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Qualcosa di scritto

Romanzo

Emanuele Trevi
Ponte alle Grazie

Recensione di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 06/07/2012 12:00:00

Qualcosa di scritto, e aggiungerei: ...perch nulla vada dimenticato finalista al Premio Strega (ha perso per 2 voti rispetto a Piperno), tutto un rincorrersi di congiungimenti e allontanamenti come le pagine di un diario che lautore, Emanuele Trevi, scrive ad effetto per incastrarvi il suo presente fatto di ricordi e annotazioni, che allorigine del titolo. Una sorta di deja-vu cinematografico in cui vengono esaminati fotogrammi di esistenze passate, interni ed esterni di vite vissute interiormente, piuttosto che realisticamente, in cui lautore forza il lettore a entrare, volente o nolente, e ricercare nelloblio della memoria, la zona in ombra di un s che allinizio nulla dice della profonda conoscenza dei due soggetti letterari P.P.P. e L.B. (alias Pier Paolo Pasolini e Laura Betti). Ma subito il dialogo romanzato coi due si interrompe per dar luogo al saggio tout-court, in cui riporti e congiunzioni del passato offrono allautore momenti significativi di un vissuto limbico che non poteva aver assaporato a suo tempo. Se c pi Trevi in questo diario/saggio solo lui pu dircelo. Vero che lo scopriamo pi attento e misurato, ma forse solo pi maturo, che abbandona le valutazioni della politica per abbracciare in pieno la forma letteraria e la congiunzione culturale col passato che solo lesperienza gli permette di riscoprire. Forse pi vicino al saggio che al romanzo (non per saggezza sintende), questo ulteriore scritto di Trevi simpone per laccostamento al partecipato (interiormente parlando), a quella cultura (fonte di conoscenza) che ancora, e soprattutto oggi, ci riscatta da un oblio esacerbante in cui tutto, dallinfimo al sublime, viene dimenticato. Ma non solo questo il tema del libro, per quanto profondo possa sembrare il riscatto o lespiazione cui sembra tendere lautore, sempre che egli speri (?) in una redenzione che non arriver. Altres egli propone una sorta di viaggio iniziatico per affrontare lantico ma sempre valido discorso dell eterna congiunzione, o forse diversificazione (dipende da che parte la si osserva), tra il bene e il male. L dove il male va ricondotto, secondo Georges Bataille, allessere lunica congiunzione possibile al bene. cos che Sal, Divina Mimesis e Petrolio come tante altre opere pasoliniane fanno il loro ingresso nellimmaginario letterario/cinematografico del male a fin di bene, ove infine scopriamo che non pu esserci bene se non si tocca il fondo del male. Cos Dante, Sade, Caravaggio, Michelangelo, Genet, Artaud, Dostoevskij, Bukowski, Baudelaire, Wilde, Pier Paolo Pasolini, e tutti gli altri maledetti, non avrebbero ragione di essere. Lo stesso vale per Laura Betti, rediviva Demetra/Persefone nelle vesti di mater maleficarum dei misteri eleusini, avrebbe qui ragione di essere rappresentata, se lautore non le avesse imposto linsolita veste di maitresse violata e violante di esistenze altrui, affacciata al limite della soglia, oltre la quale si perduti per sempre. Quella stessa soglia che Trevi dice va attraversata in ragione del conseguimento o il raggiungimento di quellassoluto, bene/male, cui noi tutti infine tendiamo, ma che forse non ci dato. Qualcosa di scritto... dunque, ...per non dimenticare, apre a un fare letteratura originale e innovativa, da cui ripartire per una nuova stagione del romanzo introspettivo.

Di Emanuele Trevi, scrittore e critico letterario, collaboratore di la Repubblica, Il Manifesto, Il Foglio, Il Messaggero va qui ricordato per la sua recente conduzione su Rai Radio 3, di Le musiche della vita in onda la domenica, a cura di Diana Vinci.

Emanuele Trevi sar protagonista della serata dedicata a Incontri con lAutore alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto - 8 luglio ore 21.30, ingresso libero - per la presentazione del suo ultimo romanzo, appena pubblicato da Ponte alle Grazie.



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