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Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Domus Dei

Argomento: Letteratura

Saggio di Luciano Nanni (Biografia)

Proposta di Lorenzo Bonad »

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Pubblicato il 12/07/2013 00:52:02

Lorenzo Bonad
Domus Dei

Arduino Sacco Editore, Roma 2013, pp. 60, 9,90.

Poe nel suo racconto Luomo della folla parla di un libro che non si lascia leggere: Domus Dei di Bonad al contrario un libro che si deve leggere e che una volta aperta la prima pagina ci attrae al punto da seguire una storia che non solo ipotesi. Ci che ne costituisce la sostanza il paradosso, o meglio ci che tale potrebbe apparire. Come certi poeti maudits c un segnale lontano che ci perviene: allAlchimia del verbo si sostituisce quella del Nulla, alla fame di pietre quella dellaria ma poi i riscontri finiscono praticamente qui.
In primo luogo il linguaggio destoricizzato pone delle idee e prosegue in un percorso interiore ed esteriore in cui la bellezza, sia pur caotica, mai si deturpa, a volte la ritroviamo nellorrore, in una presenza biologica scavata fino in fondo, che non esaurisce la psicologia del personaggio in virt della sua molteplicit: ho vissuto centinaia di incarnazioni (p. 9); e ogni volta il ruolo si espande per poi ridursi e far nascere il suo contrario. un prezzo che si deve pagare: per divenire Santi, bisogna essere stati prima Criminali (p. 24). Ne consegue che il riprodursi nel tempo rappresenta anche lincontro delle nostre diversit, quel che ieri si era oggi non si pi: un divenire incessante, che scardina qualsiasi certezza, n sappiamo distinguere tra realt e sogno o lestremo limbo dei paradisi artificiali.
Nel viaggio tra spirito e materia incontriamo sfasature e passaggi obbligati entro cui si tenta di costruire un punto fermo, ma lelemento primario ci sfugge, n uneventuale analisi decisiva, poich le nostre percezioni ci ingannano quando cerchiamo di fermare il moto perpetuo delle cose o rievocare istanti fuggevoli, perci non si pu essere puri se non nelle intenzioni: tutto contagio (p. 35). Lautore non vuole che la sua opera possa divenire oggetto di studio (p. 41) perci ogni indagine appare fuori luogo, per quanto una struttura esista nelle varie sezioni che partendo dal Prologo arrivano allEpilogo, l dove il gioco finisce (p. 59): esiste quindi un prima e un dopo fissato in modo perentorio.
Vanno allora comprese le rivelazioni che evidenziano la gratuit dei segni e delle scelte, anche se il poeta afferma che sar sempre contro (p. 26): il tentativo di uscire da una identit finisce per mostrare la doppia superficie dellio, per cui le azioni si riflettono luna nellaltra, agendo quale parte oscura o luminosa, per incidere in una storia che sempre unica e irripetibile.
Questo profetico fanciullo ci consegna intuizioni che vanno oltre la sua stessa linea di esistenza: a tratti si intravede la verit, forse nellimmagine fulgida e dolente che troviamo (p. 9) come in un ampio cerchio che conclude ma non si oblia, figura angelica e violinista in erba un suono suggestivo di cui rimane leco in altre, inesplorate cattedrali.

Luciano Nanni giugno 2013

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