Dunque so bene
Quando sputare i miei silenzi
Da quale fossa sporgermi
Per cadere addosso alla vita.
L’aria è satura di incomprensioni
In queste stanze occupate
Dalle assenze, le porte sbattono fuori
Ogni piccolo tentativo di riconciliazione
Con l’oscurità.
Non sopportano il rumore della pioggia
la replica che divento
Quando qualcuno viene a farla
Nel mio giardino.
Amo questa terra desolata
Questa lingua di sabbia scura
tra il televisore e il cesso
zona di frontiera
in mano allo Zolpidem Streuli
o al rubinetto che perde.
Cosa importa chi ero
La strada, il senso e il significato
quale destino, quale disegno.
Se state leggendo questi versi
significa che non ce l’ho fatta;
sono morto dalle risate
ogniqualvolta mi hanno scarabocchiato.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Michele Gentile, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.