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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Iettatura

di Daniela Ronchetti
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Pubblicato il 17/08/2010 12:17:34


amminava rasente ai muri della strada .Scuro di carnagione, piccolo,irrimediabilmente vestito di nero.I capelli anch'essi nerissimi,forse per una tintura troppo accentuate, erano pettinati lunghi, all'indietro,lucidi di crema. Mentre gli occhietti, neri anch'essi, guardavano diritti alla strada con fare furbesco. Camminava stringendo tra le mani una borsa per documenti I passanti che lo incrociavano, non conoscendolo, lo ignoravano.Ma quelli che lo conoscevano,al suo passaggio, si spostavano, scoccandogli strani sguardi ricchi di apprensione. L'omino non sembrava accorgersene, tranne che per i borbottii che emetteva ad ogni incontro.Arrivato a casa, un modesto monolocale, appoggio' la borsa da qualche parte, e dopo essersi lavato e cambiato, diede da mangiare al gatto, nero naturalmente, che facendo le fusa lo seguiva ovunque.

"Tieni, mio principino,mangia.E' il tuo lattuccio con qualche biscottino dentro.''

E mentre dava da mangiare al suo "principino",aggiungeva:

" Come al solito li ho incontrati tutti, questi infingardi.Tutti….Vedessi che occhiate mi lanciavano! Credono che non so che per loro sono uno iettatore. Vedi principe, io sono buono di natura, e mi piacerebbe anche avere qualche amico,ma quelli niente, si sono messi in testa che porto sfortuna. Capisci! Io sfortuna….Ma se potessi vorrei che fosse sempre primavera. Loro niente….Anche in ufficio,mi scansano, parlottano alle spalle, ridacchiano e soprattutto fanno le corna….Si le corna."

A questo punto il micio, alzato il musetto sporco di latte verso il padrone,come ogni sera, iniziava una serie di miagolii patetici, quasi a volerlo consolare della stoltezza umana. Ma il nostro omino, invece di rappacificarsi, si scaldava ancora di piu', e continuava il soliloquio con il gatto.

"Tutti matti, e stupidi. Ma vedrai verra' un giorno in cui dimostrero' chi sono veramente, e allora vedranno se porto fortuna o iella. Tutto perche' chi mi ha avvicinato entro breve tempo ha avuto qualche problemino fastidioso. Idioti..Tutti idioti.." E terminate la frase, faceva il gesto di sputacchiare verso gli immaginari idioti presenti nella stanza.La cosa andava avanti in questo modo ormai da anni, e purtroppo ormai da anni, il nostro omino si era veramente conquistato presso colleghi, conoscenti e vicinato, la fama di essere uno iettatore.E c'e' da dire, che questa, era una fama tanto immeritata quanto ingiusta.

Un bel pomeriggio di domenica il nostro amico decise di uscire, ma essendo estate, e volendo cambiare un po' le cose, volle indossare un bel complete di lino color crema.Si guardo' soddisfatto allo specchio, e dopo aver detto a principe che quel giorno voleva sfidare tutti, usci' per la strada. , senza accorgersi pero' che il gatto, anche lui desideroso di respirare l'atmosfera estiva, lo aveva seguito. Il nostro amico si incammino' per le strade consuete. Pero', malgrado il vestito chiaro e i tentativi di rendere "domenicalmente" festiva l'espressione del viso, la gente continuava a guardarlo non proprio bonariamente, tanto che il nostro,sempre seguito a distanza dal micio, decise di tornare a casa.Stava aspettando di attraversare lo stradone normalmente super trafficato, quando una bimbetta di 5 anni, figlia di una vicina, gli si avvicino' per dirgli"

Ciao, io mi chiamo Margheritina, e tu?""

L'omino la guardo' sorpreso, ma quella continuo' imperterrita:

"La mia mamma dice che tu non sei buono, ma a me sei simpatico. Ti vedo sempre dalla finestra quando dai il latte al tuo gattino.Sai anche a me piacerebbe avere un…"


Una mano frettolosa agguanto' la mano di Margheritina e una voce disse:

"Basta… smettila, lascia in pace il signore"

L'omino guardo' malinconico la bambinetta che si allontanava , e
piu' bizzoso che mai inizio' ad attraversare la strada. Improvvisamente vide alla sua sinistra Margheritina che, anche lei, evidentemente sfuggita al controllo materno, attraversava la strada.Veniva pero' nella stessa direzione una moto di grossa cilindrata ad alta velocita'.
In un attimo l'uomo comprese il pericolo e , con un balzo insospettabile alla sua eta', raggiunse la bambina spintonandola violentemente lontano, ma non fece in tempo a scansarsi, e fu preso in pieno dalla moto insieme al gatto, che d'istinto, capendo il pericolo che correva il padrone, lo aveva raggiunto, forse per proteggerlo.


La gente circondava silenziosamente Margheritina che ,abbracciata alla madre ,piangeva sommessamente.Poco piu' in la', il nostro omino giaceva in terra, con il sbel vestito color crema irrimediabilmente sporco.Egli si sentiva stranamente libero a causa del gesto che aveva compiuto. Steso in terra si guardava intorno con una strana nebbia negli occhi, che lentamente si andava diradando.Cercava inutilmente di attirare l'attenzione della gente li' vicino, che faceva circolo intorno alla bimba e alla madre. Un agente poco piu' in la', disciplinava il traffico, e il nostro eroe, messosi a sedere, con gesti e parole, voleva rassicuarare tutti che lui stava bene. Ma nessuno sembrava prestargki attenzione..Soltanto principe continuava a strofinare il dorso sulle sue gambe. Finalmente l'omino si tiro' in piedi e dopo aver dato una grattatina incoraggiante al gatto, visto che nessuno lo degnava di uno sguardo, comincio' senza voler piu' ne' dire, ne' sapere nulla, ad allontanarsi dal luogo dell'incidente. Fece solo in tempo a sentire due donne che parlottando tra loro dicevano:

" Te lo avevo detto io, quello e' sfortunato lui, e portatore di malasorte per gli altri".

E l'altra donna replico':

"Pensa che la bambina solo 2 minuti prima, stava parlando proprio con lui."

"Ma no……."


Non ce la fece a sentire altro. Quelle erano due stupide comari, meglio lasciar perdere.Fu allora che si accorse delle macchie di sangue sul vestito . Erano numerose,e chinandosi verso il micio, vide che anche il suo pelo nero era intriso di sangue. Si chino' per vedere meglio. Si accorse dei due corpi stesi in terra.
Uno era il suo, l'altro era principe.
Capi'. Improvvisamente capi' tutto.Era finita, lui non c'era piu'. Almeno per gli altri, lui era finito. Isintivamente comincio' ad allontanarsi da quel luogo assurdo. E mentre si avviava chissa' dove,quasi trasportato da una brezza leggera, seguito naturalmente dal gatto, si accorse che le macchie di sangue stavano scomparendo. Lui, che per tutta la vita si era vestito di scuro, e anzi era anche scuro di carnagione, ora stava divenendo sempre piu' candido, quasi immacolato. E anche il gattino emanava uno strano chiarore dalla pelliccia nera. Non gli importava piu' nulla della gente, e della loro stupidita'. Anzi li perdonava, . Lui ora stava bene, e se ne infischiava di tutto e di tutti. Improvvisamente, una splendente penombra dorata lo avvolse in un abbraccio senza fine. Ma prima di cedere a quella senzazione voluttuosamente benefica, volle lanciare un' ultimo sguardo alle sue spalle.Vide il gruppo di persone che lentamente si stava diradando, e Margheritina, aggrappata alla gonna della madre, che incontrato il suo sguardo, sorridendo gli faceva ciao con la manina. Subito dopo per lui fu il nulla…. Almeno su questa terra…..





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