Pubblicato il 14/11/2009 20:46:00
Tra noi è finita. Lo capisco dal vuoto, dal silenzio e da questo grigio cielo triste. Non è colpa del tempo, né dei miei vestiti logori o del tuo cappello di lana tirato giù, sino agli occhi. C’è inquietudine in noi, sulla pelle e in questa calma apparente fatta di sguardi assopiti e distratti che girano intorno e rimangono distanti. Non è cessata la pioggia e il cielo, più grigio del solito, è adeguato a noi, al nostro umore, al tuo sguardo che fissa lontano, all’orizzonte, quei cirri di nubi sfiancate alla mercé del vento. E’ finita. Doveva pur finire, prima o poi. Meglio prima, meglio adesso che ancora conserviamo rispetto e stima. Avverto la mano che vorrebbe raggiungere la tua ma che rimane ferma intuendo i tuoi pensieri in riserva. Identici ai miei. E’ finita, lo capisco e lo capisci. Sono il vuoto e il silenzio, non le parole a dircelo. È soprattutto l’alba. Quest’alba, uguale e differente da tutte le altre, con le sue tracce fresche, le sue lunghe trecce e quel colore che disegna di profilo i nostri sguardi vuoti e la flebile angoscia. Accenni e trattieni un ultimo singhiozzo. Mi volto a guardare i fiori di plastica sul davanzale della finestra, concentrandomi per catturare il rumore del vento e di respirare l’aria che percorrono gli occhi. E’ finita, lo capisci e lo capisco. Il tuo vuoto è uguale identico al mio. Sono i tuoi occhi e il mio braccio, la cenere sul pavimento e questa nostra alba, rotta.
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