Tu sei andato via,
mentre ti chiamavo senza voce,
per dire alla tua vergogna
di smettere di sanguinare.
Rimasi con mia madre,
con le nostre mani orfane.
Ricordo ancora il venditore
di frutta con le sue mele
i mandarini nel quartiere spaiato
che sapeva di pietra e sugo cotto
e noi, in quell'aria dolce e densa
di familiarità...
Ma te ne sei andato,
come la gioia, volato,
sulle ali di una tristezza
senza scampo, meta, destino,
lasciando un cuore di neve
a dissanguare tra le trappole
della vita.
Sei andato via
lasciandomi alle spietate malinconie,
tra i raggi di un sole morto come
un aborto
su cieli trafitti di tenerezze mancate.
Hai trascinato dietro te
il requiem delle parole rotte,
dei volti emersi come comparse
e subito inghiottiti
nell'umido stucchevole delle tombe.
Ti sei portato la mia rosa spezzata,
il sogno bambino della giostra d'estate
e quel pianto ha fermato il giorno
sulla diga sbarrata dal marmo,
mentre muoio
e non so perchè.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Annalisa Scialpi, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.