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I giovedì di Sissi - 01

di Gaetano Guerrieri
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Pubblicato il 27/02/2010 22:48:26

I
Dovevo fare oltre mille chilometri, percorrere tutta quella strada, l’Italia intera, andare dall’altra parte dello stivale, lasciare il mio amato e caldo sud e giungere nel freddo e umido nord per realizzare il mio destino.
Dovevo partire da Matera, la città dei sassi, e arrivare sino a Torino, la città dell’automobile, per incontrare il vero affetto, l’amore della mia vita, la donna che avevo sempre cercato, quella di cui avevo sempre saputo l’esistenza e che avevo cercato per tutta la mia vita ma che, nonostante i miei sforzi, non ero ancora riuscito a trovare.
Non avevo mai dubitato che lei esistesse, nonostante le tante delusioni, amarezze, errori e sbagli. Ne avevo conosciute tante prima e, ognuna di loro, per qualche tempo, m’era sembrata fosse lei, quella giusta.
Ho cercato per tutta la vita e in tanti posti perché certo che c’era, perché ero sicuro che esisteva. In qualche parte del mondo lei viveva, soffriva, piangeva, sbagliava e mi aspettava. Mi cercava, sapeva di me, che esistevo e che anche io la cercavo. Bastava solo trovarla, bastava solo incontrarci, bastava solo arrivare dove lei viveva, oppure andare nel posto ove lei andava.
Sarebbe bastato incontrarla, come e perché, in quale occasione o in quale maniera non aveva importanza, e saremmo stati insieme perché, lo sapevo e lei lo sapeva, lei aspettava e cercava me come io cercavo lei.
Io e lei eravamo stati fatti per stare insieme e ci saremmo stati perché io ero il suo uomo e lei la mia donna. E, prima o poi, ci saremmo incontrati.
E lei viveva là, proprio lì, a Torino, tra la stazione centrale e via Rivaldi, in un appartamento appena ristrutturato con un uomo, un cane e una figlia.
Se non fosse successo a me e qualcuno me lo avesse raccontato, probabilmente non ci avrei mai creduto che il mio amore si potesse trovare in quella città, così lontana dalla mia; in un posto così diverso e distante.
Ancora oggi, quando ricordo e ripenso a quello che avvenne dopo, mi sembra di vivere un sogno. E, invece, non era un sogno perché è una realtà che sto ancora vivendo. Lei cambiò per sempre la mia vita.
Prima, quando ancora non l’avevo incontrata e la cercavo, spesso mi chiedevo perché il mondo e la gente fosse così brutta e meschina e, ogni volta, mi rispondevo che la vita e la gente è così ma che non dovevo rinunciare a sperare perché la vita, il mondo e la gente può essere anche diversa.
Anche l’amore è fatto così e, di solito, va a finire male ma una volta ogni tanto può essere diverso e può anche andare a finire bene.

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