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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Le poesie di Atteone

Poesia

Luca Caddeo
La Riflessione - Davide Zedda Editore

Recensione di Ilaria Diana
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Pubblicato il 28/12/2010 12:00:00

Non sempre facile restare imbrigliati nella rete delle emozioni attraverso la nobile ma inattuale arte della poesia. Non facile che nel silenzio della lettura si possa udire il suono sottile eppure dirompente delle parole. Nondimeno, questo che, pochi giorni fa, mi accaduto leggendo il libro di un giovane autore esordiente: "Le poesie di Atteone" di Luca Caddeo. La raccolta, divisa in tre parti, si apre con unintroduzione (Il vestibolo di Atteone) nella quale il poeta guida il lettore alla condivisione empatica delle sue parole raccontando il mito di Atteone e il nesso che lega la poesia allintuizione di cui il mito sarebbe la cifra. Evocando, quasi alla maniera antica, le Muse, il poeta spiega come lo smembramento di Atteone sbranato dai suoi cani dopo essere stato trasformato da Diana in cervo, preluda alla metamorfosi del soggetto contemplante nelloggetto contemplato gettando le basi per quella conoscenza intuitiva ed estatica in cui trova il proprio luogo la Poesia.
I primi versi della raccolta sono significativamente dedicati al paradossale rapporto che il poeta intrattiene col nichilistico foglio bianco e con le parole. Le parole, nelle quali il novello Atteone muore per rinascere, sono come fondi tagli di inchiostro nel tacito foglio del fato e hanno lalchemico potere di imprigionare quando liberano, di liberare quando irresistibilmente, fatalmente incatenano a s. Le Muse che sembrano vegliare sul poeta facendosi sovrabbondante presenza nella pi bianca assenza e malinconica assenza nella presenza, appaiono quasi come dee da pregare attraverso il rito magico della poesia. La seconda parte del libro comprende liriche dedicate a temi pi generali ma non per questo meno essenziali e, in certo senso universali, quali la morte, la colpa, il mistero dellesistenza, la ricerca della verit e il suo intersecarsi con lillusione e con la menzogna. La terza parte dedicata essenzialmente allamore. Questo immortale sentimento sembra di sovente il prezioso pretesto per decorare la ricerca di senso con sfumature delicate e sensuali. LAmore cos la chiave segreta che, in uno scenario tragico e misterico, permette di varcare soglie arcane oltre le quali baudelaireiane corrispondenze collegano segretamente, plasticamente, la luce con il buio, leffimero con il permanente, limmanente col trascendente. Lautore spiega come le bellissime immagini che imperlano i carmi si incontrino con questi nel seno della ricerca eterizzando il mutevole con la fotografia e sfumando leterno fino al senso con la pittura. Cos, bene menzionare, come lautore avrebbe certamente gradito, i nomi di questi artisti che in modo essenziale, e non contingente, fanno della raccolta unopera darte: Michele Zucca, Paolo Caddeo, Marco Caddeo, Ilaria Diana, Gianluca Melis. Lultima parte del libro dedicata ad una metabiografia significativamente intitolata "Schizzi biografici" nella quale lautore, dopo aver rivelato quale luogo originario delle poesie il proprio blog (www.lucidicieli.blogspot.com), con una prosa libera ed espressionista, ricorda in forma romanzata la sua esperienza di vita, di pensiero e di poesia.



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