Pubblicato il 16/04/2014 09:32:01
S.. ma chi era Benedetto Labre? Questo sconosciuto dalla parlata straniera detto il vagabondo di Dio, adottato e amato a Roma da un intero rione? Nato in Francia nellattuale dipartimento del Pas des Calais, giunge nella citt santa per restarvi definitivamente (dopo una prima precedente visita) nel 1777. Dopo aver tentato una vita monastica alla quale per non ebbe accesso ed una visita a piedi ai pi famosi santuari di Francia, Spagna, Germania e Italia in 30.000 chilometri di pellegrinaggi, prese dimora con altri senza tetto presso unarcata del Colosseo (anche se successivamente su insistenza di un abate accetta di spostarsi presso lospizio per vagabondi della vicina San Martino ai Monti nel rione omonimo). Ha con s nella sacca le sole cose a lui essenziali: oltre a qualche libro devozionale, un Vangelo, lImitazione di Cristo e un breviario- al collo un crocifisso. Ultimo tra gli ultimi, con in quali condivideva le sue pochissime cose, interessato esclusivamente al pane spirituale ed alla contemplazione, variando ogni volta il percorso dilatava il suo tempo alla visita delle chiese di Roma con preferenza a quelle dedicate alla Vergine nonch ai Martiri o dovera possibile l adorazione delle quarantore (preghiera di quarantore appunto prima della celebrazione Eucaristica). Muore a trentacinque anni cos come sempre vissuto nella dimenticanza pi totale di s, tra stenti nella devozione esanime lungo gli ultimi gradini della chiesa della Madonna dei Monti (dove sepolto sotto laltare del transetto sinistro). Rimpianto da un intera popolazione che alla voce della sua scomparsa sguscia via dalle strade e dai vicoli per piangere quella figura ai propri occhi gi Santo, se ne va- proprio come oggi- il giorno di Mercoled Santo, in vigilia di triduo ma soprattutto nellesempio luminoso di unesistenza interamente offerta nellamore al suo Creatore, nella dimensione di povert e vigile oranza dellUomo fatto libero da Cristo nella Passione. La Chiesa lo vorr poi Patrono dei senza tetto, allo spirito ricordando inoltre la sua storia il destino di pellegrini - e di santit- iscritto realmente in ognuno di noi a patto di un saper morire ogni giorno a se stessi per gli altri nella piena consapevolezza dellaffidamento a un mistero che ci trascende e ci salva.
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