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Maria Grazia Calandrone

Argomento: Intervista

Testo proposto da LaRecherche.it

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# 8 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 14/12/2010 20:50:53

[ Intervista a cura di Franca Alaimo e Roberto Maggiani ]



ROBERTO.
Come ti presenteresti a persone che non ti conoscono? Chi Maria Grazia Calandrone?

RISPOSTA.
Una che ama la vita. Con gratitudine crescente.


ROBERTO.
Perch hai iniziato a scrivere e in particolare poesia? Ci tratteggi la tua storia di scrittrice? Gli incontri importanti, le tue pubblicazioni.

RISPOSTA.
Veramente io non volevo. Anzi, ho davvero lottato perch non fosse. Infatti non facevo leggere quello che scrivevo. Poi nel 1999, senza che io fossi n abbonata n tanto meno neanche meno! conosciuta, cominci ad arrivarmi Poesia. Al terzo numero mi sentii in imbarazzo e telefonai in redazione per segnalare lerrore e mi rispose al telefono un simpaticissimo Fabio Simonelli. Dopo poche parole venne al sodo e mi chiese se scrivevo, io dissi un po e lui disse manda qui alla mia attenzione e io dissi s grazie e mandai due poesie inedite e dopo molti mesi (otto, nove) mi telefon uno che disse sono Crocetti, sar a Roma tra una settimana e desidererei incontrarla e io dissi s vabb! Invece era lui.


ROBERTO.
Sei una scrittrice, ma prima di tutto una lettrice. Quali sono gli autori e i testi sui quali ti sei formata e ti formi, che hanno influenzato e influenzano la tua scrittura?

RISPOSTA.
Noiosamente monogama come io sono, do la stessa risposta da anni: Rilke, Anedda, Mandelstam, Cvetaeva saggista. Da ultimo, senza rinnegare gli amori passati e grazie a uno studio che mi stato commissionato, ho riscoperto Brodskij, ovvero le propaggini della grandezza russa nel nostro tempo e nel nostro luogo.


ROBERTO.
Come avviene il tuo processo di scrittura? In quali ore e luoghi, con quali modalit? Pubblichi ci che scrivi di getto oppure rivedi i tuoi testi, sia nella forma che nei contenuti?

RISPOSTA.
Dipende. Talvolta i testi definitivi sono frutto di una lunga elaborazione, altre volte nascono gi esatti. Certo che ovunque e in qualsiasi situazione sono disponibile a essere raggiunta da parole che facciano cortocircuito. Prendo appunti sempre e per sempre lascio a raffreddarsi le cose scritte, prima di pubblicarle. Poi, ho una fermissima autodeterminazione nel lavorare quotidianamente, fare continuo abuso di scrittura. Tutti i giorni al risveglio, se non sono in viaggio: caff e scrivania, ore di scrivania.


ROBERTO.
C differenza tra prosa e poesia?

RISPOSTA.
Certo che c. Infatti io non so scrivere in prosa. La prosa ha le idee, il discorso, la poesia ha la lingua e la folgorazione, aggruma per associazioni che non devono essere spiegate.


ROBERTO.
La critica pi bella e la critica pi cattiva che hai ricevuto alle tue poesie?

RISPOSTA.
La pi bella non la ricordo. La pi incompiuta, pi che cattiva, mi stata fatta tramite facebook da una persona che non conoscevo e della quale non far il nome. La riporto integralmente: raramente ho visto qualcuno prendersi cos sul serio come fai tu. Quanta pesantezza. Quante parole sprecate. Quanta pomposit. Fuori epoca. Leggo quel che scrivi e chiudo senza che nulla sia aggiunto a quanto so e vedo intorno. raro che io mi permetta di scrivere simili commenti, ma dato che sei fra i miei "amici" me lo concedo qui in privato, prima di chiudere questa falsa amicizia virtuale. Gi la tua dichiarazione in apertura rovinosa (Brullo), talmente contraria a quanto mi spinge a scrivere che provo stranamente quasi nausea. Ma perch scegliere di essere tanto pesanti? Volutamente arzigogolati. Io credo nell'efficacia della parola semplice, nella poesia che possa farsi comprendere. Altrimenti tutto inutile. E il narcisismo di coloro che ti commentano devastante. Cosa pu cambiare grazie a riflessioni come le tue, le loro? Non aggiungo altro, ch rischio d'esser pomposa a mia volta, se gi non lo sono stata. Ma in quel che scriver e nelle presentazioni delle cose mie mi divertir molto a sorridere di tanta seriet. Continua su questa strada, comunque, che non si incrocer con la mia. Purtroppo la senzaltro valente poetessa, che nel tempo ho scoperto essersi messa in rete alla cerca di quelli che vivono semplice ovvero di musicians for music/poetry projects, ha voluto negarmi le istruzioni per luso della semplicit calate in qualche luminoso esempio della sua propria scrittura, che cos immediatamente le richiesi: Puoi farmi degli esempi della tua scrittura semplice per favore? E in tal modo spir miseramente la mia ultima speranza di farmi comprendere.


FRANCA.
In una delle tue e-mail mi scrivevi che il poeta , secondo te, una persona crudele, e per una delle qualit che permea la tua pronuncia poetica sembra essere la compassione. Ed allora come riesci a sciogliere il nodo di questo ossimoro?

RISPOSTA.
Riportavo una frase ascoltata dalla bocca di Vivian Lamarque durante una recente lettura comune svolta per RomaPoesia in un Dipartimento di Salute Mentale (per inciso, esperienza caldissima e con vivi bagliori di utilit). Non riflessione nuova ma ogni volta colpisce. S, il poeta crudele in quanto usa tutto quello che vive e che vivono quelli dei quali ha notizia diretta per metterlo al servizio dei suoi versi i quali per, quando sono poesia, raggiungono la temperatura altissima della compassione, dove ogni io si scioglie, fonde, diventa tu(tto).


FRANCA.
Mi confidi di esserti spesso occupata di poeti innocenti che ti fanno piegare le ginocchia: Che cosa intendi? A chi ti riferisci?

RISPOSTA.
Mi riferivo alla categoria umana in generale. Credo che linnocenza degli adulti, quella s, sia crudelissima, poich chiaro che una creatura adulta sia per forza di cose contaminata e dunque solamente finga di non conoscere o riconoscere il male. Ne parlo in un poemetto su Maria. Maria era giovane e quasi non pi giovane e mise tutti in pericolo con la sua innocenza. Tutti vorremmo credere allinnocenza. In questo sta il pericolo di chi si presenta innocente: incarna il pi profondo dei nostri desideri, la umanizzazione del bene, della Fiducia.


FRANCA.
Unaltra affermazione (tratta da un tuo pubblico intervento sulla poesia) che vorrei tu mi commentassi ampiamente la seguente: Non minteressano i poeti che non somigliano alla propria poesia.

RISPOSTA.
La poesia si fa con il corpo. La parola modella il corpo di chi la scrive, non c separazione. Se c separazione letteratura e a me non interessa. A me interessa la nudit assoluta, la nudit di chi cos completamente disinteressato a se stesso che usa di s a piene mani. Vedi come quel corpo non potrebbe produrre altre parole che quelle che scrive. Prova a immaginare, per esempio, le poesie di Montale sulla bocca di Penna. O DAnnunzio in bocca a Caproni. Caricature.


ROBERTO.
Quali sono gli indicatori che utilizzi nel valutare, se cos ci permesso dire, un testo poetico o una intera raccolta? Quali sono, a tuo avviso, le caratteristiche di una buona poesia?

RISPOSTA.
Se mi ispira a scrivere a mia volta, se mi contagia, se mi trasporta in un volere bene o in un dolere o in un gioire che non mi appartiene se non come a uno tra gli oggetti del mondo.


FRANCA.
Fino a che punto ritieni che le tue esperienze biografiche abbiano inciso sulla tua vocazione poetica? Sei daccordo che alla base dellimpulso creativo ci sia un vuoto?

RISPOSTA.
S, ma non credo indispensabile che il vuoto sia vero, pu anche essere semplicemente la percezione di una cosa perduta. Ma per scrivere bisogna avere la sensazione di dovere oltrepassare una distanza. Pi grande la distanza colmata, pi grande la poesia. Le parole sono ottimi mezzi di trasporto.


FRANCA.
Quali emblemi porta con s la figura materna, cos precocemente perduta, e cos presente nella tua poesia?

RISPOSTA.
Senzaltro lacqua che lha raccolta. Credo anche la forza che ha trascinato molta mia poesia giovanile, che stata spesso definita fluviale, onnivora portatrice di detriti, tronchi (umani e non) insieme a cose a volte meno oscene.


FRANCA.
La tua scenografia poetica accoglie le creature vegetali e animali assai pi frequentemente che quelle umane, cosa che mi pare una vera rivoluzione rispetto alla gran parte della produzione poetica contemporanea, essendo questultima piena di cose inanimate: da che cosa deriva questo atteggiamento? Quale rapporto senti di avere con le piccole creature terrene?

RISPOSTA.
Io entro in relazione con ogni cosa, viva o inanimata che sia, considerando vivo anche linerte o il gi morto. Ma amo talmente la sovrabbondanza generosa e infiltrante della natura che a volte credo di volerla emulare! Amo i colori, gli alberi, i bambini, gli animali, il sole. La campagna distesa sotto il sole mi commuove. Le voci dei bambini mi commuovono. Lo si pu ancora dire?


FRANCA.
La tua poesia spesso abbondante e fluviale, senza per essere barocca; non che concepisci anche la lingua come corpo da esporre?

RISPOSTA.
Appunto.


FRANCA.
Dici ancora: Le parole di un poeta sono il rumore bianco di chi ama senza pi oggetto. Quale relazione c allora fra lamore, la morte o il nulla, e la poesia?

RISPOSTA.
Come ho detto, bisogna aver perduto qualcosa, per scriverne. Non certo un calzino o una penna. Diciamo un amore, diciamo non per forza nella morte. Ma non ovviamente vero che se si hanno molti lutti si diventa poeti: alla morte bisogna aver aggiunto una malattia propria, una ossessione propria per la voce e come questa nasca e poi si radichi non so dirlo. A volte sono concatenazioni di strane coincidenze a formare i destini.


FRANCA.
Sulla rivista Poesia tieni una rubrica in cui accogli poeti spesso trascurati dalla grande editoria e che, tuttavia, lavorano nei loro cantieri verbali in modo prezioso. Secondo te, perch accade questo? E, inoltre, pensi che la notoriet debba per forza coincidere con la visibilit?

RISPOSTA.
La rubrica che Crocetti mi ha concesso mi d una gioia grandissima, oltre a un inimmaginabile impegno (ogni giorno ricevo circa 5 o 6 tra dattiloscritti e file). Ma tutto cominciato perch da anni avevo nei cassetti virtuali un piccolo gruzzolo di poeti a mio parere eccellenti che, per i pi disparati motivi, non avevano ancora pubblicato. Motivi a volte privati. Bisogna agire sempre con molta delicatezza nellesporre un poeta. Non tutti schiumano e smaniano per venire alla luce, non tutti o per lo meno non subito! Alcuni tra quelli che ho proposto e proporr sono nel tirocinio da molti anni e solo di recente si sono detti pronti, hanno preparato il temperamento adatto ad affrontare la generosa insolenza della lettura altrui.


FRANCA.
Come commenteresti questa affermazione di Edmond Jabs. Ogni libro non sarebbe che torbida somiglianza con il libro perduto?

RISPOSTA.
Profondamente vero. Il libro onirico, quello che forse nessuno scriver mai, quello al quale tutti vorremmo approssimarci.


ROBERTO.
A cosa stai lavorando?

RISPOSTA.
A un testo teatrale dove in scena una donna che smette la parola e comincia a latrare. La scimmia bianca dei miracoli. Verr rappresentato in giugno da Sonia Bergamasco.
E poi a un volume di poesia dal titolo Il bene morale. Spero che il titolo parli da s. Io proseguo in poesia la mia lotta privata e probabilmente inutile o utile per micronumeri contro la solitudine e la precariet che ci spaventa.
E, ovviamente, poi, lavoro alla lettura di quelli che mi si offrono.


ROBERTO.
Quali difficolt hai incontrato (o incontri) nel pubblicare i tuoi testi in versi? Che cosa pensi delleditoria italiana?

RISPOSTA.
Nessuna perch appunto non volevo, andata come ho detto. Leditoria sommersa da proposte anche buone, lo vedo nel mio piccolo. Si fa letteralmente quello che le 24 ore del giorno permettono di fare. Ma ormai si cerca lottimo, leccellenza, perch il livello medio molto alto.


ROBERTO.
Ci sono novit nella poesia italiana?

RISPOSTA.
Le cerco tutti i giorni. Ho proposto alcuni autori che spero con il tempo diventeranno classici! Sul futuro di alcuni tra loro metterei la mia firma.


ROBERTO.
Hai qualcosa da dire agli autori che pubblicano i loro testi su LaRecherche.it? Che cosa pensi, pi in generale, della libera scrittura in rete e delleditoria elettronica? Non pensi che Internet possa pareggiare i conti con i baroni della scrittura mettendo tutti su una nuova linea di partenza? E che nel futuro non esister pi il grande poeta ma, finalmente, una collettivit di poeti?

RISPOSTA.
Io ho avuto bisogno di maestri e di compagni. Credo siano necessari i grandi ai quali riferirsi insieme a quelli che pi modestamente camminano con noi. Io sono ormai sicura che la vera grandezza sia interamente rivestita di umilt. Se la pubblicazione in rete ha alle spalle un vero editore ha valore quanto quella cartacea. Quanto alla libera scrittura, ciascuno di noi vale in rete quanto vale fuori dalla rete.


ROBERTO.
Nel prossimo 2011/2012 potremo leggere nel nostro catalogo di eBook una tua raccolta di versi?

RISPOSTA.
Immagino di s.


ROBERTO.
Vuoi aggiungere qualcosa? C una domanda che non ti hanno mai posto e alla quale vorresti invece dare una risposta?

RISPOSTA.
Guarda, me lhanno fatta proprio ieri a bruciapelo a Fahrenheit: che libro vorresti essere? E sorprendendo me stessa a bruciapelo ho risposto La trilogia della citt di K.


Grazie.

Grazie. A voi entrambi!


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