Pubblicato il 02/11/2026 13:14:01
ho avuto io stesso l'idea, già a settembre, quando c'era la certezza che sarebbe venuto il freddo di adesso ma si poteva ancora disinteressarsene, di anticipare l'ora della sveglia per fare in modo che, all'ora solita, io fossi già partito per andare al lavoro nell'altra città, e mi pareva di dimostrare un senso di responsabilità che, in fondo, è il minimo imponibile dalle faccende della vita adulta. nessuno rimaneva impressionato dal mio zelo quando raccontavo che, con una decisione che reputavo sommamente logica e che perciò scambiavo per maturità, preferivo arrivare mezz'ora prima ed aspettare seduto in macchina l'orario d'ingresso, avendo evitato di poco il traffico dei pendolari, anziché permettermi una decina di minuti di tolleranza in più prima di uscire di casa, scelta la cui conseguenza sarebbe stata però il traffico inamovibile della prima ora di luce della giornata. questo mi sembrava un modo di ragionare, e di comportarmi, che mi distingueva in positivo.
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