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Franca Alaimo
- 21/04/2013 23:03:00
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La mia amica, Francesca Simonetti, avendo difficolt nella gestione della tastiera del computer, mi incarica di porgere il suo sentito e sincero grazie agli attenti e sensibili commentatori del suo e-book, e anche a tutti quei lettori che, anche se non hanno lasciato un commento scritto, si sono interessati alla sua poesia. Un sentito grazie da lei rivolto ai direttori della rivista ed alla redazione che hanno curato ed ospitato il suo primo e-book.
Mirella Genovese
- 02/04/2013 11:47:00
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Coscienza incorruttibile e guerriera il refrain di questa poesia desordio di Francesca Simonetti (1993) oggi ristampata da La Recherche, che disvela quella poesia delle cose ove imprigionato - quasi con catene michelangiolesche vive limmortale inconscio collettivo. Non una poesia che mira al diletto nel tentativo di disvelare una poesia annidata in un terreno infido di serpi e sterpi, bens approfondimento delle radici che coagulano il tormento e la gioia dellessere e del divenire: il canto della resistenza stoica del poeta, che, prigioniero, canta un canto di dolore e di gioia, sempre lontano, sempre pi lontano dalle proprie radici. Nella raccolta ricorrono alcuni lemmi, pilastri della poesia e della vita della Simonetti: fiamma della coscienza, diversit che ingenerano disarmonie, i meandri del cuore, il cammino della memoria, la solitudine, ecc E lautunno carico di promesse, pi che la primavera. E la solitudine creativa e consente di guardare negli abissi dellanima e rinascere con desideri e orizzonti nuovi. Tale poetica consente allautrice di lanciare uno sguardo ed uno sguardo sghembo sulle storture della storia e sulle sue menzogne, perch mai la guerriera Simonetti rinuncia alla ricerca disperata dellarchetipo di perfezione assurdo filosofico che si dipana nelle mani, che stringono ancora ci che resta dellincontaminato, anche se, nellangoscia di un centro storico violato, un archetipo di futuro angoscia lio infinito. Nonostante gli orrori della Storia passata e del quotidiano dissesto, Francesca Simonetti persiste nella sua resistenza perch pi importanti siete voi, frutti dellalbero, esposto alle intemperie che le cime hanno sfrondato ma giammai divelta dalle radici. I lemmi gi citati saranno i fondamenti anche della poesia futura della Simonetti - anche se, nel tempo, le tematiche saranno soggette a oscillazioni e sviluppi e si diversificheranno per luso degli strumenti linguistici, come osserva Franca Alaimo nella prefazione allattuale riedizione. Gi in Lessenzialit della speranza (2003) la Simonetti celebra la funzione della memoria, che coincide con lessenza della bellezza, nostra estrema forza e con la forza della poesia che pu sconfiggere anche la morte. Le Muse di De Chirico, infatti, presenti nella loro astrazione in Poesie per una conversazione attraversano tutte le raccolte successive e, in particolare, Per versi necessari peregrinando (2006), Nei meandri del tempo a ritroso (2007),Indagine postuma (2007). Diventano addirittura velenose nellultima raccolta, Inedita per vestigia (2010), pronte a colpire chi dissacra la sacralit della parola specchio di bellezza e tomba per la stessa morte.
Mariolina La Monica
- 21/03/2013 13:28:00
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Forti convincimenti etici rafforzati da un notevole influsso spirituale e da unestrema sensibilit aprono locchio sulla realt interiore di Francesca Simonetti, che scruta con lucidit e rigore luniverso circostante e svela la sua anima guerriera eppure esile, accusa le storture sociali e individuali che ledono il respiro dellessere, coglie le evanescenti radici su cui si basa lodierna realt in un il silenzio che sfalda e non accoglie le verit proposte dallo spirito. Ed ecco, ancora una volta, emergere da quella che una delle raccolte degli esordi, la sempre presente coscienza critica della poetessa, in liriche attualissime che traggono la loro ricca fonte ispiratrice dalla ricerca intima di una verit totalizzante che riporti luomo alluomo attraverso lattenta rilettura di quel che siamo e di quel che divenuta la societ, e schiude il nostro intimo alla fiduciosa aspettativa dellautrice, ad un auspicabile mutamento delle cose, nel penetrare in noi e ricucire i nostri brandelli interiori nellabbraccio del Cristo, nella luce della fede. Per concludere, poesia autentica che accosta alla potenza la fragilit che ci fa anime: il bisogno di una carezza, di una svolta redentrice che liberi le nostre smarrite essenze nella suprema armonia del visibile e dellinvisibile.
francesca luzzio
- 14/03/2013 12:40:00
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La poetessa ha una chiara consapevolezza del male materiale e morale presente nel mondo,nella societ e con versi di cristallina pregnanza semantica, lo registra e lo denuncia. La poesia pu salvarci dalla degenerazione che inquina la realt, pu segnare lincipit di un rinnovamento se le parole diventano prassi di vita e Francesca Simonetti crede in tale ruolo impegnato della scrittura.
anna
- 09/03/2013 19:11:00
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La poesia di Francesca Simonetti una testimonianza di vita e di esperienze intrisa di un alto senso etico. La poetessa guarda con occhio lucido e disincantato il disvalore che il nostro tempo ha accumulato e ne denuncia i danni.Il suo sguardo si volge al passato con il rimpianto per tutto ci che lumanit ha perduto, non a caso, infatti, nei suoi versi ricorrono con frequenza i termini lessicali "ancestrale" e "archetipo", a suffragare la necessit di un ritorno ai valori primigeni. Sentimenti e riflessioni si alternano, ora generando nostalgia, ora esternando una rabbia pacata.Auguri,Francesca
Guglielmo Peralta
- 06/03/2013 18:38:00
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Ho avuto il piacere di recensire, alla sua prima pubblicazione, questa silloge poetica, ancora attualissima dopo tanti anni, per cui ha fatto bene la Simonetti a riproporla per gli amici de LaRecherche. Riporto qui alcune note critiche espresse in quelloccasione. Il testo, oltre ad essere una dichiarazione di poetica, una sorta di manuale per luso della poesia come iter spirituale necessario "per seguir virtute e canoscenza". La conversazione assume il senso di una conversione, di un cammino verso un nuovo orizzonte, verso un vita nuova affrancata dalla barbarie. La poesia pu orientarci in tal senso, pu assolvere la sua funzione di guida in un "mondo (che) s perduto/in rigagnoli melmosi". Cantore dellorizzonte il poeta. Egli in grado di cogliere visioni radicalmente nuove, di guardare alle radici invisibili di una realt che solo apparenza e, in quanto tale, menzogna e seduzione,speranza e perdizione, prigionia ed evasione. "Il poeta raccoglie radici/al posto dei fiori/ruba lessenza delle cose/per quanti vedono soltanto/la superficie inerte!". Sotteso al pessimismo c, in questa silloge, un forte bisogno di riscatto, una paziente attesa di un improvviso e possibile rivolgimento. E la conversione delluomo pu giungere con la ritrovata parola rigeneratrice delle verit eterne e con la certezza della divinit svelata dallo "sguardo umano" del Cristo cercato e ritrovato. La poesia la grande interlocutrice che ci apre alla Verit e che ci fa creature nellineluttabile teatro della vita, pronte a vivere fino in fondo e in piena autenticit la parte che ci assegnata dal celeste Autore. Lomaggio a Quental questa speranza di ritrovarci nel disegno creaturale una volta che, "smarriti figli del Novecento", avremo abolito le epoche e la storia. In un "allora" senza tempo saremo poeti e interlocutori in convers(az)ione eterna.
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