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Il raggiungimento di Mr. Nick

di Piero Passaro
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Pubblicato il 25/11/2017 15:32:51

Sabato. Il giorno che Mr. Nick preferiva di più in assoluto. Ciò non dipendeva dalla deprimente follia alienata che coglieva l'universo lavoratore;  tuttavia, a causa proprio di tutte quelle intervite unite in un'unica nube di intervita Mr. Nick trovava la sua più grande ed autentica gioia. 

Tutto era concentrato in precisi minuti, quelli che occorrevano lui per camminare dal suo freddo e isolato attico all'enorme sala bibliotecaria. Questa era una vecchia sala antica da poco rimodernata e poteva vantare diversi locali aditi alla ristorazione, alla consultazione veloce e perfino un sistema di accoglienza del personale incuriosito. 

Non era esattamente la saletta umida e vetusta del polo universitario che Mr. Fred proponeva sempre a Mr. Nick. Mr. Fred era un collega di Nick il quale condivideva alcune riflessioni sulla superficialità della società individuale di oggi. Ecco, società individuale era un ossimoro che Mr. Fred aveva coniato nelle discussioni, autolegittimando con forza questa sua visione sociale; essa consisteva nel sintetizzare come l'individuo singolo di una società avesse sviluppato un orribile superficie per coprire una vuotezza  consapevole proprio grazie al rapporto di tutti gli altri individui della società. Un vero morbo capace di riprodursi grazie al suo atto di riproduzione spontanea.

Mr. Nick comprendeva quella rigidità ma non la condivideva. Così, mentre Mr. Fred, durante il sabato della liberazione alienata della massa lavoratrice/consumatrice e tristemente consapevole o inconsapevole, preferiva godere di quella camminata fino alla sala moderna per sentirsi dentro anche lui stesso quell'insieme di anime.

La convinzione di Mr. Nick riguardo ad un'ipocrisia generale dell'oggi e dei tutti trovava moderate convinzioni in ciò che Mr. Fred applicava con forza e senza eccezioni; il pensiero di Mr. Nick però introduceva una speranza di ristagno. Perchè il ristagno? Il "cambiamento" era impossibile. Tutto il secolo novecento e la sua irresolutezza l'aveva confermato decenni per decenni. Quello che sperava Fred era il ristagno di quel vivere che guidava tutte quelle masse che avrebbe portato ad un risveglio.

Mr. Nick camminava attraverso quelle intervite singole osservandone gli sguardi e studiando le loro pose. Si rese conto che alla fin fine il concetto rivoluzionario di una classe inferiore su una dirigente aveva portato in fondo un risultato: la personalizzazione dell'inconsapevolezza. Mr. Nick quindi osservo il modo di esserci, lì dentro, di quegli individui. Mr. Nick cominciò a pensare.

La signora che governava il passeggino farfugliava come la gravidanza le avesse fatto perdere una forma fisica predefinita per i modelli di desiderabilità mentre il marito configurava lo sguardo su una passante e valida ipotesi di desiderabilità; lunghi tacchi di stivali in pelle e tutta l'aria dell'adolescenza che il marito voleva violare.

Un classico gruppetto di ominidi iper-tecnologizzati passeggiava portando alla mano quell'insieme di circuiti, condensatori e porte logiche racchiuso in una forma sottile e rettangolare poteva realizzare un bisogno che altri ominidi, in altre epoche, con altri aggeggi simili a clave potevano ugualmente mettere in pratica: essi registravano una illusoria onnipotenza dell'istante che ben si accompagnava all'illusione delle affermazioni cronologiche delle loro carte d'identità sociale.

Passando sotto la volta storica del palazzo che culminava con la sala che stava raggiungendo Mr. Nick assistette ad un'altra perfetta scena di intervita. Un uomo che suonava un sassofono ai margini del sistema tutto attorno aveva in quel momenti molti spettatori. Il pensiero di Mr. Nick era stato fulmineo sulla decisione di pensare a quelle persone attorno all'emarginato come degli spettatori rigorosamente visivi e non uditori di quella musica o di quei suoni.

Lo spettacolo durò poco, giusto il tempo di Mr. Nick di arrivare dinnanzi all'entrata della sala moderna. Il sassofono si fermò e tutte quelle intervite passarono oltre concedendo qualche moneta. Essi avevano assistito ad uno spettacolo; non era ascoltare il sassofono ma guardare qualcosa che col tempo soltanto sarebbe potuto diventare spettacolarizzabile. Il dramma vivente e mostrante era la constatazione che non riguardava quelle intervite attorno al sassofonista e così, come ogni cosa che non poteva sfiorarli, diveniva spettacolo pagato.

Mr. Nick sospirò e poi entrò nella sala. Continuava a chiedersi se la destinazione fosse meno importante del cammino. Poi pensò attentamente che la destinazione e il cammino coincidevano affinchè lui potesse veramente assistere e fare parte all'intervita totale. Il suo "essere passato" ed il suo "aver camminato" favorì - e favoriva - quel sentore alienato dei lavoratori/consumatori. Senza un'osservatore dell'intervita, l'intervita non era tale; esattamente come tutti gli individui una volta c'erano, poi furono.


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