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L’imprevisto del 30° parallelo

di Michele Rotunno
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Pubblicato il 11/05/2011 21:46:58

L’imprevisto del 30° parallelo

È cronaca recentissima. Periferia di Islamabad, un commando di forze speciali USA attaccano a sorpresa una villa fortificata e uccidono Bin Laden, poi avvolgono il cadavere in un telo e lo portano sull’oceano indiano dove lo lasciano sprofondare in alto mare. Esultanza negli Usa e tra la popolazione occidentale. Euforia dei capi di stato, Obama in primis.
Fin qui la cronaca, a seguire i primi dettagli. Circola una foto del volto del principe terroristaorrendamente tumefatto, viene da chiedersi come l’abbiano ucciso, se a colpi di mitra o con i calci dei fucili mitragliatori. Orrore nel mondo e primi dubbi.
Qualcuno si prende la briga di analizzare al microscopio, si fa per dire, l’immagine della foto e sorge il sospetto che l’uomo raffigurato non sia il famigerato Bin Laden. Arrivano le smentite e le contro smentite. Ci si chiede perche tanta fretta nel far sparire il cadavere. Si noti bene, letteralmente far sparire non seppellire da qualche parte ma proprio sparire. A rintuzzare i dubbi espressi dagli scettici interviene la stessa famiglia Laden ad assicurare che il cadavere sia proprio quello del famoso terrorista. A questi si aaggiungono anche dettagli non richiesti e quindi assolutamente gratuiti. Gratuiti perché manca la minima documentazione e prova di quanto sia realmente accaduto in quella villa. Perciò gli interrogativi restano e senza risposta esauriente.
Il mio dubbio, probabilmente condiviso da molti. Non riguarda morte del terrorista, perché questa ritengo sia certa, ma piuttosto quando sia avvenuta. In altre parole sospetto che la morte di Bin Laden sia avvenuta anni fa, forse appena dopo l’attacco alle Torri, ammesso che anche questo ci sia realmente stato. Certo sono consapevole di mettere molta carne al fuoco ma con un po’ ragionevole pazienza posso rendere chiaro il mio pensiero.
Mi verrebbe da dire: cominciamo dal principio ma in questa storia di ampio respiro è proprio il principio che non si riesce a ben definire. Nella Bibbia si legge che in principio c’era il caos, nella nostra storia bisogna dire che al principio c’erano gli USA, con la loro manifesta potenza e superiorità mondiale. Purtroppo tale potenza non sempre riesce a concretizzarsi come si vuole e spesso gli intoppi sono tanti e tali che occorre forzare un po’ la mano per raggiungere gli scopi prefissi.
Uno scopo di primaria importanza per gli Usa è sempre stato quello di dominare quella parte del mondo che produre, oggi e forse ancora per un centinaio d’anni, l’unica vera ricchezza mondiale: il petrolio. Per arribìvare a controllare con sicurezza quella parte del mondo non è facile, vi si frappongono ostacoli insormontabili rappresentati da centinaia di milioni di abitanti, decine e decine di governi e una religione che non si piega volentieri ad essere dominata dal pensiero occidentale. Cosa bisogna, quindi fare per aggirare questi ostacoli e accorciare i tempi? Semplice trovare un espediente (e gli USA in questo sono veri maestri insuperabili) che giustifichi un intervento plateale.
L’intervento a cui si pensa dev’essere clamoroso tanto quanto e forse anche di più di quello escogitato a Pearl Harbor, soprattutto ecclatante. L’idea c’è, prende forma e si concretizza. Le Torri gemelle, che proprio in quel periodo stanno attraversando un nebuloso periodo intriso di vari interessi economici. Il piano prevede un finto attacco da sferrare, guarda caso, in una mattina di settembre di un giorno non lavorativo, tanto da ridurre al minimo le conseguenti e calcolate perdite, per la maggior parte personale di bassa manovalanza.
L’operazione viene portata a termine, vi è anche il capro espiatorio: un pericoloso e notorio principe del terrore di nome Bin Laden il quale, per la verità, ha una strana reazione alla notizia che lo coinvolge. Dapprima cade dalle nuvole e poi, quasi ringraziando gli USA per il piacere che gli fanno, si auto appropria della paternità. Veramente anche questa seconda fase avviene quasi con timidezza, come se avesse paura di essere smascherato. Vedete sono io che ho rubato la marmellata, ma intanto nasconde la mano non perché sia sporca ma pulitissima.
Gli USA ottengono in tal modo il lasciapassare politico per operare a piene mani in medio oriente, cade sotto i loro colpi un altro testa di montone, Saddam Hussein, che fino a quel momento sono più le cose sbagliate che ha fatto di quelle giuste. Per carità non era uno stinco di santo ma che si preparasse a una guerra atomica è di la da dimostrare.
Il popolo americano plaude ai nuovi eroi e intanto comincia a contare i morti per stillicidio, una media di una decina al giorno, quando va bene e quando ci viene detto, e i fondamentalisti si trovano a vivere una seconda e fiorente giovinezza. Chi mai avrebbe detto loro che sarebbero assurti alla notorietà mondiale con un capo spirituale come Bin Laden e grazie proprio al loro nemico principale. Roma da matti.
In questo conseziente stallo si è andati avanti per un decennio. Gli USA a insistere nel dare la caccia al fantomatico Bin Laden, sempre più inafferrabile come e meglio di Fantomas, e a nulla servono le dicerie che lo danno spesso e volentieri già morto e seppellito. Saltuariamente compaiono video che lo mostrano, ora ringiovanito, ora invecchiato, ma sempre pronto a dare battaglia e promettere sfracelli. Mai, però, se ci si fa caso, a commentare un evento realmente accaduto in tempi recentissimi alle sue esternazioni.
Ovviamente il conseziente stallo non poteva certamente durare in eterno, prima o poi Bin Laden le cuoia doveva pur tirarle una buona volta, solo che non c’era lcuna fretta, con calma bisognava preparare un evento, soddisfacente per tutti, per farlo uscire di scena. Ma, come si sa, la gatta nella fretta fece i gattini ciechi.
Fino ai giorni nostri la figura di Bin Laden ancora vivo e vegeto faceva comodo a molti, agli americani in primo luogo, ai foindamentalisti che potevano godere di una guida spirituale da mostrare quando faceva comodo e, fin’anche, alla famiglia Laden che in tal modo avrebbe mantenuto una sicura considerazione nell’ambito islamico. In pratica, quel poveraccio di Bin Laden si è trovato ad essere una star per circa un decennio senza sapere neanche come e perché.
Quanto tempo sarebbe durata questa farsa? Non si sa, certamente non in eterno, ovviamente senza che qualcuno o qualcosa venisse a rompere le uova nel paniere. Invece proprio qualcosa si è verificato, un imprevisto che nessuno avrebbe mai preso in considerazione, un imprevisto che prende il nome di 30° parallello. Ovvero la crisi del 30° parallelo.
Come un vulcano che si credeva spento del tutto e improvvisamente erutta cenere e lapilli il mondo arabo, che occupa all’incira tutta la fascia di questo parallelo e che va dal Marocco all’Egitto, allargandosi poi in Siria e di Bhareim, improvvisamente insorge contro i propri governanti, despoti ultradecennali e, guarda caso tutti amici del mondo occidentale. Moubarak, Ben Alì, Assad esoprattutto il variopinto Gheddafi, vengono contestati e assaliti da folle di uomini esasperati, stufi di vivere una quotidianità fatta di stenti.
L’eruzione islamica avviene tanto rapidamente da sconvolgere qualsiasi strategia, che sia occidentale o integralista, sia gli Usa che la famigerata Al Quada ne restano attoniti. Non sanno che pesci pigliare. Per quanto riguarda i primi, lo sconcerto è palese, non sanno come schierarsi e soprattutto con chi, per i secondi, invece, la sorpresa è totale. I fondamentalisti, come si evincerà dalle cronache, sono del tutto assenti e, soprattutto, spicca l’asenza del loro capo indiscusso: Bin Laden, appunto.
Ci si chiede dove sia, perché non interviene? Ovviamente i maligni si sbizarriscono in battute al vetriolo, che abbia esaurito le pellicole per la cinepresa, che sia andato a curarsi i reumatismi in qualche amena località termale, che stia trombando come un pazzo con le sue concubine, tanto per fare un dispetto a qualche occidentale. Comunque è un’assenza che pesa proprio perché tale.
In molti si chiedono poi seriamente dove siano davvero finiti gli integralisti e la domanda costringe la strategia USA a intervenire, cioè ad affrettare quel passo che tanto a lubngo era stato accantonato in attesa del momento giusto. Solo che il momento giusto è arrivato inaspettato cogliendo tutto l’entourage della CIA fuori posizione.
A questo punto occorreva correre ai ripari e cioè far morire una volta per tutte e in modo inconfutabile Bin Laden ma, come già detto all’inizio, la fretta ha fatto compiere una serie di errori uno più incredibile dell’altro e, ironia della sorte, a venire in soccorso è stata proprio la fazione che più ha beneficiato fino ad oggi della finta vita di Bin Lade, la propria famiglia appunto.
Torniamo alla fine alla cronaca. Si compie la cosiddetta azione militare, si afferma l’avvenuto successo, si mostrano delle foto raccapriccianti, si fa sparire il corpo e Alleluhia, il gioco è fatto. Restano percò gli interrogativi della gente che non è tanto disposta a farsi prendere per i fondelli.
Allora, primo interrogativo, perché far sparire il corpo? Semplice perché solo così si può far sparire il dna dell’uomo ucciso e passato per Bin Laden.
Secondo interrogativo, perché sfracellarne il volto? Anche questo ha una sua risposta, si deve cammuffare la vera sembianza del morto e non farla comparare con le immagini storiche ampiamente disponibili.
Rriflessioni: non sarebbe stato più ovvio esibire il cadavere come un trofeo, visto che poi sono state esibite della raccapriccianti fotografie che tanto ricordano i capi briganti del nostro meridione dopo l’unità d’Italia, solo che in quel caso i corpi furono addirittura esposti al pubblico vilipendio?
Ancora, è giustificabilissimo, tanto considerato, che sia i capi del movimento estremista che gli stretti familiari abbiano avvallato la tesi americana. In fondo è grazie a questa tesi che per anni sono riusciti a mantenersi al centro dell’attenzione e della popolarità. Immaginiamo cosa sarebbe successo se fosse benuto alla luce il mega imbroglio di un Bib Laden morto dieci anni fa e fatto credere vivente per tutto questo tempo. Credo che sarebbe crollata, oltre alla credibilità degli integralisti, anche la loro fanatica fede. Hai voglia, oggi, a proclamare disastrosi eventi, simili a quelli sulla fine del mondo, nessuno ormai li prenderebbero sul serio.
Anche le attuali minacce rivolte all’occidente promettenti violenze inaudite somigliano sempre di più ai colpi di coda di Hitler quando rintanato nel suo bunker si faceva coraggio millantando super armi e vaneggiando distruzioni immani, come se non bastavano quelle già compiute.



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