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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Lo sciopero del tempo

di Mariangela Nonanta
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Pubblicato il 11/09/2017 08:31:57

C'era una volta , un grande bosco formato da sequoie gigantesche, inoltre da molte altre piante a foglie caduche, quali faggi, robinie, che  adornavano una collina nascosta alla vista delle persone che non amavano la natura.

Molti erano i passanti, veramente pochi i fortunati che avevano la buona sorte di vederla in tutto il suo splendore!

Un giorno d'autunno, esattamente d'ottobre, con una temperatura tiepida ed un sole luminoso, che poteva illudere chiunque, facendogli sognare una giornata primaverile, le foglie diogni forma e di ogni colore decisero di fare un congresso, in cui vi erano molti punti all'ordine del giorno e decisioni importanti da prendere,ad esempio la data in cui inziare a cadere e quella in cui smettere.

Giunsero tutte con magnifici vestiti o di un verde tenero o di un rosso acceso, addirittura a strisce, giallo-verde, sicure del loro fascino, convinte della loro bellezza, consce del loro ruolo.

In seguito a molti interventi, la presidentessa stabilì all'unanimità che il primo giorno d'autunno , avrebbe combinato un bello scherzetto agli uomini.

I contadini iniziarono la loro raccolta di fogliame, per fare il letto alle mucche che possedevano ma trovarono pochissime foglie secche a terra , soltanto quella piccola parte che non aveva aderito allo sciopero, indetto dall'assemblea.

Le altre, invece erano di un verde smagliante, come a primavera e quando il vento giungeva per staccale, con folate improvvise, facevano finta di cedere al suo gioco, invece volteggiavano un po' nellaria, ballavano entusiaste cantando:"Tralla-là,tralla-là, vive noi siam con il vento danziam, non ci raccoglierete più, perchè stiamo su".

I coltivatori diretti ed i proprietari di bestiame a causa di questo fatto, a loro avviso innaturale si arrabbiarono moltissimo ma più si dimostravano adirati, maggiormente erano presi in giro dalle foglie degli alberi, che si divertirono tantissimo ad allungare il loro fusto, innalzandolo il più possibile verso il cielo!

 

 


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