Pubblicato il 29/03/2025 15:34:20
Massimo Costa 'Storia di una Nazione: Politica e Istituzioni siciliane nei secoli' Rise&Press Editore 2024.
Si sa, col tempo le distanze si fanno pi lontane e le assenze troppo prolungate spesso si dimenticano. Cos, per contrastare questa verit, si dice che il passato prima o poi ritorna a rammentarci chi siamo. allora che non si ci pu dimenticare che esiste, che il passato parte di noi, di quanti lhanno vissuto in prima persona e anche di chi no ma che avverte di avercelo nel sangue, nel proprio attaccamento alla propria terra dorigine. Si dice anche che una terra possa entrarti nellanima e diventare madre adottiva di quanti la vivono nelle proprie viscere o per simbiosi elettiva, e anche di chi ne respira lafflato direttamente dalle antiche vestigia del tempo. Come appunto nel caso dellautore di questo libro, Massimo Costa, professore e studioso di scienze storico-sociali allUniversit di Palermo, travolto dalla fascinazione talvolta disarmante quanto accomodante, della storia narrata in questo copioso libro che invita a una riflessione approfondita e rigorosa del panorama storiografico, politico-economico e sociale della Sicilia nel corso dei secoli. Del resto cos accade, e quando accade, non si pu fare nientaltro che abbandonarsi ad essa, alla storia intendo, e di lasciarsi condurre nelle vicende speculari della vita di tutto un popolo, quello Siculo-Siceliota, e di una nazione che ha visto, nei millenni vissuti tra avvicendamenti e sconvolgimenti di tale portata che ne hanno cambiato i lineamenti originali: dagli archetipi dellinconscio collettivo a le ricerche sul simbolismo (Jung), agli antichi riti propedeutici propri delle credenze popolari (De Martino); dalle forme di religiosit autoctone relegate ai misteri ctoni riferiti alla Grande Madre (Pitr), proprio dellevoluzione del potere socio-politico-economico attraverso i secoli, che hanno segnato levoluzione siciliana (Sciascia, Tommasi di Lampedusa), solo per citarne alcuni. Una storia dunque, ma soprattutto un viaggio attraverso i diversi linguaggi socio-culturali-artistici che hanno dato luogo allodierno sviluppo dellevoluzione culturale delle popolazioni autoctone, un tuttuno con quelle migratorie derivate dalla colonizzazione dei poteri regnanti che si sono succeduti, e che hanno permesso la formazione e linterazione delle popolazioni rurali arcaiche, con quelle pi emancipate che hanno trasformato lo status isolano in confederazioni provinciali, quelle poleis nate sul dichiarato diritto alla libert dovuto alla antropica popolazione, stanziale sul territorio. Ma non tutto. Scorrendo i titoli riportati nellindice, suddiviso in capitoli di riferimento ai diversi periodi storici, troviamo ben altre argomentazioni relative alle colonizzazioni, alle conquiste e le dominazioni succedutesi, le conversioni religiose, i Vespri, le ascese regnanti, le dinastie, fino alla Costituzione del Parlamento autonomo del Regno delle Due Sicilie, lammissione della Regione Sicilia al Regno dItalia, e successivamente nella Repubblica Italiana e nellUnione Europea ecc. ecc. Quanto basta a fare di questo libro un vero e proprio vademecum verso la conoscenza che nei fatti non si limita a raccontare composti e accadimenti della storia dellisola quanto a ripercorrere le tappe della storia di noi tutti, intrisa s di sicilianit quanto di italianit, che irrompe nellavvicendamento della nazione italiana verso quella che oggi, nellodierna modernit dei suoi connotati democratici e repubblicani, arricchendo il panorama storiografico con nuove prospettive, che vanno dallaccoglienza allintegrazione dei popoli confinanti, dallapprendimento delle nuove tecnologie evolutive, allevoluzione socio-politica-economica antropica e solidale del nostro tempo. Con ci mi rivolgo a quelle nuove generazioni che nate negli anni 60/90, hanno conosciuto larretratezza, se non proprio labbandono del Sud, attraverso le molteplici e sporadiche, quanto faziose, promesse di un riscatto che non mai arrivato, i cui tentativi, pi o meno riusciti della provvidenza, per quanto aprissero a forme di contaminazione sociale, in realt hanno lasciate le cose preesistenti sul territorio, cos comerano: nella separazione di partenza, con impropri interventi che davano il cambio a iniziative che messe in campo, non venivano portate a termine, e che restavano le stesse, in contrasto coi neo-riti metropolitani, che si consumavano sul continente. Ci nellintento pi che mai falso cos si diceva allora e si sempre ripetuto di preservare identit, tradizione e radici di una presunta purezza e originalit incontaminata, in quanto bagaglio della propria cultura formativa, per quanto nel corso dei secoli, la cultura popolare della regione avesse subito a pi riprese linflusso di credenze e ideologie dorigini diverse, altrettanto solide, argomentate e diffuse in altre regioni limitrofe, tipiche di altri popoli: medio-orientali greci, turchi, albanesi, bizantini e islamici che gli isolani dellantica Trinacria, da sempre andata ospitando. Una prima constatazione infatti, fu che i cosiddetti portatori della tradizione, a differenza dei protagonisti della scena avanguardistica metropolitana, si mostrarono pi disponibili e adattabili a ogni nuova situazione e per nulla inibiti dalla questione identitaria. Per quanto, sul piano storico-teorico e sociale, prevalentemente in quegli stessi anni, si era approdati alla conclusione accademica di ridimensionamento della sfera elettiva, per cui: la tradizione uninvenzione, e l identit un mito. Nulla di pi essenziale del mito e niente pi affascinante dellinvenzione della tradizione per introdurre questo nuovo libro di Massimo Costa in cui, seppure sulla scia di una ricerca che inizialmente savvale di testimonianze sul campo, per lappunto il mito; tende a ricreare situazioni verosimilmente attendibili di un certo passato, direi alquanto suggestivo, dacch la re-invenzione poetico-narrativa ormai diventata latente, che si rianima per loccasione in queste pagine stracolme della vita vissuta di tutto un popolo, quello siciliano di oggi. Viene da chiedersi quale migliore forma di seduzione avvolge il lettore, se non quella di sentirsi protagonista di una storia che in qualche modo gli appartiene? Quale onesta sollecitudine lassale, allorch superato lo scoglio della memoria (che pu non avere presente), si ritrova a camminare sulle impronte dei padri e magari dei nonni, o di quei trisavoli che hanno segnato la storia di quella che oggi riscopriamo essere dappartenenza della nostra civilt? Non a queste domande risponde lautore di questo libro redatto con linguaggio schietto e verace al pari di un gioco di carte che si ripropone a quanti, seduti intorno al tavolino, magari (anzi certamente) davanti a una brocca di buon vino fatto alla vecchia maniera, si raccolgono a brindare alla salute! e alla vita!, dopo una giornata passata con la schiena piegata nel duro lavoro della terra, alla raccolta delle olive o alla mietitura, e perch no, al dolce vendemmiare. Purch poi si vada tutti insieme a ballare sullaia al suono della fisarmonica e del tamburello, sulle canzoni-a-storno che sincastrano nel tema della tarantella siciliana intonata sul friscalettu, tamburello, marranzano e fisarmonica, insieme al canto apotropaico del ciuri, ciuri, imprecazione, preghiera ed esaltazione, rito magico e divinazione, sullo sfondo di una religiosit sommersa che saggira ancora oggi sotto altre sembianze, e che entrata nella cultura musicale contemporanea, funge da suggestivo richiamo dinnumerevoli masse. Quella stessa suggestione che ha infatuato lo scrittore Massimo Costa andando alla ricerca delle proprie origini siculo siceliote, il cui contributo rappresenta un punto di riferimento per gli studiosi e gli appassionati di storia siciliana, e non solo, con unanalisi critica che invita alla riflessione approfondita sulla situazione attuale. cos che questo libro rientra in questottica fatta propria dallo scrittore nelle tante storie che lo compongono e nei suoi molteplici personaggi, che a volte assume aspetti propri della fantasmata, in cui i fantasmi del passato fanno ritorno a chiedere laggio o, a rivendicare laffronto della morte, i cui destini hanno lasciato il segno sullisola e hanno segnato grandemente gli isolani. Cos come i nuovi cittadini dellodierna Sicilia che in qualche modo invito a seguire quanto suggerito da Federico De Roberto (siciliano a tutti gli effetti) di dire al popolo quanto giusto e santo parlargli dei suoi diritti, ma quanto necessario e doveroso rammentargli anche i suoi doveri (dal romanzo LImperio), ma anche quello de I Vicer per intenderci. Fandonie daltri tempi, direte voi, ma che certe cose siano davvero accadute, di fatto innegabile. Ed eccoci cos arrivati al punto, per cui tanto vale lasciarci prendere dal rapimento della storia qui narrata e, poich pi delle parole contano i fatti, godiamo nel rileggerci comeravamo, non senza una certa complessit dintenti. Fatto che questo libro va a colmare un vuoto editoriale non indifferente, se pensiamo che ogni nostra regione italiota dovrebbe di per s conoscere le proprie origini e le cronache del suo e del nostro tempo.
LAutore: Massimo Costa professore ordinario di Economia Aziendale allUniversit di Palermo, attento studioso di scienze storico-sociali, con particolare attenzione alle istituzioni siciliane. La sua ricerca approfondita dello Statuto della Regione Sicilia e i rapporti finanziari con lo stato centrale ha contribuito a illuminare la complessa storia della regione, anche attraverso il libro Autonomia tradita? pubblicato da Rise&Press.
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