Sono abituata a preparami (in questa occasione, poi, lho fatto avvalendomi della competenza in campo musicale di Roberto Biagiotti) prima di unintervista ma tentare di trovare qualcosa su Fedele Mazzetti stato come cercare il famoso ago nel pagliaio. Non so se la mia stata unintuizione o una fantasia ma ho percepito un nascondimento, quasi unassenza, voluto, un marketing che viaggia su altri canali, se non addirittura su e per altri valori.
Questo ha reso ancora pi intrigante la domanda che apre ogni intervista:
1. Chi Fedele Mazzetti e perch sembra qualcuno (senza evocare mistici paragoni) che rimasto nel deserto in attesa del tempo maturo per lasciarsi conoscere?
Sono un cantautore come tanti. Dopo lesperienza del gruppo rock, vissuta negli anni 90, ho provato, tra il 2000 e il 2005, a far ascoltare qualcosa in giro, in occasione di premi musicali, senza ricavare da queste esperienze grandi soddisfazioni. Sono uscito di scena, per quanto fosse una piccola scena. Lincontro con Maurizio, Alessandro, Massimiliano ed, in ultimo, Gabriele stato discriminante. Adesso i tempi sono maturi.
Non voglio passare per uno snob: in realt non amo pubblicizzarmi su Internet perch sono molto severo con me stesso e credo che se ci si deve far conoscere bisogna farlo, sempre e comunque, attraverso qualcosa che sia degno di essere ascoltato. Credo molto nel concerto e nel disco. Dal punto di vista manageriale e del marketing sono e sono stato molto scarso, anche se mi rendo conto che per promuovere i propri lavori, oggi sia indispensabile usare anche questi canali di massa.
2. Quale lesigenza che ti ha portato a comporre e a suonare ed interpretare? E mutata nel tempo?
semplicissimo: mi piace raccontare le storie. Niente di programmatico, politico: gi vivere fare politica, attraverso le proprie scelte. Semplicemente il pianoforte e la voglia di raccontare queste storie. Niente di intellettuale.
(Interviene Maurizio Morelli, il bassista) In realt la capacit evocativa dei testi e della musica di Fedele incredibile, affascinante. Ogni volta che ci propone un nuovo brano, riusciamo ad immaginare ci che racconta e, quindi, lo abbiamo incoraggiato in tutti i modi a portare alla luce questo suo dono di saper raccontare una storia in musica, per questo che siamo insieme.
3. Per chi compone musica e testi Fedele Mazzetti? Puoi rappresentarci, se c, il tuo interlocutore ideale?
Interessante. Non ci ho mai pensato. una domanda impegnativa che mi trova impreparato.
4. Roberto Biagiotti: c una Musa, una persona, un soggetto dispirazione, qualcuno al quale ti rivolgi quando cerchi le parole?
Lispirazione arriva e basta: hai la fortuna di trovarti sintonizzato su una particolare situazione. E bizzarro, a volte sei l, fai un la minore, un do settima e non ti dicono nulla. Capita, poi, il giorno in cui stai al pianoforte, suoni gli stessi accordi ed arriva la melodia che ti conduce a vedere il film del pezzo. Ti volti e la strada l, senza che tu labbia cercata. La fatica, la vera fatica, sta nel percorrerla e nel coprire la distanza che c fra una composizione e laltra.
Ci sono, poi, i momenti pi depressivi, quando sei a secco e la creativit sembra spenta. Quando non scrivi, non ti senti bene.
5. Come nasce una tua canzone? Componi di getto o rivedi pi e pi volte le tue canzoni?
Dipende dai brani. Il processo sempre lo stesso, parto sempre dalla musica. Per il resto ho avuto brani in cantiere per pi di un anno ed altri che ho trovato per me finiti, dal mattino alla sera. Ci sono, poi, pezzi che scottano, devi toglierteli dalla testa, hai bisogno di tempo per poterli rivisitare. Qui viene in aiuto la tecnologia. Si registra e, al momento giusto, quando i tempi sono maturi, torni a fare i conti con il tuo brano.
6. I soggetti e/o i luoghi delle tue canzoni sono per lo pi frutto di fantasia oppure prendi spunto dalla realt? Persone realmente esistite o personaggi dinvenzione?
Un mix, anche se prediligo la fantasia, sempre. S, decisamente la fantasia. Poi, credo di dire qualcosa di abbastanza ovvio, ci sono pezzi in cui le due componenti si sovrappongono, si completano. Ma la realt mangia gi troppa parte della nostra vita
7. E come ti senti a opera finita?
Bene, fisicamente, non solo spiritualmente. Intendo larte come Werner Herzoc intende il cinema: una questione fisica. Ha sempre detto: Quando non ce la far pi a portare una telecamera sul Rio delle Amazzoni, smetter di fare cinema!. Tutti i sensi, il corpo sono impegnati non solo lintelletto.
Quindi, tornando alla risposta nella sua semplicit: bene!.
8. I quattro cinque strumenti musicali di cui non potresti fare a meno?
Questa domanda me la dovevate porre mentre stavo da solo: qui ci sono gli altri musicisti, diventa imbarazzante rispondere. A parte gli scherzi. I primi due sono speciali, gli altri importanti. Il timbro del pianoforte acustico, magari non suonato da me, insieme a quello del contrabbasso. E un suono che mi cattura: il mio binomio preferito. Ovviamente, poi, tutti gli strumenti presenti nella band, altrimenti non ci sarebbero. La batteria di Gabriele, le chitarre, anche se devo dire che la chitarra elettrica un po uno stereotipo del rock ed, in questo senso, non mi appartiene, ma qui ci sono due chitarristi eccezionali che sanno interpretare lo strumento. Poi, cosa manca? Il sax: un giorno lo avremo nel gruppo.
9. Chi artista?
(Lungo silenzio) La definizione dartista Nellarte sono importanti in egual misura chi la fa e chi lapprezza. Artista colui che crea unopera ma anche chi ne sa godere appieno.
Mi viene da ridere: un giorno Maurizio (il bassista) mi ha detto: Io tengo il tempo anche quando metto la freccia mentre guido lauto. Ecco: questo un artista. A Gabriele neanche lo chiedo terr il ritmo anche con i tergicristallo!
(Interviene Gabriele, il batterista) Diceva la persona che mi impartiva le prime lezioni, un musicista afro-americano: Se tu ascolti bene quando rotola una bottiglia per terra, ti accorgerai che lo fa in 6/8, perch il ritmo delluniverso in 6/8. Il 6 un numero sacro, come tutti i multipli del tre.
(Alessandro, uno dei chitarristi). Noi facciamo gli operai. Del connubio che abbiamo con Fedele, scherzando, diciamo che lui lartista e noi gli artigiani. Come ribadivamo prima, Fedele libero da qualsiasi incombenza di tipo pratico, cos fungiamo da zavorra, in senso buono. Da un certo punto di vista anche indifeso e noi gli facciamo da scudo. Prima vivevamo pi la dimensione di artisti, scrivevamo pezzi. Lincontro con Fedele ci ha portato a diventare musicisti e a collaborare con lui. Scomodo una citazione importante. Di Monet stato detto: Era solo un occhio ma che occhio!; nel suo caso possiamo dire: E solo una voce ma che voce!.
10. La musica ha nellattuale societ lo stesso ruolo che aveva quando eri un ragazzo di 16/17 anni?
Questa intervista di una profondit che non mi aspettavo: volete che mi metta a nudo. (Rimane in silenzio)
11. Qualche autore ti ha, in qualche modo, ispirato, influenzato o ha, addirittura, tracciato una sorta di solco interiore?
Ce ne sono tanti. Sicuramente, fondamentali direi Tom Waits e Paolo Conte sicuramente sono stati molto importanti. Per, una ventina danni fa, quando ascoltavo tanto rock, unartista come Lou Reed lo stato altrettanto. Sono anche un amante di Eric Satie, anche se questultimo entra in un altro aspetto del mio modo di vivere la musica ed, istintivamente, nella mia composizione, nel mio scrivere, nella mia vita... E cos anche Van Morrisoni Pink Floyd, Springsteen ognuno di loro sicuramente mi ha dato qualcosa. Tra gli Italiani ho tanto stimato Vinicio Capossela, Sergio Cammariere, Sergio CaputoSto dimenticando sicuramente altri importantissimistasera quando star nel letto dir:Oh noo, non possibile! (Risate generali, poi prosegue) Mi verr a citofonare questo o quellaltro artista e mi dir ma scusa (altre risate). Nick Cave per esempio, David Bowie, Bob Dylan! Comunque il mio artista Jazz preferito, lo dico tranquillamente, Thelonious Monk che io non considero solo un pianista jazz, ma e qui qualcuno avr da ridire qualcosa lunico cantautore jazz! Racconta delle storie con il suo pianoforte come fanno i veri grandi cantautori. I suoi assolo con il piano, sono la cosa pi bella che io ho del jazz. (Si ferma, folgorato da un nuovo nome) Bill Evans!
12. Ti definiresti pi vicino ad un melodico allitaliana o ad un crooner?
Io non mi sento di appartenere a nessuno dei due generi, ma se il gioco rispondere per forza ad una delle due domande allora rispondo: in modo assoluto ad un melodico allitaliana! Sono anche un amante della musica napoletana e, poi, tornando al discorso delle influenze, Ivano Fossati! Anche lui stanotte verr a bussare alla mia porta, insieme a Cesare Andrea Bixio e tutti gli altri!
13. Guardando i video mi ha molto colpita la tua gestualit, il danzare delle mani. E come se volessi spingere la relazione comunicativa oltre la parola, oltre la musica: un linguaggio non verbale che si coniuga con gli altri, un dirigere lorchestra interiore ed esterna od una scelta voluta, un espediente scenico per rafforzare la performance?
Forse, la prima ipotesi la pi calzante. Sento di dover aiutare la canzone: c una motivazione che nella mia storia musicale. Alcuni miei pezzi hanno vissuto anni di buio ed come se dovessi spingerli, dargli una mano. C il bisogno di liberarsi di certi sentimenti, un bisogno fisico. E qui torniamo allinizio dellintervista, il cerchio si chiude: c il corpo che partecipa.
14. Tor Bella Monaca?
Sono nato e cresciuto qui per lesattezza, al piano di sopra. Ho sempre vissuto la borgata senza viverla. Non avevo qui la mia comitiva, non passavo il tempo seduto al bar. Molti, forse, non mi conoscono. Ma conosco questa borgata meglio di tante altre persone: ne avverto le pulsazioni e canto. Non posso dire quanto abbia inciso sulle mie composizioni lessere nato e vissuto qui: non riesco a quantificarne linfluenza. A parte la canzone Il pullman Gino, uno dei miei pezzi ispirati a qualcosa di assolutamente vero. Quando ero piccolo, passava un pullman e lautista, un signore dai grandi baffi, si chiamava Gino. Gino faceva fermate per tutto il quartiere, caricava a bordo le persone, le portava ai cancelli (n.r. spiaggia pubblica del litorale romano) e, a sera, le riportava a casa.
15. Quando uscir il suo nuovo cd?
Prima dellestate, se ce la facciamo. (n.r. ed ecco che riemerge il Fedele lontano dalle logiche del marketing e della promozione).
16. Ci presenti i componenti della band che ti accompagna?
Si presentano da soli questi musicisti. Li avete ascoltati.
17. Per chiudere, vuoi dire qualcosa ai lettori ed agli scrittori de larecherche?
Scusate, mi sento poco bene. Scherzi a parte, direi loro: Continuate cos!.
(Interviene Maurizio) Vorrei ringraziarvi per limpegno, la preparazione, la puntigliosit. Vorrei dirvi che fate un lavoro incredibile. Frequento il sito e si respira la professionalit e la passione non fine a se stessa, vissuta da persone che amano ci che fanno. Vorrei dirvi grazie perch in questi tempi in cui tutto prevaricante, distorto, lontano dalla voglia di emozionare le persone, questo sito porta larte alle persone.