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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Selvaggio West

di Michele Rotunno
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Pubblicato il 29/05/2011 17:05:52

Nel lontano Far West, lontana da altri centri vi era una cittadina sperduta dove i suoi abitanti vivevano immersi nella felicità. Mai una volta che si verificasse un reato tanto che i cittadini non avevano mai avuto il bisogno di eleggere uno sceriffo o tanto meno una milizia armata. A che scopo se non succedeva mai nulla?
Un giorno, però, arrivò in città un gruppo di banditi che, smontati da cavallo, irruppero nell’unica banca e compirono indisturbati una bella rapina. Poi, ancora più indisturbati se ne uscirono e si dileguarono.
Enorme fu lo stupore dei cittadini, mai avrebbero immaginato un evento simile. Comunque si fecero coraggio e continuarono come se nulla fosse successo. Ma un mese dopo i banditi si ripresentarono e rapinarono di nuovo la banca e, sempre indisturbati, si allontanarono.
Per altri mesi ancora, la banca venne puntualmente rapinata e i banditi erano arrivati al punto che dopo ogni colpo, tanto erano sicuri delle loro intoccabilità, entravano nel saloon per brindare al successo prima di andarsene tranquillamente al trotto, cantando e fischiettando.
Fu così che un giorno i maggiorenti del paese, ovvero il sindaco, il dottore, il veterinario, il banchiere, alcuni grossi allevatori, insomma una dozzina di persone in tutto, si radunarono e si posero la fatidica domanda sul perché i banditi ogni mese rapinavano indisturbati la banca. La risposta fu semplice: perché non vi era nessuno in paese che facesse rispettare la legge.
La conclusione del comitato fu scontata e irremovibile. Elessero uno sceriffo, peraltro fatto venire apposta da un lontano centro e gli dettero carta bianca. Questi, infatti, si portò con sé una mezza dozzina di pistoleri, fatti passare come suoi aiutanti, o come si diceva allora vicesceriffi.
Alcune settimane dopo, puntualmente, i banditi tornarono baldanzosi in città, parcheggiarono tranquillamente i loro cavalli davanti la banca, entrarono scherzando e ridendo e trovarono il cassiere già con un borsone colmo di denaro poggiato sul bancone. Ammirati e giulivi se ne impossessarono e in tutta allegria si apprestarono a uscire dalla banca. Ma con loro grande sorpresa trovarono, dislocati a semicerchio, gli uomini dello sceriffo con le armi in pugno che intimarono loro di arrendersi.
Erano sì i banditi ma prima che criminali persone ragionevoli e, sebbene a malincuore, deposero le armi e si lasciarono arrestare. Da quel giorno in paese non vi furono più rapine e la comunità continuò a prosperare con lo stesso spirito con cui anni prima era nata.
Morale della favola: dove non c’è legge non c’è giustizia e dove non c’è controllo non c’è rispetto della legge.

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