Pubblicato il 31/08/2013 15:18:14
Note critiche a La distanza č sempre la stessa di Ninnj Di Stefano Busą
a cura di Floriano Romboli
Cara e gentilissima professoressa Di Stefano Busą, la ringrazio ancora per il cortese invio delle sue ultime pubblicazioni e le sono grato per la stima che mi dimostra e che ritengo davvero superiore ai miei meriti. Ho letto i libri con lattenzione dovuta al suo impegno letterario tanto rigoroso e diuturno e non esito a esprimerle un vivo apprezzamento per un lavoro poetico di cui mi preme mettere in risalto innanzitutto la non dispersivitą, o meglio le doti di organicitą e di spiccata coerenza che lo caratterizzano. Infatti, rileggendo, qualsiasi lirica si rivela tessera preziosa di un mosaico cioč di un universo di pensiero ove felicemente tout se tient. Nei versi mi sembra dominante lidea che la realtą oggettiva č come una crosta dura e opaca, fissata in un suo equilibrio predeterminato e soverchiante, in un gorgogliare/ di vuoti, di assenze(La distanza č sempre la stessa, p.18), e la voce della poesia risulta infine un qualche nulla che č uguale/ ad altro nulla e vince sempre/ il buio dopo la luce (La traiettoria del vento, p.18). A ben vedere perņ la sensibilitą dellautrice focalizza lambivalenza insita nellordine delle cose, il suo profilo costituzionalmente contraddittorio che appare evidente allorché si ascolti ciņ che vibra, si agita, si accende sotto la superficie anonima, spenta, impersonale: č il complesso dei fremiti, degli slanci, delle irrequietudini soggettive che si palesano in una dimensione di attimalitą creativa, in situazioni in cui la coscienza, ma anche la fisicitą individuali rivendicano autonomia e un valore peculiare. Considero significativi al proposito questi versi de La distanza
(p.34) :
Un corpo č sempre un corpo, anche nel sorriso che esprime il possesso, lalteritą di un sogno che vi cresce dentro, quando con naturalezza ci attraversa veloce un altro sangue, e rifiorisce nelle vene il senso del mondo, nudo e segreto.
Un discorso artistico-letterario teso a sottolineare ed esplorare la contraddittorietą del vivere la tensione intima ad un altrove (Effusioni daria, sobbalzi corporali, La distanza
,p.35) e il suo doloroso ricadere, il suo annullarsi, soffocata predilige una formalizzazione dei contenuti etico-intellettuali tramite la figura unificante dellantitesi. Le antitesi invero costellano i testi, e vorrei segnalare specificamente quella fra buio e luce, interessante non solo per la frequenza quantitativa, bensģ soprattutto per la valenza qualitativa e pregnante nelląmbito dellipotesi interpretativa in precedenza suggerita. Mi permetto, a titolo puramente indicativo, una citazione da La traiettoria
:
Resta solo un alone nel cono dombra delle lune, unerba sfaglia dove sorge stupito un altro giorno e uniride scintilla, ride con la riva (
) Non resta che un campo di maggese, un segnale fiammante, che non cede
(p.100) ;
e due da La distanza
:
Ogni cosa si attorce al suo stesso male, come falena brucia alla sua fiamma tutto depreda il fuoco e la sua vampa, perché dal nulla lanima si oscura (p.17) ; ******** Batte sulle inferriate la vita, non accetta il pronostico del dolore, semplicemente si apre su di esso come una melagrana nel buio, genuflette lumi sullabetaia
(p.30)
Lultimo brano menzionato presenta altresģ lantitesi libertą/ coazione e altre (vuoto/ pieno, essere/ nulla) si potrebbero segnalare, analizzando diffusamente entrambe le sillogi. In conclusione penso che la sua poesia sappia esprimere con efficacia, grazie alla notevole sapienza compositiva, allincisivitą stilistico-formale che la contraddistinguono, lo spessore concettuale di una posizione culturale sofferta e meditata. Floriano Romboli
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