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Marzia Alunni su Maria Grazia Lenisa

Argomento: Intervista

Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 17/03/2011 12:00:00

[ Intervista a cura di Roberto Maggiani: proponiamo questa intervista a Marzia Alunni sulla poetessa Maria Grazia Lenisa. Possiamo affermare che la sua voce poetica, e non solo, sia rappresentativa di molte voci italiane che hanno lavorato o lavorano con grande passione per la lingua e con la lingua italiana, per questo motivo la proponiamo in occasione del 150 anniversario dell'Unit d'Italia ]


 

 

DOMANDA.

Cara Marzia, questa intervista in onore e in memoria di Maria Grazia Lenisa, il 13 febbraio 2011 sarebbe stato il suo settantaseiesimo compleanno, ma Maria Grazia ci ha lasciati il 28 aprile 2009, dopo una lunga malattia che purtroppo lei stessa mi comunic con una sua lettera a cavallo del Duemila, usavamo ancora le lettere di carta. Conobbi il suo nome grazie a una sua bellissima silloge poetica, laude dellidentificazione con Maria, Edizioni Gazebo, 1992, che mi fu regalata da Mariella Bettarini nel 1998 e che mi conquist. Le scrissi un anno dopo per chiederle la prefazione alla mia seconda silloge poetica Forme e informe, pubblicata dallo stesso editore ma andiamo con ordine. Marzia, potresti gentilmente presentarti ai nostri lettori, in particolare proprio in relazione a Maria Grazia Lenisa?

 

RISPOSTA.

Lesperienza, di avere una scrittrice come lei per madre, stata significativa per tutti gli aspetti del nostro rapporto, dal quotidiano della formazione iniziale, alle scelte umane, culturali e di studio successive. Il suo stile educativo era responsabile, esigente, ma anticonformista. Come donna si appellava al mio senso critico, con molta ironia, chiedendo una condivisione dei valori che fosse libera, ma vissuta fino in fondo, impegnandosi.

 Maria Grazia Lenisa non si tirava indietro quando era necessario apparire scomoda, una lezione dignitosa che non ho mai dimenticato. Per me stato importante scegliere di laurearmi in filosofia, con una tesi su un filosofo antidialettico del sec. XII, una scelta approvata dalla scrittrice e dalla madre. Convinto stato anche il suo appoggio ai miei interessi di poesia, culminati con la pubblicazione de Il Semacosmo (edito da Bastogi nellaprile 2002) e continuati dallelaborazione di unopera ancora inedita. Ora mintriga soprattutto la critica letteraria, prediligo la lettura e lanalisi interpretativa, sebbene da una posizione felicemente autoreferenziale.

 

DOMANDA.

Ci parli di Maria Grazia? Ce la presenti? Alcuni dei nostri lettori ancora non la conoscono.

 

RISPOSTA.

nata a Udine nel 1935, vivendo gran parte della sua esistenza a Terni. Fin dagli anni 50 le sue sillogi poetiche vengono notate da parte di critici straordinari quali: A. Capasso, F. Flora, F. Palazzi, F. Pedrina e E. Allodoli. Nel 1955 ha pubblicato Il tempo muore con noi, seguito da Luccello nellinverno e, durante la sua breve residenza a Brindisi, da I credenti. Gli anni 70 conducono Maria Grazia ad una revisione totale della precedente poetica, di questa crisi, sono testimonianza Terra violata e pura ed Erotica. Si assiste perci a una svolta nel modo di intendere il femminile e leros. Per rispondere allesigenza di rinnovamento, si rivelano fondamentali le poesie de Lilarit di Apollo. In esse prevale unironia demistificante, espressa da versi fintamente narrativi, in un contesto poetico dallerotismo metarealistico, basato sullinvenzione di un mondo immaginario. La nuova scelta dibattuta con il critico-poeta Giorgio Barberi Squarotti che nelle prefazioni alle sue opere si propone come linterprete pi fedele al suo dettato.

Svariate sillogi sono state scritte poi nellultimo trentennio, da alcune si attinto per lantologia Verso Bisanzio(Bastogi), qui ricorderei: la Laude dell identificazione con Maria (Editrice Gazebo), promossa dalla mediazione critica di Mariella Bettarini, ma anche Le Bonheur, La predilezione, Lombelico doro, Eros sadico, Incendio e fuga, La rosa indigesta(opere bastogiane), le Amorose strategie(Rhegium Julii 2008) e, inedito-postumo, Il Canzoniere Unico. Originale studiosa di critica letteraria, Maria Grazia Lenisa, si interessata di nomi quali: A. Capasso, G. Barberi Squarotti, A. Zanzotto, G. Ruggero, S. Spart, G. Mascioni, A. Coppola, M. Luzi, M. Bettarini, F. Delfi, A. Bonanno, A. Manuali e C. Calabr e molti altri ancora. Ha elaborato un saggio di estetica fenomenologica, La dinamica del comprendere, che ripensa innovativamente il ruolo dellispirazione, coautrice mia sorella, Francesca Alunni.

Insignita dallIstituto di Cultura Superiore del Mediterraneo di Palermo e Monreale, nel novembre del 2003, del Diploma honoris causa ha diretto la collana del Capricorno (Edizioni Bastogi). nella Storia della Civilt Letteraria (UTET). Il 28 aprile 2009 venuta a mancare.

 

 

DOMANDA.

Quando ti sei resa conto di essere figlia di un poeta e che cosa ha significato per te?

 

RISPOSTA.

Da bambina ricordo la mamma sempre con la penna in mano. A ottto anni ero gelosa, la volevo tutta per me. Successivamente ho mutato atteggiamento del tutto, scoprendo lati sempre nuovi della sua personalit. Ad esempio, mia madre stata molto coinvolta dalla mia tesi sul filosofo antidialettico Aelredo di Rievaux (sec. XII), a tal punto da aiutarmi a ricopiarla nella stesura finale. Non mi facile dire molto della sua figura umana, senza soffrire, sebbene non provi una vera sensazione di abbandono perch vince la maturit. ! A volte, quando era viva, mi ripetevo, come un mantra: Mia madre il sole della mia vita! Ora necessario che questa luminosit non si perda nella dimenticanza. un impegno costruttivo, simile a tutto ci che lei intraprendeva.

 

 

DOMANDA.

Riporto alcuni versi della silloge laude dellidentificazione con maria: Ahi! Quella chiusa / adolescenza ingrata / nella casa di Udine, / remota. / Cos quel giorno / che apparisti allAltra / Come ombrello che sapre / il tuo frusciare, per scrollarti le gocce, solo un modo, fra tanti, di annunciare / Mavessi detto: / Maria, sarai madre, / tavrei cacciato e chiuse / le finestre. / Non avevo io dietro / le ali, ma la schiena pudica, un poco curva per i seni / inizali. / E quella luce su tante / miserie: la povera cucina, quattro pentole, Elisabetta / intenta a ventilare / un fuoco che non prende. / E ritrovarmi una ragazza- / madre? // []. Non vorrei apparire invadente, ma un testo che ha un vago sentore autobiografico, mi sbaglio? Ci racconti qualcosa della giovinezza di Maria Grazia? A quale et ha iniziato a scrivere e perch? Che cosa e chi ha influito maggiormente sulla sua scrittura? Quali erano le letture preferite da tua madre? Quali sono stati i suoi maestri nella scrittura?

 

RISPOSTA.

Arlesti Maria venne riconosciuta da sua madre Ada, in pericolo di vita nel metterla al mondo, e ricevette quindi il nome di Maria Grazia e il cognome Lenisa. Crebbe come una bambina scura dagli occhi bassi, dallamore appassionato verso la sua mamma, giovane e ragazza madre, una condizione scomoda, un marchio. Mariucci (in friulano) era precoce nellamore per la poesia, gi a sei anni componeva, basti pensare che la nonna Irene, suo reale genitore, era povera e non istruita (ma tanto sensibile). Ad indirizzarla verso gli studi classici fu la maestra elementare che le regal tutta la sua biblioteca, fu unorgia di endecasillabi, di stanze, ottave e poemi per imitazione. Durante il liceo entr in contatto con Aldo Capasso, il primo degli importanti intellettuali a credere in lei. Divenne in poco tempo unesponente di spicco del movimento Realismo Lirico, erano gli anni della giovinezza, del Premio Citt di Catania. La mamma era contornata da giornalisti scherzosi e da camerieri che al ristorante la viziavano! La sua poesia manifestava per caratteri di assoluta originalit anche rispetto ad altri autorevoli poeti della corrente.

Cambiarono le tendenze, mia madre (sposatasi, poi, negli anni 60) non concesse molto al gusto imperante, per ebbe il bisogno di scrivere un libro, in un certo senso, sociale, come I credenti, dedicato al Sud. Con Erotica e, soprattutto LIlarit di Apollo, il suo percorso prese una svolta totalmente differente, ma restava, in un ambito che privilegia ora tuttavia limmaginario, una sana fresca innocente sensualit(Pref. di A. Capasso a Il tempo muore con noi). Si tratta di una nota destinata a svilupparsi in direzione anche del sacro, specialmente nelle opere seguenti. Lultima produzione, successiva a Verso Bisanzio, metabolizzer la dura esperienza del cancro, che non vorrei definire assolutamente un maestro, sebbene sia stato una dura scuola di vita. Molti critici hanno dato ali, estro e fantasia ai suoi versi, ma i numerosi amici sono stati, a loro volta, assai determinanti.

 

DOMANDA.

C un detto africano che afferma che i figli crescono guardando le spalle dei genitori, cio crescono imparando da essi molte cose senza che i genitori se ne accorgano. Quale eredit morale, etica, spirituale e artistica ti ha lasciato tua madre? Che passioni ti ha trasmesso volontariamente e involontariamente?

 

RISPOSTA.

Sarei tentata di rispondere: tutto! Sarebbe la verit, per la mia personale idea che il rapporto umano abbia avuto un significato importante per maturare un vissuto autentico, motivo ispiratore e spunto di riflessione. Alludo ad una poetica non smaccatamente confessionale e allempatia come approccio al testo. Sul piano etico vibrante stata la sua richiesta di giustizia per s, per la Poesia con la maiuscola e per tutti i suoi poeti.

 

 

DOMANDA.

Sul tuo blog (http://marzialunni.blogspot.com/), presentando una poesia di Maria Grazia, in occasione del suo compleanno, scrivi: In occasione del 13 febbraio, anniversario della nascita di Maria Grazia Lenisa, vi propongo semplicemente questa poesia per riflettere su una vocazione, quella del letterato, piena di responsabilit. Scegliere di sostenere la Parola significa impegnarsi in una battaglia che dura tutta la vita. Ci racconteresti pi in dettaglio cosa intendi dire dicendo che il letterato ha una vocazione piena di responsabilit, di quale responsabilit parli? Qual il pensiero di Maria Grazia in relazione a tale responsabilit? C qualche momento particolare, che ricordi, nella vita di tua madre, in cui particolarmente evidente la fatica di questa battaglia a sostegno della Parola?

 

RISPOSTA.

La responsabilit cui mi riferisco e quella interferente, come diceva spesso mia madre. Si tratta di agire conformemente alle proprie idee, senza compromessi, ma neppure fanatismi. Essere determinati significa testimoniare, passare per scomodi e non riuscire a comunicare in maniera adeguata la propria posizione, per le troppe umane conflittualit: potere contro merito, giustizia opposta a clientelarismo, autenticit in luogo di artificio.

Il letterato ciascun uomo intelligente che apre un libro, qui sta la differenza con il passato, disponiamo degli strumenti, a volerli usare. I critici accreditati rispondono su un piano ulteriore, a loro compete la correttezza metodologica, non unicamente riducibile allesattezza dei riferimenti testuali e bibliografici. C un dovere, che entrambe riconoscevamo, proprio dello studioso: mettere in discussione i cosiddetti maestri, verificare o forse falsificare le teorie gi note. Mia madre non riteneva, a priori, valide linee e gruppi di poesia, preferiva distinguere profili ed esperienze nel crogiuolo del 900 ancora, a suo giudizio, confuso. Non difficile intuire che questo atteggiamento le ha portato adesioni, ma anche problemi. Un discorso a parte merita poi lerotismo in poesia che per Maria Grazia era persino opposto al vissuto ( leros genera arte, la sessualit, vita). sempre stato faticoso difendere questo punto di vista, soprattutto con i letterati maschi di idee meno aperte, disposti a sostenere quelle scrittrici aproblematiche e magari disposte a fraternizzare. dura sempre per le donne in gamba!

 

DOMANDA.

In una tua e-mail, inviata a me e ad altri per proporre la lettura della poesia di tua madre pubblicata sul tuo blog, riproposta anche su LaRecherche.it, scrivi: Non pu essere tollerato luso e labuso della donna, compiuto da media e politici, a vario titolo e per ragioni di opposti schieramenti, quando esistono scrittrici e, in generale, intellettuali, che riservano la loro esistenza alla difesa del valore. Che cosa direbbe, o scriverebbe Maria Grazia su questi tempi di malaffare (sempre citandoti)?

 

RISPOSTA.

Riderebbe dei protagonisti, senza con ci esprimere giudizi di carattere politico, a lei abbastanza estranei. La sua politica era quella dellonest, purtroppo non si rivela affatto la migliore oggi. Dietro la risata, comunque, mia madre celava spesso unamarezza, sul futuro, ben condivisibile. Non amava inoltre il termine poeta, usato al femminile, voleva rivalutare la parola poetessa, come titolo di merito, da portare con orgoglio. Credeva nel rispetto dellintegrit personale, scanzonata e assolutamente libera nellespressione, sebbene da vivere con intelligenza. Il corpo tuttuno con la mente, non deve essere sbattuto in prima pagina, piuttosto svelarsi come un miracolo che non smette di stupire, n si pu comprare, un dono ardito.

 

 

DOMANDA.

Maria Grazia ha scritto molto, leggiamo, nella sua biografia che Fin dagli anni 50 le sue pubblicazioni poetiche sono state oggetto di studio da parte di valenti critici quali A. Capasso, F. Flora, F. Pedrina e E. Allodoli. Inoltre, in un bellissimo articolo, pubblicato sul numero 89-90, uscito nel 2010, della rivista fiorentina di letteratura e conoscenza, Larea di Broca, il poeta e critico Franca Alaimo, anche membro della redazione de LaRecherche.it, cos si esprime: [...] La Lenisa appare, di fatto, cos consapevole della unicit della sua vocazione da porsi, come gi aveva fatto Dante, nel numero dei grandi poeti che lhanno preceduto o che le sono contemporanei, e da non risparmiare sapide frecciate allindirizzo di certi bei nomi delle lettere italiane. [...].Come ha vissuto Maria Grazia la relazione con la critica? Che cosa si aspettava, che cosa non le stato concesso che invece si aspettava e si sarebbe meritata? Pensi che lopera poetica di tua madre sia stata considerata adeguatamente dalla critica? Che cosa prevedi per il futuro? Hai progetti per mettere maggiormente in luce la meravigliosa forza dellopera poetica di tua madre?

 

RISPOSTA.

La critica letteraria ha dato molto, in termini di spunti e riflessioni, a Maria Grazia Lenisa. Il suo epistolario rivela parecchie discussioni approfondite sul senso della poesia, della letteratura, e sul ruolo che attribuiva se stessa in tale contesto. Il riferimento a Dante certamente una provocazione costruttiva, per muovere a riflettere sulla poesia che non rinuncia alla sfida della grandezza, del pluristilismo e, scherzosamente, su un certo particolare naso! Mia madre stata capace anche di crearsi, ne Il Canzoniere Bifronte, un coautore, Max Bender, e un critico, Pietre Visser, che sono esclusivamente parto della sua fantasia, ancora una volta, volava alto sulle convenzioni. Le mancata lintesa con alcuni intellettuali, quelli che ringraziavano solamente allinvio dei libri, o rispondevano che: La sua era una poesia assai valida, per non rientrava nei loro schemi. La logica ultima di certe reazioni sfugge davvero. Negli ultimi anni si era convinta che in fondo aveva avuto il meglio: tutto il divertimento di scrivere assolutamente come le pareva, pazienza per il grande editore! La battaglia per il merito in salita per tutti, non c da stupirsene, ledizione pi accreditata non protegge dalla dimenticanza. Solo incrementare labitudine di leggere una garanzia per il futuro di tutta la cultura.

 

 

DOMANDA.

Entriamo un po di pi nellopera di Maria Grazia e nel suo fare poesia. Sempre nellarticolo di Franca Alaimo, si legge: [] In verit, sembra che proprio in ci consista loperazione poetica della Lenisa: sacralizzare, attraverso la Parola poetica, tutto lesistente, sia esso sperimentabile con i sensi, o teologicamente vero bench invisibile, o soltanto possibile perch immaginabile; e poi bruciarlo nella grazia del ritmo, nellinnocenza dellinvenzione, nellemozione del molteplice sentire; e, in fin dei conti, sacralizzare se stessa e la propria parola, cingendosi il capo del lauro delleternit. []. Queste di Franca sono parole bellissime che, a mio avviso, riassumono molto bene il lavoro in versi di tua madre. Che cosa ne pensi, in particolare del sacralizzare tutto lesistente e se stessa attraverso la parola?

 

RISPOSTA.

Franca Alaimo, ha colto magistralmente uno degli aspetti pi interessanti nel suo percorso poetico, un ritratto di rara efficacia. C in Maria Grazia Lenisa quella spinta a dire lindicibile, attraverso la mediazione delleros e del sacro, non convenzionali. Appare, metatestualmente, una straordinaria vocazione alla vita altra nei suoi versi. Non dubito affatto che il premio vero sia la gloria, perci si avverte una sorta di fede, in tale orizzonte creativo: la fiducia nel potere della parola, come Poesia e come presenza viva, religiosa, della Grazia.

 

DOMANDA.

Altro elemento fondante la poesia della Lenisa leros, si leggono poesie pervase da un erotismo sano, umano, necessario, primigenio, addirittura la Alaimo parla di eros come soggetto dominante della sua poesia. Nellultima raccolta di tua madre, con la quale ha vinto il Premio Rhegium Julii, dal titolo Amorose strategie, pubblicata a cura del Circolo Rhegium Julii, ma anche nelle sue opere precedenti, Lenisa usa, talvolta, parole che normalmente, nel comune parlare, come nella poesia, si cerca di evitare per una sorta di falso pudore, invece lei riesce a comporre, con la sua grazia poetica,un mosaico di parole che si sorreggono luna laltra mostrando un disegno armonioso e piacevole che va al di l dei significati delle parole stesse, come in questa di pagina 23 intitolata Ci che non voglio: Ti piace luva passa, il capo nel tepore / del grembo palpitante, / il movimento / della bocca sembra / sporcarlo di vin santo. // Amore sei ci che non voglio: sesso, / amore sei ci che voglio: amore. // Non colpa mia se il nido / un orecchio, se il pne non suona il piffero / che dentro il circuito / delle vene. / Corsa di Indianapolis, chi / lavrebbe detto che sarei arrivata prima. / Scorre lo champagne. Che cosa ne pensi? Come riusciva, Maria Grazia, a conciliare la sua forte spinta alla trascendenza con una decisa tensione allimmanenza?

 

RISPOSTA.

La fede non certo un trattato di geometria, neppure leros, la necessit di conciliare, quindi, gli opposti, semplicemente, rimandata a una dimensione ultima, in fieri, allusiva e mai risolta teoreticamente. Ritengo poi che trascendenza e immanenza siano le cifre di una contraddizione, insita nel nostro tempo, di cui la Lenisa stata testimone appassionata.

 

DOMANDA.

Ho limpressione, per esperienza diretta, che Maria Grazia avesse una predilezione per i poeti spersi, esordienti o non considerati dalla critica ufficiale. Tua madre mi accolse nella sua amicizia, allepoca ero esordiente al secondo libro. Ogni tanto ci scambiavamo lettere importanti in cui ci confrontavamo su vari temi, non necessariamente con molte parole, erano pi che altro domande che rimanevano sempre aperte, su Dio, la fede, la poesia, la scienza. Ricevere una sua lettera mi dava sempre grande gioia e forza. Che cosa ne pensi? Ti comunicava le sue esperienze in relazione alla sua attivit di poeta? Ha diretto la collana del Capricorno per la Casa Editrice Bastogi, come procedeva alla selezione dei testi? Ti parlava mai dei poeti che a lei si rivolgevano?

 

RISPOSTA.

Nella tua vicenda personale ci sono gi le risposte pi vere ai quesiti che mi poni. Legava con autori, per cos dire, spersi, come atto di fiducia assoluto verso la poesia e nei confronti delluomo-poeta. Non badava a blasoni di nobilt, metteva in discussione i potenti e voleva essere stimata dai suoi amici per se stessa, unica Maria Grazia! Le sue esperienze sono state la mia vita, ora i suoi amici contribuiscono ad arricchirmi intellettualmente. Conservo tutte le sue lettere e metabolizzer con il tempo la strordinaria lezione culturale che mi ha lasciato. La selezione per il Capricorno Bastogiano, a riprova del suo impegno, era legata all empatia per la testualit altrui. La lettura ha assunto perci un ruolo centrale ( e faticoso) nella quotidianit per anni, era oggetto di scambi verbali tra noi ( anche mia sorella partecipava) e di interesse per la variet delle voci analizzate. Un 900 alternativo, poi, rientrava nellimpostazione editoriale della Bastogi, come attestano i numerosi volumi critici, come ad esempio LAltro Novecento di V. Esposito.

 

DOMANDA. Tu scrivi poesie? Non ti mai passata per la testa lidea di prendere leredit poetica di tua madre e svilupparla scrivendo tu stessa poesie?

 

RISPOSTA.

Scrivo poesie dallet di quindici anni, ma non sono certa di essere uno sviluppo allaltezza della sua complessa dimensione artistica. Evito di collocarmi dunque nella sua scia, il mio libro desordio stato pubblicato in un numero modesto di copie ed ho un inedito nel cassetto, forse vi rester. Attualmente desidero sviluppare invece il discorso critico.

 

DOMANDA.

Che cosa vorresti raccontare di tua madre, poeta, donna e madre, che non hai mai avuto loccasione di dire? C una domanda che vorresti ti facessero per mettere in luce aspetti ancora non ben evidenziati della sua vita? Insomma la parola tua, domanda a tema libero

 

RISPOSTA.

Vorrei che mi si chiedesse per quale motivo i poeti dovrebbero leggere un suo libro. Risponderei che, se crediamo davvero nel diritto di non essere dimenticati per ottenere unadesione al nostro percorso artistico, dobbiamo accertarci che sia riconosciuto il valore degli autori che hanno lottato prima di noi. una cattiva premessa, per tutti, lo scandalo delloblio. Oggi labbondanza di informazione pu tradursi nel rischio della caoticit. Lottare per Maria Grazia Lenisa difendere il suo e il nostro diritto ad essere ascoltati.

 

DOMANDA.

La cara amica Franca Alaimo, sapendo di questa intervista, mi ha chiesto di porti questa domanda: Maria Grazia soleva dire che il gesto poetico sub specie aeternitatis ineliminabile. Per mi sconcerta il fenomeno dellarte sempre pi ridotta all usa e getta; per cui, una volta usciti da questo mondo, sembra che un glaciale silenzio si stenda sullopera di poeti di grande qualit. Che cosa ne pensi del fenomeno, anche in relazione alla poesia di tua madre?

 

RISPOSTA.

Condivido la preoccupazione espressa, tuttavia ritengo utile ribadire quanto ho gi detto, la costruttivit del nostro interesse per il valore artistico, personale e collettivo, ci deve spingere a solidarizzare con i poeti validi che non sono pi fisicamente tra noi. Le loro poesie rimangono e nessuno, in effetti, pu cancellarle, tranne la nostra decisione di chiudere la disponibilit al dialogo. Mia madre non stata ancora dimenticata, allora forse anche voi, e i lettori di questa intervista, sarete ricordati, o letti se scrivete, con amore. Maria Grazia Lenisa, sappiatelo, non vi avrebbe mai dimenticato!

 

DOMANDA.

Hai una sua poesia da proporci in lettura per ben terminare lintervista?

 

RISPOSTA.

Da Arianna in Parnaso vi propongo il testo intitolato Vi lascio la Parola:

 


VI LASCIO LA PAROLA

a Sergio Pautasso

Unanima cos

specchio del mondo ove si mira in fiore

la fanciulla,

ove il ragazzo si contempla il corpo appena

usato dal piacere e contende con la spada vivente la vita,

unanima cos non vale niente? Valgono i corpi soggetti

alla morte e Dio ci specchia, Anima del mondo, ironico,

nascosto.

 

A volte lurlo, perch lo specchio pi non

specchia niente.

 

Lo vidi umano solo nella Donna che gli fu nido, voleva

esser stretta come conchiglia che chiude la perla.

Sort la perla, aperta con la punta dun coltello affilato,

dentro restava soltanto una goccia, un semacosmo

e si leggeva intera la Parola.

Dove cercare, uomo dogni

croce sulla terra la gioia?

Se mi sospinsi in mezzo

alla parola, fu per vivere intera la Speranza, sennonch

luomo mi rigetta fuori dalla parola come fosse il guardiano

geloso dogni sillaba di gloria.

Cosa vi lascio, se mi perdo

in questa bolgia ch buca dinteressi e si compra lanima

al prezzo di ogni rimorso.

Vi lascio la Parola a cui

mi afferro come al ramo che pende sullabisso. E passa

Cristo, imbracciando una corda, si china, io lafferro,

non precipito.

 

 

Grazie.


Leggi anche l'eBook Poetica Unit d'Italia



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