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Penso a te, padre #GiornoMemoria

di Franca Colozzo
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Pubblicato il 24/01/2019 15:55:58

 

Mio padre Giovanni Colozzo, ufficiale della Marina Italiana, fu catturato dai nazisti, dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943, perché non voleva condividere l'oltraggio contro gli ebrei e continuare a combattere per la repubblica di Salò. Dopo molti anni in diversi campi, fu liberato dai russi, ma morì in Italia prematuramente per enfisema polmonare , in seguito alle sofferenze subite nei campi, al gelo, etc.

Solo un anno fa ha avuto la medaglia in memoria che sono riuscita, grazie all'aiuto di un caro amico, a fargli ottenere dal Presidente della Repubblica Italiana.

Questa mia poesia rappresenta il mio tributo a lui e a tutte le vittime della follia umana!

 

 

    PENSO A TE,  PADRE… 

Giorno della Memoria

 

 

   Penso a te, padre, e più non vedo luce…

Oltre la siepe che conduce al campo,

s’alza sommessa voce come pianto

e s’incamminan ombre nel mattino.

 

Desolato fu quel giorno sì lontano!

Tu patisti per la prigionia

colpe non tue, ma rifiuto al soldato

di celebrare ancora un rito ingrato.

 

 Non guerra, ma sorrisi dalla vita

chiedevi in quell’età che arride

al tempo gaio della primavera,

copiosa di messi e fioriture.

 

  Uomini, donne, vecchi e infanti…

 Numeri in coda di poveri fantocci,

     dall’ignominia umana messi al bando,

                                  sfilano in processione come morti.                                                                                                                                          

 Esser nazisti oggi suona strano…

Eppur ritorna ancora integra l’onta

  quando si nega anche un tozzo di pane

al migrante respinto all’altra sponda.

 

 

  

*

  

  * Free translation 

 

 Thinking of my father...

DAY OF MEMORY

 

  

  I think of you, father, I no longer see light ...

Beyond the hedge leading to the field,

it rises a low voice like a cry

in the down sad shadows, I see.

 

Desolate was that day so far away!

You suffered due to confinement

for faults not yours, but repulsion

 for an unjust and cruel war.

 

Not war, but smiles from life

you wished at that age

dreaming of Springtime,

copious of crops and blooms.

 

Men, women, old and infants ...

Only numbers of poor puppets,

 banned by human ignominy,

in procession as passed away.

 

To be Nazi sounds strange today  ...

And yet the shame again returns

when even a piece of bread is denied

to migrants rejected on the other side.

      

By Franca Colozzo

 

 

My father Giovanni Colozzo, officer of the Italian Navy, was captured by the Nazis, after the Armistice of September 8, 1943 because he did not want to share the outrage against the Jews nor to continue to fight for the republic of Salò. After many years in different fields, he was freed from the Russians, but died prematurely in Italy due to lung emphysema, following the suffering suffered in the fields, in the frost, etc.
Only a year ago he had the medal in memory that I managed, thanks to the help of a dear friend, to let him got from the President of the Italian Republic.
This poem of mine represents my tribute to him and to all the victims of human folly!

 

 


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