di balle giuro che non ne ha mai detta una, a parte quelle alla moglie, e questa l’ha vista e sentita lui. Era in centro, in uno di quei posti che non trovi un parcheggio neanche a svenarsi: lui (Alfonso) sta camminando e vede Bruno che arriva in macchina e si ferma in uno spazio libero fra due altre auto. Scende, fa per mettere il disco orario, ma guarda per terra e vede quei segni gialli che dicono che lì non si può, ci vanno gli handicappati, e come abbia fatto lui a vederli, che son tutti mezzo cancellati, solo dio lo sa. Incrocia lo sguardo di Alfonso (che ormai gli era arrivato a mezzo metro), si salutano e poi Bruno fa: “Ma guarda se è modo di tenere i parcheggi: uno neanche se ne accorge, che qui non può fermarsi…” Risale in macchina e riparte!

          Dico, riparte!! Con la fatica che si fa a trovare un posto in centro che non sia a pagamento! E chi se ne frega se ci sono gli handicappati che vogliono girare in macchina! Se sono handicappati, cosa ci vogliono fare con la macchina? 

         Insomma, non ne possiamo più di uno come lui, che si vede proprio che lo fa per darsi un tono e mortificarci ogni giorno. E così abbiamo deciso che dobbiamo togliercelo dai piedi.

         Io mi sono offerto volontario, sono uno dei più giovani in questo casermone e, con tutta la palestra che ho fatto, sono sicuramente più forte di lui; sarà una cosa semplice: scendo, suono e invento una scusa (non che voglio in prestito un libro, figurati se quello ci casca), ma quando apre lo spingo dentro e gli spacco la testa a bastonate, poi faccio un po’ di casino e siamo già d’accordo fra tutti noi inquilini che son stati gli albanesi o gli zingari, ce ne sono due o tre qua intorno che chiedono la carità ai semafori.

         Da quando mi sono proposto, poi, la Giulia mi guarda con certi occhi, che son sicuro che non aspetta altro che lo faccia, per darmela.

         A dirla tutta, non sono tanto sicuro. Cioè, sono più giovane e più forte, vabbe’, ma chi si fida di uno come quello? Cioè, ti dà l’idea di essere uno che ha sempre pronta la risposta per tutto, anche a botte; magari mi tocca scoprire proprio oggi, che è pure cintura nera di kung-fu. Magari è uno che c’ha un coltello nascosto nella manica della giacca, come ho visto in un film…

         Insomma, non sono tanto sicuro, ma adesso vado giù e ci provo.


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