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Tappeto volante

di Michele Rotunno
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Pubblicato il 11/03/2011 20:09:51

Tappeto volante

Mi capita spesso di cadere in una fase involutiva della fantasia, volgarmente si dice perdere il ritmo, e non sono riuscito, dopo tanti anni di vita sulle spalle, a capire da cosa dipenda. Spesso succede a causa di avvenimenti che come ostacoli in una corsa campestre si parano davanti costringendo a deviazioni o semplicemente a modificare appunto il ritmo della corsa.
Ultimamente, per la verità da Natale suppergiù, vuoi per problemi di salute, vuoi per problemi familiari, vuoi per intoppi dell’apparecchiatura mediatica, mi sono lasciato letteralmente andare. Inutilmente non so quante volte mi sono lasciato sprofondare sulla poltroncina a rotelle davanti a questa infernale macchina sforzandomi di ritrovare quel feeling che per tanti mesi mi ha consentito di scrivere pagine su pagine di racconti, aforismi un inizio di romanzo fermo già da tempo al secondo capitolo.
Ogni volta che ci ho provato sono rimasto addirittura per ore davanti lo schermo ad osservare incantato una bianca scogliera della Cornovaglia e a nulla è valso l’essermi sintonizzato sulle mie radio preferite, cinque in tutto, la già citata radio Monacensis, a cui vanno ad aggiungersi Celtic-rock, Calm-Radio Celtic, Bretagneblog e buon ultima Cinemix, l’unica che trasmette non stop musica da film.
Ogni volta il massimo della mia operosità è stato giocare a majong con la mente abbandonata a se stessa sotto l’effetto di una musica celtica o di qualche colonna sonora. Nei rari momenti di lucidità sono riuscito finanche a leggere la posta e qualche racconto postato sul sito, addirittura scrivendo anche un debole commento, spesso pro-forma, tanto per non perdere l’abitudine e i contatti con il mondo. Tutto nella speranza che l’estro ritornasse da chissà dove è andato a rintanarsi. Niente, la pagina del Word è rimasta totalmente immacolata, nemmeno un tiepido tentativo di scarabocchiare qualche insulsa lettera alfabetica.
Alla fine, come un novello Alfieri, mi sono deciso quasi a legarmi alla poltroncina, ho acceso il pc, formato ultimo modello, ho aperto la pagina del Word – nuovo documento, mi sono sintonizzato su Cinemix dove ho trovato una splendida musica, ritmica e non assordante e, con una mano sul bordo della tastiera, quasi a impedirla di scappare via, e l’altra a tamburellare sul mouse, mi sono lasciato andare in trance. Cacchio, prima o poi questa maledetta scintilla dovrà pur scoccare. In fondo si tratta solo di un imput, poi si scatenerà un’eruzione vulcanica. Aforismi, racconti e quant’altro (tranne le poesie) saranno eruttate dalla mente a ritmo vertiginoso.
Questa era la speranza, sperando che non restasse tale. Lentamente mi sono lasciato andare sempre di più sulla poltroncina, la mente, sotto l’effetto della musica, ha cominciato finalmente a muioversi nella direzione giusta, immagini, alcune provenienti da un lontano, infantile, passato, si sono avvicendate davanti agli occhi, ma senza raggiungere quella parte della mente che invia gli impulsi agli arti superiori. Cosicchè le mani sulla tastiera sono rimaste immobili con gli indici puntati e contrapposti come nell’affresco della Sistina.
La mente, nonostante tutto, ha continuato a viaggiare come un’anima lasciva adagiata su un alato tappeto volante. Alle bianche scogliere della Cornovaglia si sono susseguite quelle di Westminster ed ancora di Stonehenge, qualcosa ha iniziato a prendere forma, un leggero formicolio ha attravesrato carpo e metacarpo, falange e falangette, ancora un istante e la prima lettera sulla tastiera sarebbe stata finalmente raggiunta.
Si apre la porta dello studio, fa capolino una massa di capelli castani, una vocina dal tono perentorio esclama “Papà, quando hai fatto non spegnere che mi serve il computer”.
Puff, Come due tessere drago del majong che si accopiinano, così la mia mente si apre alla triste realtà. Visi e volti conosciuti e solamente immaginati si guardano intorto straniti e mestamente svaniscono, la pagina del Word sembra guardarmi beffarda, con un moto di stizza clicco sulla crocetta rossa. Non mi appare nemmeno la scritta se voglio salvare il contenuto. Giuro che se fosse apparsa avrei scaraventato il pc fuori dalla finestra.

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