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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Fuga da Firenze

Romanzo

Massimo Pacetti
Lepisma

Recensione di Patrizia Pallotta
[ biografia | pagina personale ]


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Pubblicato il 16/10/2012 12:00:00

Quante persone, quanti affetti, quanti amori, ricordi e storie mi sono lasciato alle spalle, troppe, s forse troppe.

Questo lacerto tratto dal romanzo di Massimo Pacetti rappresenta il giusto approccio alla lettura di Fuga da Firenze.

Lautore ci pone davanti ad un excursus personale, attraverso il quale, come in un film, si sviluppa la personale biografia, in alcuni momenti speculare alla nostra, muovendosi tra episodi vissuti o stati danimo provati.

Lapproccio a cui prima facevo riferimento unisce narrazione e riflessione.

Immediatamente si entra in contatto con lio narrante: un guerriero stanco della vita di citt, oppresso dal desiderio del rifugio nellamore verso la terra,lasciata, ma mai dimenticata, una vita semplice, un percorso rivissuto con orgoglio e rivisto ora con la maturit che gli anni conferiscono.

Forte e dettagliata la descrittiva iniziale del luogo natale, non solo paesaggistica, ma colma di abitudini familiari, care allautore che riportano alla mancanza delle comodit odierne, ma che offrivano in compenso tanta purezza e semplicit nei rapporti interpersonali, densi di umanit e di valori impressi nel cuore adolescente.

I dettagli sono minuziosi, tanto da essere proiettati nello sguardo del lettore: sentire profumi, visionare luoghi, un vero canto alla natura, di genere pascoliniano.

Federico, questo il nome del protagonista, avverte, a volte in modo lacerante,la sensazione disagevole di non voler condividere il calendario quotidiano, piuttosto scegliere la via dellisolamento nel passaggio, come egli stesso definisce allorlo della memoria.

Lautore vuole prendere e assaporare ci che vive, sfruttando lelemento ricordo, gi menzionato e lo fa con queste parole Erano i giorni in cui si pensava che dormire fosse tempo sprecato, cera lansia di stare svegli, di vivere, vivere intensamente ogni minuto senza fermarsi mai, di fare, fare tutto, provare tutto per essere presenti in tutto.

Appare evidente e riscontrabile negli esseri umani la smania giovanile che va sfumando con linevitabile passaggio del tempo.

Da questo pensiero si susseguono i vari flash-back, complici della spensieratezza del vissuto.

Riporto di seguito un pensiero del grande drammaturgo Luigi Pirandello, perch mi sembra giunga veramente ad hoc: E lamore guard il tempo e rise perch sapeva di non averne bisogno.

Finse di morire per un giorno e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addorment in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva.

Fugg senza allontanarsi, ritorn senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.

 

La sopravvivenza libera da ombre, sembra ascoltare il rumore della macchine in gara di notte, e i bicchieri di birra scolati dal vincitore e ancora lunione della comitiva, i baci rubati con la complicit del buio.

Poi le donne...Morena, Mariella, Luana, Costanza, un carosello di nomi, scie di storie diverse, che non riescono a trascinare Federico nella stabilit di ununione.

Non manca nel percorso del romanzo lelemento storico. Lautore si sofferma sul ricordo del rapimento dellonorevole Aldo Moro: lo stupore, la rabbia e la paura che sveste i valori di un paese, come llItalia, violentata dal malessere comune e che reagisce usando larma estrema: il delitto.

Il pensiero in quel momento corre alle guerre mondiali rubate ora dai libri di storia che le rende immortali e indimenticabili, dando a Federico lopportunit di unulteriore riflessione, sul presente e sul futuro, come fosse carta carbone ancora da consumare.

In poche parole, un altro scorcio di vita chi ci accomuna, ci ha accomunato e lo fa tuttora, in un ritorno allaggressivit.

 Il riferimento alla nascita durante gli anni 60 della Televisione, che porta nelle case suoni, voci e notizie che appassionano e che fanno riunire persone nei bar, per chi non pu ancora permettersi un televisore, rappresenta una piacevole parentesi che indossa il sorriso giusto.

Il viaggio di Federico continua in modo catartico: molteplici sono i riferimenti ad incontri con personaggi singolari: un palestinese da accompagnare a Bologna, un incontro con Gabriella, una volontaria ritrovata da Federico, per desiderio di un padre disperato: nulla rimane nel limbo del pensiero dellautore.

Sono episodi che lasciano trapelare unumanit profonda e sincera, un rifiuto netto alla non -violenza un indirizzo verso la sensibilit del protagonista di essere comunque sempre disponibile, sebbene subentri il rammarico che involve e coinvolge le delusioni subite.

La ribellione insieme allanalisi dellesistenza, perennemente presente nello scrittore e scivola sottile nel riattraversare istante dopo istante il suo trascorso.

Qual dunque il nucleo centrale di questo romanzo? Risponderei nostalgia unita alla ricerca del recupero affettivo delle origini.

Il sentiero di Federico continua con lincontro-scontro con altri personaggi, il testo ne affollato, alcuni di questi interpretano la crudelt come ragione di vita.

forse questo appagante? Si chiede lo scrittore. Torna a fasi alterne il senso della natura come rifugio nelle luce del sole che illumina i passi del protagonista.

Prepotente e perentoria si riapre la voglia di fuggire dallamarezza, che lascia il posto ad un animo aperto e intelligente nella deduzione appassionata di altre verit disconosciute.

Lautore non pu fare a meno di farsi prendere da una domanda che incessante vive dentro di s: Queste sono le persone che rappresentano il nostro futuro?

Giunge inevitabile il momento di scelta e di selettivit nei confronti di amici, i quali, dopo aver fatto promesse e giuramenti di eterna amicizia dichiarata, si allontanano volutamente.

Sono quegli individui che infilzano il tallone dAchille del cuore, del cervello e della vita privata.

Esistenza da vivere, dunque nella sua completa interezza. Tutto sembra saltare: la via dellinvidia, della gelosia e della vendetta che tocchi con mano senza guanti, per questo bruci le energie e volti le spalle al mondo che noi stessi abbiamo costruito, travolti da insolite bassezze, quel mondo che volge in tempesta e manda in orbita la decisione di cambiare.

Cambiare non rompere con ci che si stato, n rinnegare il proprio passato remoto.

Lautore, infatti ribadisce che sia necessario sbagliare per capire la giusta strada, gustando la gioia della scelta, se ancora si in tempo e volenterosi di farlo.

Solo nelle ultime pagine avremo il piacere di conoscere la scelta di Federico e le sue attendibili motivazioni.

Non ci sono chiavi o intenti diversi nella lettura di questo testo.

C solo un uomo, la sua o parte della nostra voce dentro la voce del chiaro-scuro, del dolce e dellamaro dellesistenza.

 



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