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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Musicofilia

Saggio

Oliver Sacks
Adelphi

Recensione di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 11/10/2011 12:00:00

Le piace Brahms? fa chiedere Franois Sagan dalla bella arredatrice quarantenne al giovane amante. Ovviamente non ricordo la risposta ammetto che passato un certo tempo tuttavia, personalmente, avrei risposto: Forse s, forse no!, solo perch penso di essere io a non piacere al signor Brahms. Se invece la domanda mi fosse stata rivolta per Tchaicovski o Dvorak o qualcun altro avrei avuto una risposta decisa, come dire, pi determinata: Semplicemente s!. E questo, in qualche modo, fa la differenza, seppure ci suoni alquanto strano a dirsi da parte di chiunque ami la musica in genere. A spiegarci i perch di questa discordanza di risposte ci ha pensato Oliver Sacks, neurologo e psichiatra, nel suo libro Musicofilia di recente ristampa, in cui la musica trattata come patologia, l dove essa rappresenta di fatto una disfunzione, o meglio una disorganizzazione nella normalit. Un libro di non facile lettura ma che riserva uninfinit di sorprese, o meglio, di possibilit sorprendenti per quanti fanno della musica una costante esperienza, cos come nellascoltarla o riascoltarla, fanno un atto di rinnovata scoperta, per cui ogni momento si mostra come se il passato pu esistere senza essere ricordato come gi vissuto e il futuro senza essere previsto quindi tutto da vivere e da godere. Questo ci permette di comprendere quanto di ci che ascoltiamo in musica propedeutico allalimentazione del nostro apparato sensoriale che fin dalla pubert si nutre di suoni, o meglio di emissioni sonore che elaborate a livello corporeo, sviluppano trasformazioni di diverso tipo, interessando altri organi sensitivi oltre che ludito, come lolfatto e la vista. Lolfatto, la vista? viene da chiedersi. La risposta equivale a un S! affermativo ed ha anche un nome: sinestesia, per cui non esiste una separazione netta, presente in ciascuno di noi, fra vista, udito, tatto e gusto. (..) Ogni parola o immagine che udiva o vedeva, ogni percezione, dava istantaneamente origine a unesplosione di equivalenze sin estetiche le quali erano tenute a mente con precisione, in modo indelebile e implacabile, per il resto della sua vita. Il che, in ambito strettamente neurologico, pu risultare una disfunzione cerebrale, tuttavia ci non vuol dire che fungiamo da agenti sinestetici, o almeno non del tutto e non ancora. Qualche dubbio il neurologo Sacks ce lo crea, e scorrendo le molte pagine del libro qua e l possibile che ci ritroviamo tutti in bella mostra con qualche patologia in pi. Finanche quella di essere fruitori tormentati da sentimenti musicali, che so, essere piuttosto fan dei Beatles che dei Rolling Stones, degli U2 invece che dei Coldplay o viceversa, e di subire una musicofilia pregressa, quando non da allucinazioni musicali, o da epilessia musicogena che orrore! Non tutto, il libro, che non di medicina e neppure di psichiatria, si limita ad esporre quelle che sono le patologie senza la pretesa di dare soluzioni curative. Molto pi tranquillamente permette di addentrarci nelle diverse dimensioni della musicalit, in quello che il paesaggio sonoro della nostra ragione, e che riguarda il sentimento, la memoria e lidentit, di uno stato emozionale affettivo che da sempre la musica regala a tutti noi, seppure nel diverso modo di sentire e apprezzarla. E che, al di l della seduzione o dellindifferenza che talvolta ci coglie, alla malinconia che sembra creare intorno a noi, spesso risulta essere la cura che cercavamo.
Unico nel suo genere, il libro ha una sua valenza per gli aspetti inusitati e insospettabili che il lettore trova nelle pagine fitte di richiami etnico- musicologici, medicali e scientifici che appartengono a un panorama letterario di scarsa fruizione, in cui nomi illustri, operano nel silenzio della ricerca pi ostica delle amnesie e amusie cocleari (limperfetta percezione dei suoni), e la musicoterapia applicata (morbo di Parkinson, demenza precoce, sindromi temporali e durature) e non solo. Bens anche delle problematiche connesse al linguaggio cos come si sviluppato in tutti i suoi aspetti, che quasi c di conforto sapere che: Lorigine della musica umana molto meno facile da comprendere. Un libro utile per quanti: musicisti, appassionati di musica, neurologi, educatori, insegnanti di sostegno, linguisti, logopedisti, ricercatori, etnomusicologi che, possono trovare in esso le ragioni di quella conoscenza sconfinata che pure parte rilevante della nostra crescita culturale. E che straordinariamente ricalca le parole di Darwin che ne era al tempo stesso sconcertato quando nel suo Lorigine delluomo scrisse: Giacch n il piacere legato alla produzione di note musicali, n la capacit (di produrle) sono facolt che abbiano il bench minimo utile diretto per luomo devono essere collocate fra le pi misteriose di cui egli dotato.
E a voi, piace Brahms?
Oliver Sacks, vive a New York dove insegna neurologia e psichiatria alla Columbia University Artist. Medico e scrittore, autore di dieci libri, fra i quali Luomo che scambi la moglie per un cappello e Risvegli, da cui tratto il film che nel 1990 ebbe tre nomination agli Oscar.



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