Pubblicato il 26/04/2016 22:38:56
THATS ENTERTAINMENT
Gay / Pepusch: LOpera el Mendicante Brecht / Weill : LOpera da Tre Soldi
Se la miseria titolo di poesia, nessuno potr negarmelo di certo. Mi professo membro della Compagnia dei mendicanti e sono uno di loro ai festini settimanali di St. Gilles; mi spetta un piccolo compenso annuo per le ariette che compongo, e sono il benvenuto ai loro pranzi quando mi garba di prendervi parte Ma vedo che lora di ritirarsi: gli attori sono pronti a incominciare. Musicanti attaccate il preludio! quanto riportato in apertura di The Beggars Opera (LOpera del Mendicante) di John Gay in tre atti con musiche di Johann Christoph Pepusch, che a tuttoggi, occupa un posto rilevante nel panorama della ballad-opera cosiddetta per il fatto che alterna al dialogo arie musicali e canzoni, e dalla quale si vuole derivi lopera-comique francese, o meglio il singspiel tedesco e, ovviamente, il moderno musicalinglese. Rappresentata per la prima volta a Londra nel 1728 fu sottratta dalloblio letterario e restituita in chiave musicale al teatro popolare inglese entusiasmando generazioni di pubblico, per quanto il fascino sottile della sua satira politica sia ormai andato perduto. John Gay quindi riconosciuto come il creatore della Ballad Opera che apr le porte al grande Musical: canzoni, ballate, filastrocche notissime al mondo anglosassone di allora, vennero poi utilizzate per il commento musicale e orchestrale dai musicisti raccolti attorno a John Cristopher Pepush, musicista e compositore barocco dorigine tedesca, musicista e compositore di parecchie opere e masques messe in scena al teatro Lincoln's Inn Fields:
Nei pi vari rapporti della vita / il compagno maltratta il compagno; / la sgualdrina e il ruffiano passano per sposi, / tutti i mestieri sinfrangono a vicenda. (..) La professione dellavvocato onesta, e altrettanto lo la mia fa dire Gay a Mr. Peachum come me egli agisce in due sensi: contro i malfattori e in loro difesa. pi che giusto che noi si protegga e si incoraggi la delinquenza, visto che la nostra fonte di sostentamento.
Il pubblico londinese dellepoca appurato, vi riconosceva i personaggi presi di mira, sostituiti in chiave farsesca dallautore con la complicit dellinvenzione teatrale di un mondo visto alla rovescia. I personaggi di Gay sono ribaldi, ladri, accattoni che sostituiscono nobili, ministri e cortigiani della societ del settecento che si spendeva in lussi e sprechi a sfavore della povera gente. Alloccorrenza, il brindisi dei mendicanti ben altra cosa e presenta una morale rovesciata, ben rappresentata anchor oggi:
Come la gazza, luomo acido nasconde ci che non pu godere, per il solo piacere di nascondere. Sono questi i rapinatori dellumanit, perch il denaro stato creato per i generosi. E che male c nel prendere agli altri ci che non sono disposti a usare? fa dire lautore a Matt, uno dei furfanti da lui interpellati. E ancora fa dire a Ben, un altro della banda dei mendicanti: Noi siamo per una giusta spartizione dei beni del mondo, perch ognuno ha diritto di godersi la vita. Si comprende come certe frasi suonassero sospette ai regnanti di allora per lideologia rivoluzionaria che fomentavano, che tuttavia la situazione odierna non sembra affatto cambiata, non vi pare?
Giunta fino a noi grazie ad ulteriori riletture e nuove interpretazioni che di volta in volta hanno scavato nel sottofondo socio-politico dellepoca in cui fu scritta, lOpera di John Gay venne ripresa nel tempo da Bertolt Brecht che ne trasse lormai famosa Opera da tre soldi (1928), una satira sociale e politica che si rivolgeva in modo anche violento contro i guasti della guerra, e che Kurt Weill orchestr sui moduli sincopati del Jazz molto in voga in quegli anni. Ma di l dalloccuparci delle diatribe socio-politiche che lOpera apriva e che riversarono verso lautore lostilit dei intellettuali e gli scrittori dellepoca, le ragioni di questa scelta vanno dirette alla nostra epoca, cio a quelloggi scombinato che ci sta portanto al disfacimento di valori di giustizia e libert sociale che credevamo aver raggiunta. Con Brecht-Weill siamo nel 1928, sono passati due secoli, il signore e la signora Peachum con il resto della banda si muovono nellambiente della malavita dei bassifondi del quartiere di Soho a Londra, dove sintravvede, non lontanissimo, lambiente della Germania di Weimar. Quandecco la storia si ripete. Lodierno autore dellOpera veste i panni del cantastorie e ci presenta la figura dellanti-eroe della malavita, Mackie Messer col dire: Sintroduca il personaggio!, Mackie Messer di Brecht alias Macheath di Gay poco pi che un furfante con la buona reputazione che si conviene a un bandito, un Don Giovanni da strapazzo che ama fra le tante Polly, figlia di Geremia Peachum e signora, e Lucy figlia di un certo Lockit commissario di Polizia, un ottimo esempio di ricettatori e strozzini.
Entrambi i personaggi manifestano la loro disapprovazione per un sentimento tanto assurdo quanto lo sar lamore di Polly per il bellimbusto Mackie, e ovviamente lamore di Lucy rimastane incinta. I due amanti fuggono insieme per sposarsi. Amici e soci improvvisano per loro un sontuoso banchetto, insieme cantano La canzone di nozze per la povera gente: Che importa se i fiori ti mancano / e se ti sposi senza laltar / i doni, non sai di dove vengano / ma tu sei felice di amar. / vero, qualcosa, nel mondo si sa / non invecchia, non cambier./ Che importa come, quando e dove? / Lamore c o non c. . . . Billy Lawgen e Mary Syer / sono sposi da mercoled. / Viva gli sposi! Viva e via!/ Quando andarono innanzi al Sindaco / sol da poco si conoscevano: / lui di lei non sapeva il nome n let. / Viva! / Sa che cosa fa sua moglie? / No! / Sa che adesso niente donne pi? / No! / Di mia Moglie a me fa comodo / una parte piccolissima / Porco! / Viva!
Al banchetto di nozze partecipa anche il Capo della Polizia, compagno darmi di Mackie. Insieme cantano la Canzone dei cannoni:
John era insieme a noi come Jim / e Georgie divent sergente: / nulla chiedeva larmata a noi tre: / solo andare a nord o ad oriente./ Soldati e bombe / cannoni e trombe / dal Capo a Couch Behar. / Piovesse oppure no, / ci si svagava un po/ Dalla mattina alla sera / con gente bianca e nera / tra feste, braccia e gambe / facevamo un cocktails./ Johnny si lamenta del gin / per Jimmy le coperte sono scarse. / Georgie dice allora: si sa / che larmata non vuole rovinarsi. / Soldati e bombe ecc. ecc. Johnny disperso e Jim non c pi / di Georgie non se ne sa pi niente. / Scorre sempre sangue per / e per larmata non manca mai gente. / Soldati e bombe / cannoni e trombe ecc. ecc. Chiedo troppo, / dite un po / se domando un po damore:/ se la voce del mio cuore / finalmente ascolter?
Polly a sua volta intona La canzone di Jenny dei Pirati:
Oh Signori voi mi vedete sciacquare le bottiglie / e disfare i letti / e mi date tre spiccioli di mancia / e guardate i miei stracci / e questalbergo stracciato come me./ Ma ignorate chi son io davvero / ma ignorate chi son io davvero./ Ma una sera al porto grideranno / e qualcuno grider: tu! Quel grido sai cos?/ io ridendo porter un altro bicchiere / si dir: da ridere che ha?/ Tutte vele e cannoni / una nave pirata / al molo star./ Mhanno detto: asciuga i bicchieri ragazza / e mhan dato la mancia un cents / ed io ho preso il soldino ed ho rifatto un letto / in cui nessuno stanotte tranquillo dormir / e chi sono nessuno ancora sa. / Ma stasera al porto spareranno / e qualcuno grider: a chi sparano laggi? / Io ridendo, apparir ad una finestra / si dir da ridere che ha? / E la nave pirata tutta vele e cannoni / rader la citt. / Oh Signori quando vedrete crollare la citt / vi farete smorti. / Questalbergo star in piedi / in mezzo a un mucchio di sporche rovine e di macerie / ed ognuno chieder il perch di questo strano caso. / Poi si udranno grida pi vicine / ed ognuno chieder: come mai non sparan qui? / Verso lalba mi vedranno uscire in strada / si dir: ma quella dove va? / Tutto vele e cannoni / la galera di jenny / lascer la citt. Nel prosieguo, davanti allostinazione della figlia che rifiuta un divorzio riparatore, i Peachum deliberano di denunciare Mackie Messer al Capo della Polizia per farlo arrestare. Al tempo: Polly e Mackie si giurano eterna fedelt. Insieme cantano la famosa Canzone della schiavit sessuale:
Non di certo un tipo fra i pi belli: / un macellaio e gli altri son vitelli; / un brutto porco e solo al male crede / e frega tutti, ma alle donne cede. / Del sesso la dolce schiavit; / la voglia o no, ci devi stare, tu./ Sinfischia della Bibbia e del Codice / e pensa notte e giorno solo a s./ Le donne sono un peso inutile / e senza donne luomo un re / Ma queste frottole son senza effetto:/ prima di notte avr qualcuno a letto./ Ci sono uomini che vedon gli altri / restar legati a un pezzo di sottana, / costoro giurano desser scaltri, / ma son fatti della stessa lana. / Del sessoi la dolce schiavit: / lo voglia o no, ci devi stare tu./ il primo studia i Dogmi, laltro il Codice, / un terzo crede al Papa, / laltro al Re. / Non Mangia mai tartufi a tavola / meglio di lui nessuno c/ Ma vien la sera ed anche luomo retto / vuole qualcuno che gli scaldi il letto. Successivamente Mackie, in procinto di fuggire in seguito alle minacce ricevute, si accomiata da Polly alla quale affida il comando della Banda da lui capeggiata. Lasciata la moglie, Mackie si rifugia nella casa di tolleranza di Jenny delle Spelonche, della quale stato un tempo il protettore, ignaro che Jenny a sua volta, laveva ceduto alla signora Peachum per tre soldi. cos che Jenny e Mackie rievocano il passato in Tango Ballade (Ballata del magnaccia):
Ricordi tu quel tempo che fugg / quando si stava insieme notte e d?/ Grazie agli amici che portavo a te / tu mi vestivi dalla testa ai pi./ Cos va il mondo: va anche cos. / Se poi veniva uno dei tanti me nuscivo / allor dal letto e mi bevevo un bel cicchetto / e poi correvo a ritirare il grano / e gli dicevo: torni, torni qui. / E ho passato cinque anni e pi / in quella casa overi chiusa tu. / O giorni belli che passammo l / a far lamore in piena libert!/ E quando a soldi si era un po nei guai, / tu mi dicevi: Come, non lo sai? / Della camicia a meno si fa! / Allora io diventavo un po cattiva / ri rinfacciavo le porcate che facevi! / e tu mi davi un cazzottone in bocca / e andavo a letto con la faccia blu.
Degne di nota sono almeno due straordinarie interpretazioni che ne hanno lasciate Milly e Tino Carraro nel 1954 allorch lOpera va in scena al Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler e dal produttore teatrale Paolo Grassi. Filippo Crivelli la ricorda cos ..i quali, mentori di una voce e di una personalit che avevano dominato unet indimenticabile, pensano a Milly per Bertold Brecht e Kurt Weill. Milly sar dunque quella Jenny delle Spelonche dell Opera da tre soldi che il pubblico e la critica unanimi far gridare al miracolo, e che entreranno a far parte anche del repertorio del teatro musicale italiano. Va qui senzaltro citato il doppio LP Milly Damore e di libert (PDU Pld.A 5038/9) contenente unintera facciata dedicata alle canzoni tratte dallOpera da tre soldi, alle quali la voce graffiante di Milly aggiunge quella patina di vissuto che riporta a situazioni conosciute, a quellansiet di vivere che non lascia indifferenti. Unaltra esemplare partitura, pure straordinaria, perch straordinari e insoliti sono gli interpreti, quella eseguita da Laura Betti e Vittorio De Sica e contenuta negli introvabili vinili del 1963/64 col titolo: "Laura Betti canta Kurt Weill" (Ricordi ORL 8027/28); un excursus che va dal 1900 al 1950) con gli utopistici arrangiamenti di Bruno Maderna, presentati da Roberto Leydi che inoltre ne ha scritto linteressante nota di copertina: Le canzoni raccolte in questi due dischi e le immagini che le accompagnano, raccontano la vita difficile di un musicista che nella sua opera, giocata sulla curva della storia, ha raccolto il sentimento tragico e amaro di unepoca entusiasmante e disperata, di una stagione fra le pi folli e dolorose dellesistenza delluomo moderno. Da queste voci e da queste fotografie escono i momenti fondamentali della vita di un uomo che si ferm negli anni tragici del primo dopoguerra e fu costretto a cercarsi in America una nuova patria, quando pi il suo nome era giunto al successo. Poche volte le vicende della musica e dello spettacolo hanno saputo modellarsi con maggiore fedelt alle vicende della cronaca di una cronaca che gi nel suo manifestarsi ha la forza, il carattere, la verit definitiva della storia. E poche volte le vicende della musica e dello spettacolo hanno saputo trascendere con maggiore autenticit il costume, la moda, la testimonianza contingente pur essendo sempre anche costume, moda e testimonianza per vivere, con voce autonoma, al di l delle contingenze, fino a questi nostri anni sessanta. In questo loro raro equilibrio ascoltiamo oggi le canzoni e le ballate di Kurt Weill in quanto piccoli capolavori inimitabili anche nel difficile momento dellesilio americano, nella tormentata avventura musicale della nostra epoca, e di questa epoca memoria ancora palpitante di emozione.
Nonch la trasposizione in chiave decisamente moderna portata in scena da Milva che re-interpreta meravigliosamente Die Moritat von Mackie Messer, Jenny dei Pirati, Surabaya Johnny, O moon of Halabama e molte delle canzoni incluse nellOpera, nello spettacolo Io Bertolt Brecht e il successivo n.2 sotto la direzione di Giorgio Strehler che nel 1972/3, ancora con Tino Carraro, e ancora al Piccolo teatro di Milano. Dallalbum Milva / Brecht 1-2 (Ricordi SMRL 6164):
Moritat (La ballata di Mackie Messer) Mostra i denti il pescecane / e si vede che li ha / un coltello solo, Ha Maclie / ma vedere non lo fa. / Sulla spiaggia di Long Island / giace un tale a mezzod / poco prima, lo sappiamo / Mackie Messer era l. / Han trovato jenny Towler, / un coltello ha in mezzo al sen / che si stato Mackie Messer? / Testimoni non ce n. / A Schmul Meier, lindustriale / un ignoto un d spar / Mac ne spende il capitale / ma provarlo non si pu. / Sei bambini son bruciati / nellincendio a Brooklyn:/ Mackie Messer sa qualcosa, / ma non parla e beve gin. / Vedovella minorenne / il cui nome ognuno sa / ci rimise un d le penne:/ Mac, la colpa chi lavr?
Milva la rossa in realt non solo una grande interprete di Brecht-Weill, che ricordiamo nei due spettacoli al Piccolo di Milano con la regia dello straordinario Giorgio Strehler che lha trasformata in una diva a tutto tondo. Ma la sua bravura anche nella cura che mette nel linguaggio, infatti ha dato pi volte prova di s cantando in inglese, in tedesco, in francese, in russo, in greco, e moltissime altre lingue che ora non rammento, e che canti brani di autori del passato come Bixio e Cherubini o di attuali come Battiato e Vangelis, solo per citarne alcuni, le sue sono sempre interpretazioni dautore, veri gioielli di musicalit che la rossa ha trasferito insieme alla sua scenicit nei pi grandi teatri internazionali.
Proseguendo nel racconto, troviamo Mackie Messer che, pur dietro le sbarre, esprime la propria filosofia esistenziale nella Ballata dellagiatezza:
Non datemi ad intendere che il saggio / stia allegro in mezzo ai libri e senza pane, / che il gusto delle croste di formaggio / lo aiuti a non star solo come un cane. / Sar felice ma non per me, / non mi soddisfa questa povert. / E croste e sciacquature di caff / conducono ben presto allaldil. / La vita bella quanti pi ce n:/ Si vive liberi, si sta da re! / Quel tale rischia il collo per la gloria / quellaltro si rifugia nel Signore, / e fanno grande sfoggio di memoria / per dare un nuovo brivido al lettore. / Ma a tarda sera, quando il sole gi, / un freddo letto li raccoglier,/ e mogli sempre piene di vit,/ e sogni di lontana libert/ A questi idioti non dar mai del tu:/ frequenta i dollari, vivrai di pi./ Se penso alla grandezza solitaria, / al muso che essa mostra da vicino,/ confesso daver fatto cambiar aria, / daver mutato strada al mio cammino./ Dietro allaudacia ed alla povert / stan sempre noie ed amarezze, ahim!/ Hai visto che cos la dignit:/ adesso dacci un taglio e torna in te./ La vita bella quanti pi ce n;/ si vive liberi, si sta da re!
Colpo di scena. Lucy figlia del Capo della Polizia e Polly rivendicano entrambe le promesse damore del prigioniero. Ma gi altre quattro mogli con rispettiva prole bussano alla porta della prigione dove Mackie nellattesa ha chiesto perdono allumanit: Come, altre quattro mogli? Questo troppo! Ehi voi dite alle guardie che sono pronto! dice il condannato condotto in piazza per lesecuzione mentre la banda suona la marcia che lo porta al patibolo. Scrive Giovanni de Rossi: Tutti i riti del mondo perbene si ripetono qui: dal matrimonio al giudizio in tribunale, allimpiccagione. un gioco su due piani: la musica di Weill rende evidente, facile, orecchiabile e nello stesso tempo raffinata la scrittura del testo di Brecht; scardina i pilastri tradizionali del melodramma. Cos Brecht corrode con lacido del paradosso le finzioni della virt borghese in cui amore, amicizia, dignit, durano quanto il danaro.
Tuttavia tornando allOpera, essa non pu terminare tragicamente. Ricordo qui che si tratta comunque di Opera-ballade e come tale non pu destare alcuna tristezza, poich: Il mondo una ribalta e ognuno si esibisce come pu. Ed anche se qualcuno scrive nella commedia quanta tragedia c in quella baldoria la gente non si ferma e sempre sgambettando allegramente va incontro al precipizio della storia. Infatti, sul finire dellOpera del Mendicante di John Gay cco entrano lattore e il mendicante:
Attore: Ma, mio degno amico, spero non vorrete dirmi che Macheath (alias Mackie Messer) sar impiccato sul serio! Ma allora questa una tragedia a fosche tinte. Evidentemente uno sbaglio perch unOpera (ballade) deve essere a lieto fine! Mendicante: La vostra obiezione, signore giustissima. difficile stabilire se nei vizi alla moda, gli uomini di rango imitano quelli della strada o viceversa. Se lo spettacolo fosse rimasto come io lo intendevo, ne sarebbe scaturita uneccellente morale. Cos, come si conviene dico che La vita scherzo, tutto mostrar lo pu, io lo pensavo un tempo, ora lo so. Mackie Messer (alias Macheath entra in scena): Dunque, a quanto pare, non ho diritto di scelta e per concludere mi devo scegliere una moglie se posso farlo senza offesa per nessuno, prender Polly e per tutta la vita, sgualdrinella, perch noi ci siamo sposati per davvero. Su balliamo! Su cantiamo! Coro: Ma pensa a questa massima e scaccia ogni dolore: il misero di oggi pu (potr) domani essere felice (!?).
N vanno qui dimenticate le prime versioni dellopera, Die Dreigroschenoper titolo originale dell Opera da tre soldi, che credo interessante citare, se non altro per confermare la sua attualit durevole nel tempo, a incominciare dallallestimento negli anni 50/60 della Wiener Staatsoper diretta da F. Charles Adler con Liane Augustin nella parte di Polly, (Lp Amadeo AVRS 6023). Nonch la versione teatrale di Peter Brook (1952), in seguito ripresa dalla BBC TV (1963), che segn il debutto canoro di Lawrence Olivier. Inoltre, la versione orchestrata e diretta da Benyamin Britten negli anni 70, andata in scena al The Royal Opera House Covent Garden di Londra (Registrazione Decca 2009). Ma, ancor prima arrivano almeno due versioni cinematografiche: lintrovabile Il Masnadiero (1931) di G. W. Pabst e, quella Die Dreigroschenoper, (1962) per la regia di Wolfgang Staudte.
Siamo dunque coscienti di avere di fronte unOpera di portata internazionale e tuttavia poco rappresentata in Italia e quindi poco apprezzata dal grande pubblico. Pur tuttavia, per quanto possiamo sembrare provincialiagli occhi del resto dEuropa, non disconosciamo le molte interpretazioni eseguite da artisti di grande levatura quali Cathy Berberian che in MagnifCathy: The many voices of (Vertigo1971), fa una strepitosa esecuzione di Surabaya Johnny (da Happy End di K.Weill), mentre in Nel labirinto della voce (Ermitage 1983) re-interpreta la Canzone della schiavit sessuale ed altre song a dimostrazione, sempre che ce ne fosse bisogno, delle sue eccezionali qualit canore.
La successiva versione cabarettistica della bellissima vamp della scena jazz e del musical Ute Lemper. The best of.. (Sony Music 1987) infatti pi di un album in cui sono raccolte numerose canzoni tratte dallOpera, inoltre a brani ripresi dal repertorio del Berlin Cabaret, da film famosi come All that Jazz, Cabaret, Voyager ed altre, portate al successo a suo tempo dalla Dietrich e dalla Piaf,per passare poi a Psalm di Michael Nyman. Ute Lemper recupera infatti, almeno nei brani di Kurt Weill, quella musicalit jazzistica gi affermatasi negli anni del successo dellOpera da Tre Soldi sebbene, rivista ed elaborata secondo le sue possibilit vocali non avulse dalla contaminazione jazz, gi ripresa da grandi interpreti come Luois Armstrong ed Ella Fitzgerald, ma anche da cantanti sving come Frank Sinatra, Sting e altri.
Dell Opera da tre soldi, nella veste teatrale italiana, vanno qui ricordate le messe in scena del 30: l'8 marzo 1930 Anton Giulio Bragaglia porta a teatro La veglia dei lestofanti nella traduzione di Alberto Spaini e Corrado Alvaro al Teatro dei Filodrammatici (Milano); al Teatro Reinach di Parma il 24 marzo successivo ed al Teatro di Torino il 2 aprile 1930. La prima rappresentazione italiana dell' Opera da tre soldi, datata 27 febbraio 1956, e si svolse al Piccolo Teatro di Milano per la regia di Giorgio Strehler. Per l'occasione, lo stesso Bertolt Brecht volle essere presente a Milano. A quello straordinario avveninimento dedicato un piccolo volume edito da Cappelli (1961) a cura di Giorgio Guazzotti con una fotocronaca della messa in scena di Ugo Mulas. . Il volume si compone oltre che del copione di una serie di saggi e di un gruppo di testimonianze rese da coloro che collaborarono con Strelher al triplice allestimento dello spettacolo brechtiano.
Un documento che testimonia dellimpresa che c dietro una messa in scena di questa portata, larte di un regista che non conosce pari, il lavoro di attori straordinari come Tino Carraro (Mackie Messer), Tino Buazzelli (Signor Peachum), Giusi Dandolo (Signora Peachum), Marina Bonfigli (Polly), Milly (Jenny delle Spelonche), Checco Rissone (Tiger Brown), Ottavio Fanfani nella parte del Cantastorie, e Giancarlo Dettori, Enzo Tarascio, Gigi Pistilli, Ivan Cecchini, Andrea Matteuzzi, Delia Bartoluzzi, Giovanna DArgenzio, Grazia Antonini, Maria Zanoli, Nicoletta Ramorino.
Le successive riprese dellOpera, nel 1973 / 74 / 75 videro un grande Domenico Moduglo vestire i panni di Mackie Messer, sempre per la regia di Giorgio Sthreler e la produzione Piccolo Teatro Di Milano. Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 2011. A Napoli nel 2012, presente nella rassegna del Napoli Teatro Festival una versione con Massimo Ranieri e Lina Sastri.
Affatto trascurabile anche lalbum apparso in Italia nel 1972 per letichetta Jocker (SM3061) in cui Bertolt Brecht canta tre brani tratti dallOpera: Moritat di Mackie Messer, Canzone dellinadeguatezza degli sforzi umani di cui qui sotto riportato il testo:
Al mondo ormai lo so, / pensare vano, ahim!/ La testa fa campare / un pidocchio e niente pi,./ Nella vita doggi / luomo navigar non sa. / Luomo non sa capire / quello che non va. / Se pensa di andar su,/ che avviene ormai lo so:/ far un balzetto in alto, / poi cadr a testa in gi./ Per la vita doggi / non va bene la bont./ Luomo che pensa al bello / si roviner./ Fortuna e vanit / ionsegui sempre tu! / Le gambe sono corte,/ la fortuna scapper./ Niente pi modestia / nella vita doggid:/ luomo e le sue illusioni / crepano cos. / Se vuoi cambiarlo un po / d alluomo un colpo qui./ certo che la botta / al suo cervello giover./ Dato poi che oggi / luomo buono, no non va / picchialo pure in testa,/ forse guarir. Altra messa in scena originale la brillante versione brasiliana l Opera do Malandro (1974) adattata da Chico Buarque con uno stuolo di cantanti e musicisti rigorosamente brasiliani e tutti di primissimo piano: il Gruppo MPB/4, Nara Leao, Zizi Possi, A Cor do Som, Gal Costa, Joao Nogueira, Moreira da Silva e tantissimi altri che nello spettacolo contornano O Malandro interpretato dallo stesso Chico Buarque a teatro. Il testo dell' Opera do Malandro prendeva spunto da entrambe le opere conosciute in Portogallo e Brasile, ovvero dall' Opera dos Mendigos di John Gay e dall' Opera de Tres Vintens di Bertolt Brecht e Kurt Weill. Il progetto nacque da un'analisi delle opere citate condotta da Luis Antonio Martinez Correa, con la collaborazione di Mauricio Sette, Marieta Severo, Rita Murtinho e Carlos Gregrio. L'equipe cooper alla realizzazione del testo finale attraverso letture, critiche e suggerimenti. Un secondo adattamento fu realizzato da Chico per il film Opera do Malandro nel 1979, in cui lautore prende visione della situazione politica e trasferisce lOpera nel 1941, allorch il governo brasiliano appoggi il regime filo nazista contro lopposizione popolare. In questa nuova versione lOpera torna a mostrare in s limpegno poetico e civile delle origini, ben sottolineate dallautore Chico Buarque De Hollanda. Oggi rintracciabile sul mercato discografico il doppio album (Philips Lps 6349.400/401) dal quale tratta la canzone che segue:
O Malandro O malandro/Na dureza Senta mesa/Do caf Bebe um gole/De cachaa Acha graa/E d no p O garom/No prejuzo Sem sorriso/Sem fregus De passagem/Pela caixa D uma baixa/No portugus O galego/Acha estranho Que o seu ganho/T um horror Pega o lpis/Soma os canos Passa os danos/Pro distribuidor Mas o frete/V que ao todo H engodo/Nos papis E pra cima/Do alambique D um trambique/De cem mil ris O usineiro/Nessa luta Grita(ponte que partiu) No idiota/Trunca a nota Lesa o Brasil/Do Brasil Nosso banco/T cotado No mercado/Exterior Ento taxa/A cachaa A um preo/Assustador Mas os ianques/Com seus tanques Tm bem mais o/Que fazer E probem/Os soldados Aliados/De beber A cachaa/T parada Rejeitada/No barril O alambique/Tem chilique Contra o Brasil/Do Brasil O usineiro/Faz barulho Com orgulho/De produtor Mas a sua/Raiva cega Descarrega/No carregador Este chega/Pro galego Nega arreglo/Cobra mais A cachaa/T de graa Mas o frete/Como que faz? O galego/T apertado Pro seu lado/No t bom Ento deixa/Congelada A mesada/Do garom O garom v/Um malandro Sai gritando/Pega ladro E o malandro/Autuado julgado e condenado culpado Pela situao.
Al cinema in DVD appartengono altre due versioni in chiave di musical-drama, quella firmata da Jonathan Miller (1983) e la English Baroque Soloists diretti da Sir John Eliot Gardiner, con Roger Daltrey (Macheath), Stratord Johns (Mr Peachum), Patricia Routledge (Mrs Peachum), Carol Hall (Polly), Bob Hoskins (Beggar), Peter Baykiss (Lockit) e Rosemary Ashe (Lucy Lockit), con le coreografie di Sally Gilpin, che tuttavia vale la pena desser visionata in ragione degli interpreti tutti inglesi e la figura in s buffa dellinterprete: Roger Daltrey (The Who).
Laltra, pi recente, la trasposizione all'insegna della commistione tra classico e pop che ne ha fatto Lucio Dalla, su musiche dello stesso Dalla, andata in scena al Teatro Duse di Bologna (2008), giocata sullespressivit gestuale degli attori che si rifanno alla Commedia dellArte (senza maschere). L'azione infatti si sposta dai bassifondi della Londra del Settecento alla Bologna di oggi. Infatti i personaggi parlano in bolognese, romanesco, napoletano. Mr. e Mrs. Peachum (il nome tradotto con Speja, cio spia, in dialetto). Lo spettacolo prodotto da Giuseppe Grazioli, nella versione italiana di Giuseppe Di Leva che ne ha curato la drammaturgia, si avvale di giovani e pur bravi attori come Marco Alemanno (Mendicante), Peppe Servillo (Speja Peachhum), cantante degli Avion Travel nonch attore finissimo, e Angela Baraldi (Signora Speja-Peachum), voce storica del rock bolognese; Eleonora Buratto (Polly), Borja Quiza (Capitan Uccello Capitano Macheath). Come egli stesso ha dichiarato, Trattasi di Una delle avventure pi divertenti e stimolanti in cui mi sono tuffato. Un'opera dal linguaggio assolutamente moderno, nonostante sia stata scritta trecento anni fa; ha detto Lucio Dalla che ha firmato questo divertissement in musica ambientandolo tra Napoli e Bologna.
A tale proposito viene spontanea una citazione tratta dal libro di Claudio Vicentini: Larte di guardare gli attori (Marsiglio 2007), un manuale pratico scritto per gli spettatori di teatro, cinema e televisione che presenta quelli che sono i criteri per riconoscere gli stili degli attori e scoprire le tecniche (i trucchi) che usano sul palcoscenico e sul set e, che lo crediate o no ..sono poi incapaci di usare nella vita aggiungo io che scrivo, e che ho pi volte scorso per addentrarmi nelle interpretazioni degli attori nelle mie racensioni. Ma si pu chiudere un siffatto articolo e una cos straordinaria ricerca di testi e di immagini, con una semplice seppur furbesca citazione? Certo che no. Cos come nella Commedia dellArte era in uso proporre pi dun finale che assecondasse gli umori del pubblico presente, anchio voglio qui chiudere con un finale abbordabile, che di sicuro far presa su chi mi sta leggendo. Un finale allinsegna dellamore, tratto dallOpera do Malandro di Chico Buarque, che la sa lunga sulla questione: se non altro per le tante belle canzoni appassionate che ci ha regalate nel tempo: e che, guarda caso, riprende da l dove Gay/Peachum e Brecht/Weill ci avevano lasciati:
Viver Do Amor Pra se viver do amor H que esquecer o amor H que se amar Sem amar Sem prazer E com despertador - como um funcionrio
H que penar no amor Pra se ganhar no amor H que apanhar E sangrar E suar Como um trabalhador
Ai, o amor Jamais foi um sonho O amor, eu bem sei J provei E um veneno medonho
por isso que se h de entender Que o amor no um cio E compreender Que o amor no um vcio O amor sacrifcio O amor sacerdcio Amar iluminar a dor - como um missionrio.
Da 'Vita di Galileo' (1963) a 'Lanima buona di Sezuan' (1981), da 'La storia della bambola abbandonata' (1976) allesperienza del 'Festival Brecht' nellautunno del 1995, Brecht per Giorgio Strehler un riscontro continuo e costante nel suo rapporto con la societ. Anche il Piccolo del terzo millennio non interrompe la relazione con il drammaturgo di Augsburg: Robert Carsen con 'Madre Coraggio e i suoi figli' (2006) e Luca Ronconi con 'Santa Giovanna dei macelli', unica messinscena brechtiana della sua carriera nel 2012, aggiungono ulteriori tasselli al mosaico brechtiano. Brecht, in sessantanni di storia, da autore contemporaneo si confermato un classico della letteratura occidentale. Il rapporto tra Brecht e il Piccolo strettamente legato agli accadimenti che hanno segnato profondi cambiamenti nel mondo. Una cronologia essenziale proiettata sulla parete a destra dellingresso nel locale multimediale rievoca il contesto in cui gli spettacoli sono stati concepiti. In questa scansione temporale compaiono anche date e tappe essenziali nella storia del Politecnico di Milano, partner del Piccolo nella creazione del progetto, a testimoniare come la storia delle due Istituzioni da sempre scorra in parallelo, in una stretta interconnessione con la societ in cui entrambe operano.
In scena al Piccolo Teatro Strehler dal 19 aprile al 11 giugno 2016, "Lopera da tre soldi" di Bertolt Brecht, per la traduzione di Roberto Menin, vede impegnato alla regia Damiano Michieletto che ne ha tradotto tutte le canzoni sulle musiche originali di Kurt Weill; e con Giuseppe Grazionli alla direzione d'orchestra.
"DIE DREIGROSCHENOPER" - L'Opera da Tre Soldi Edizione del testo: Suhrkamp Verlag, Berlino Edizione musicale: Universal Edition, Wien /rappresentante per lItalia Casa Ricordi, Milano scene Paolo Fantin, costumi Carla Teti luci Alessandro Carletti, movimenti coreografici Chiara Vecchi Personaggi e interpreti: Un cantastorie Giandomenico Cupaiuolo Mackie Messer Marco Foschi Jonathan Jeremiah Peachum Peppe Servillo Celia Peachum Margherita Di Rauso Polly Peachum Maria Roveran Jackie Tiger Brown Sergio Leone Lucy Stella Piccioni Jenny delle spelonche Rossy De Palma Mathias Pasquale Di Filippo Jakob Claudio Sportelli Jimmy Martin Chishimba Ede Jacopo Crovella Robert Daniele Molino Walter Matthieu Pastore Reverendo Kimball Luca Criscuoli Molly Sara Zoia Vixen Lucia Marinsalta Betty Sandya Nagaraya Dolly Giulia Vecchio Filch/Smith, carceriere Lorenzo Demaria
Con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro dEuropa.
In occasione dei 60 anni di teatro del Piccolo di Milano, Lopera da tre soldi stato inserito nel palinsesto tematico Ritorni al futuro che il Comune di Milano propone per la primavera culturale del 2016. Parliamo dunque de LOpera da tre soldi spiega Damiano Michieletto : Solo nella prossima stagione, oltre alla nostra, ne saranno prodotte edizioni a Vienna, in Germania, in Francia, a Salisburgo Come dire, i termini di paragone con cui confrontarsi, per un regista, sono numerosissimi, ma soprattutto in continuo divenire, poich inesauribili sono i tentativi di approccio a questunicum della storia del teatro occidentale. La storia, tratta dalla Beggars Opera, "Lopera del mendicante", che linglese John Gay scrisse nel 1728 venne tradotta dallinglese al tedesco da Elisabeth Hauptmann, storica collaboratrice di Brecht, che sugger allo scrittore una riscrittura in chiave contemporanea. Senza la Hauptmann oggi non avremmo LOpera da tre soldi continua Michieletto e mi pare opportuno ricordare anche il suo ruolo di eccellente dramaturg, troppo spesso offuscato dalla presenza di due colossi come Brecht e Weill. Ma come sar LOpera da tre soldi di Damiano Michieletto? Proprio perch il testo, in partenza, si presta ad essere letto da tanti punti di vista - penso a chi si inserito nel solco tracciato dal marxista Brecht e a chi, allopposto, ha scelto il puro entertainement del musical di Broadway - la mia idea mettere lOpera sotto processo, guardarla sotto una lente dingrandimento. Il fulcro il processo a Mackie Messer, che diventa il filtro attraverso il quale leggere la storia e al tempo stesso comprenderla. un tentativo di smontare il racconto e rimontarlo secondo una circostanza precisa, in grado di creare il necessario distacco analitico. Sar un lavoro sui personaggi svolto su un costante dislivello recitativo, dove la canzone crea unulteriore e prepotente spaccatura con il tessuto e le circostanze della vicenda. Nota: Domenica 3 aprile 2016 Damiano Michieletto ha ricevuto il prestigioso Olivier Award per il dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci andati in scena alla Royal Opera House di Londra.
E inoltre: RovelloDue onora i 60 anni di Teatro al Piccolo": Dal 15 aprile al 12 giugno 2016 lo spazio multimediale RovelloDue ospita la videoinstallazione interattiva 1956-2016 Brecht 60 anni di Teatro al Piccolo aperta da marted a domenica ore 15-20, ingresso libero. Sessantanni di Brecht al Piccolo sono raccontati attraverso sei parole chiave Conoscenza, Umanit, Giustizia, Guerra, Lavoro, Potere emblematiche del lavoro e della poetica dello scrittore tedesco. Ogni parola illustrata attraverso contributi audiovisivi e fotografici tratti dagli spettacoli brechtiani prodotti dal Piccolo Teatro di Milano nellarco di tempo che va dal 1956 ai giorni nostri. Dei 27 allestimenti di testi di Brecht, o tratti da Brecht, realizzati al Piccolo, 14 portano la firma di Giorgio Strehler, a partire dalla sua versione de Lopera da tre soldi che debutt in via Rovello il 10 febbraio del 1956, alla presenza dello stesso autore. Fu la scintilla che avrebbe innescato un racconto destinato non solo a non interrompersi mai, ma a tornare, periodicamente, nella storia del Piccolo Teatro, in un continuo gioco di sponda con la contemporaneit.
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