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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Maurizio Cucchi

Argomento: Intervista

Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 25/03/2009 19:56:42

DOMANDA. Come si presenterebbe a persone che non la conoscono? Chi Maurizio Cucchi? Di che cosa si occupa?

RISPOSTA. In effetti la domanda imbarazzante, proprio perch oggi nessuno ti chiede come stai?, ma cosa fai?. Oggi occorre rispondere indicando unattivit socialmente riconosciuta, e dunque che produca reddito. La poesia non rientra in queste categorie. Per questo preferisco glissare, magari scherzando con battute, tipo: carrettiere, o latifondista, o mendicante.


DOMANDA. Lei uno scrittore, ma, prima di tutto, siamo di fronte a un lettore. Quali sono gli autori e i testi sui quali si formato e si forma, e che hanno influenzato e influenzano la sua scrittura?

RISPOSTA. Sono un lettore appassionatissimo, da sempre, e oggi, se possibile, anche di pi. Dovrei indicare moltissimi titoli e nomi. Risalendo indietro nel tempo, e dunque citando autori e opere che da ragazzo mi hanno indirizzato, direi T. S. Eliot, soprattutto per il suo Prufrock; Baudelaire; Federigo Tozzi per linsieme dei suoi romanzi e racconti, ma anche per un testo anomalo come Bestie; Kafka, soprattutto per America; Proust e la Recherche; Edgar Allan Poe.


DOMANDA. Ha pubblicato la sua prima raccolta poetica nel 1976, a trentuno anni, Il disperso, Mondadori. Dunque una scrittura adulta: chi o cosa lha spinta a scrivere testi in versi e poi a pubblicarli?

RISPOSTA. Adulta s, comunque il libro stato scritto tra il 70 e il 73/74, dunque da un giovane tra i venticinque e i ventotto anni. Ho sempre scritto, che mi ricordi, per lo meno dai quindici/sedici anni in poi. Ho scritto in prosa (inizialmente soprattutto) e in versi (in seguito quasi soltanto). Ho scritto soprattutto in versi perch la sintesi estrema della poesia mi era pi congeniale, perch nella poesia il valore e le virtualit della parola emergono e si incidono con maggiore energia. Chiunque scriva desidera pubblicare, lo sappiamo. Io ho avuto la possibilit di esordire nella collana pi prestigiosa e la cosa mi ha fatto ovviamente piacere.


DOMANDA. Con la sua prima raccolta poetica si impone allattenzione della critica e del pubblico. Come riuscito a pubblicare con una casa editrice tanto importante fin dalla sua prima pubblicazione? Ci pu dire qualcosa di questa sua prima opera?

RISPOSTA. In effetti le ambizioni erano pi basse, anche perch osservando la realt e le cose, frequentando librerie e biblioteche, vedevo che per un giovane Lo Specchio di Mondadori non era propriamente la sede pi facilmente raggiungibile. Avevo peraltro pubblicato in Almanacco dello Specchio, allinizio del 74, e l cera stata una serie di consensi netti, come quello di Pasolini che non avevo e non ho mai conosciuto. Il disperso era stato mandato alla Mondadori da Giovanni Giudici che lo aveva molto apprezzato. In casa editrice piacque a Forti, fu apprezzato esternamente da Raboni, ebbe la decisiva approvazione di Sereni, e cos decisero di farlo.


DOMANDA. Che cosa caratterizza la sua scrittura poetica rispetto ai poeti suoi contemporanei? Quali sono il filo conduttore e laria ispiratrice che fin dai primi versi laccompagnano? E come si evoluto il suo scrivere?

RISPOSTA. Non credo di poter essere io a rispondere alla prima domanda. Quello che posso dire che ho cercato sempre di praticare una scrittura plausibile e antiretorica, di escludere ogni possibile esibizione di artificio, di avvicinarmi il pi possibile a un registro prosastico conservando la massima attenzione allarmonia del suono. Nel corso del tempo credo di essermi mosso verso una maggiore asciuttezza espressiva, verso uneconomia della parola che ritengo un dovere morale del poeta.


DOMANDA. E del 2005 il suo primo romanzo, Il male nelle cose, Mondadori, seguito, nel 2007, dalla sua seconda opera narrativa, La traversata di Milano, Mondadori, e nel 2008 dalla terza, Jeanne d'Arc e il suo doppio, Guanda. Sta decisamente andando verso la narrativa?

RISPOSTA. Non direi. Il romanzo uno solo, ed stato scritto tra il 65 e il 66. Lho ripreso quasi quarantanni dopo, lho sistemato e tagliato, lho ambientato al nostro tempo, ma nella sostanza (protagonista, comprimari, vicende varie, finale) rimasto lo stesso. La traversata di Milano un libro di prose, non direi neanche narrative, ma libere passeggiate in prosa. Jeanne dArc e il suo doppio un libro di poesia in versi per teatro, scritto in una prima versione nell89 e solo ampliato prima della nuova uscita in vista di una nuova rappresentazione. La prosa mi piace, forse ne scriver ancora, ma non sono un narratore. Infatti in maggio uscir il mio nuovo libro di poesia.


DOMANDA. Come avviene il suo processo di scrittura, in particolare in versi? In quali ore, con quali modalit? Scrive di getto oppure rivede i suoi testi, sia nella forma che nei contenuti?

RISPOSTA. Rumino parole, frasi, versi; ripenso a motivi, sensazioni, immagini. Prendo appunti dove capita, e quando il momento, quando linsieme mi sembra vicino a essere maturo, metto in ordine, copio o trascrivo. E a quel punto, in genere, entra qualcosa di nuovo e di imprevisto. Che so: un verso, solo una parola. E magari la parola decisiva.


DOMANDA. Oltre ad essere scrittore, si occupa anche di critica. Scrive sullUnit e su Tuttolibri, ha una rubrica di consigli poetici sullo Specchio della Stampa. Insomma ha un punto di vista privilegiato sul mondo della letteratura italiana e della poesia in particolare? Che cosa vede? Dove si sta andando?

RISPOSTA. SullUnit ho scritto tanto tempo fa. Specchio della Stampa a sua volta unesperienza ormai remota. In ogni caso ho sempre fatto attivit di giornalista culturale (sono iscritto allalbo dal 71 ) ed cosa che faccio sempre volentieri. Purtroppo, di poesia in senso stretto, i giornali parlano poco, eppure la poesia in salute e le ultime generazioni (i nati negli anni 70 e 80) sono particolarmente vive e ricche di promesse e nomi validi. Il problema che i media si occupano daltro, le case editrici maggiori quasi non pubblicano poesia, e il rischio che questi giovani rimangano chiusi in un ghetto che rischia di renderli autoreferenziali. Spero che sia una crisi di passaggio. Ma il contesto non tale da indurre ottimismo.


DOMANDA. Perch non si legge poesia. E una tendenza italiana o anche allestero cos? Perch tanti lettori trovano difficile la poesia? Che cosa ne pensa? Quale la responsabilit dei poeti (se di responsabilit si pu parlare); quale quella degli editori; quale quella dei lettori e, non ultima, quella dei librai e dei mezzi di informazione?

RISPOSTA. Non si mai letta molta poesia. Purtroppo. Oggi i lettori sono aumentati, ma non quelli di poesia. I media spingono verso il facile e limmediato. Propongono surrogati come le canzoni, perch il mercato domina e vendere cantautori molto pi facile che vendere poesia. I poeti hanno colpa solo se corrompono il loro mezzo e il loro esercizio per accontentare richieste banali. E di solito non lo fanno. Non un problema culturale in senso stretto, ma, appunto, un problema di mercato. Un tempo leggevano in pochi e leggevano mediamente bene. E facevano opinione. Oggi leggono in molti, quasi tutti male e i pochi che leggono bene non contano pi niente.


DOMANDA. Lei ha collaborato con riviste quali: Paragone, Belfagor, Nuovi Argomenti e, dal 1989 al 1991, ha diretto il mensile Poesia. Quale ruolo hanno le riviste letterarie, in particolare nel mettere in luce le nuove generazioni di poeti e nella divulgazione della poesia contemporanea?

RISPOSTA. Le riviste letterarie dovrebbero agire in rapporto al sistema dinformazione del loro tempo. In prevalenza, invece, sono gestite come se nulla fosse mutato in un secolo. Salvo eccezioni, sono quasi solo antologie di testi con recensioni, senza un progetto forte. E passano quasi soltanto tra le mani di chi le fa e ci scrive. In Italia non esiste un mensile culturale capace di far passare un discorso di cultura alta e di informazione seria che metta insieme cinema, arte, teatro, musica, letteratura in genere compresa la poesia.


DOMANDA. Da sempre lei sembra attento alle giovani e nuove proposte, quali sono i metri con cui misura la bont di un autore di versi?

RISPOSTA. Non esistono, ovviamente, regole sicure. Esiste il cosiddetto gusto, che non cosa banale come molti credono, ma qualcosa che si forma attraverso la cultura, lesperienza, la lettura continua e appassionata. Solo chi frequenta abitualmente un linguaggio (e dunque non solo quello poetico) pu esprimere giudizi competenti e attendibili su quel linguaggio. Anche se, ovviamente, le conclusioni di esperti diversi possono essere diverse. Ma questo anche il bello e il fascino dellarte in genere.


DOMANDA. Ha qualcosa da dire agli autori che pubblicano i loro testi su larecherche.it? Che cosa pensa, pi in generale, della libera scrittura in rete? Quali consigli darebbe ad un autore per lavorare al meglio i propri testi?

RISPOSTA. C un solo modo per migliorarsi: leggere e continuare a leggere, frequentare assiduamente il linguaggio poetico, ma leggere anche prosa, narrativa di qualit, cercando di conservare un margine il pi ampio possibile di autonomia di giudizio. Rete o pagina scritta, non vedo molta differenza. Importante la consapevolezza, ma anche la modestia. Della rete quello che non tollero sono gli anonimi. Chi non si manifesta apertamente un poveretto e un incivile e non deve avere spazio.


DOMANDA. A quando il prossimo libro di Cucchi? Poesia o narrativa? Se qualcosa imminente, ce ne potrebbe dare una piccola anticipazione?

RISPOSTA. Ho completato a met gennaio un nuovo libro di poesia, scritto nel corso dei sei anni che corrono da Per un secondo o un secolo a oggi. Ne sono soddisfatto, e spero che lo saranno anche i lettori. Un libro di poesia non si pu riassumere o descrivere, quindi invito chi fosse interessato ad aspettare met maggio, quando sar in libreria. Posso solo anticipare il titolo: Vite pulviscolari e leditore, Mondadori.


DOMANDA. Vuole aggiungere qualcosa? C una domanda che non le hanno mai posto e alla quale vorrebbe invece dare una risposta?

RISPOSTA. No, non mi pare. Voglio comunque ringraziarvi per la vostra attenzione.

Grazie.

(Intervista a cura di Roberto Maggiani)

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