Pubblicato il 05/12/2007
Bast far passeggiare lo sguardo un po a sinistra. Rimase come una farfalla nella ragnatela di un ragno. Vittima di un agguato.
Quegli occhi un po a mandorla, incorniciati da ciglia lunghe e discrete, lo stavano attendendo da sempre. Ebbe appena il coraggio di spostare lo sguardo un po in gi e accorgersi di una bocca semplice e un po screpolata, che andavano a porre un altro tassello per il mosaico di un viso bellissimo, semplice, genuino.
Chi sei tu ? pens repentinamente Davide, passandosi la mano tra capelli come per liberare la vista da un ciuffo ribelle. Chi sei tu che mi attendi da sempre?. Non volle trasformare in suono quel pensiero insistente che rimbalzava tra i corridoi della sua mente.
Cerano troppi ostacoli tra lui e quel volto. Ma nonostante tutto gli occhi misteriosi e quelli di Davide, valicando la breve distanza, erano ormai inscindibilmente legati.
Lautovettura guidata dal pap di Davide e quella su cui erano fermi quegli occhi, distavano pochi metri. Due caselli per lingresso in autostrada erano la loro reale distanza.
Davide avrebbe voluto abbandonare il suo sedile posteriore e proiettarsi a pochi metri pi in l. Gi ma che cosa avrebbe potuto dirle, pens.
Beh, intanto si sarebbe atteso che anche lei avesse fatto lo stesso siccome si stavano secondo Davide attendendo da sempre. Lei? pens ma avr un nome questa lei. Questo volto si chiamer in qualche modo. Ma come! Quel che certo che ci attendevamo da sempre e finalmente ci siamo trovati. Solo che ancora non so il suo nome. Forse non credevo di doverla incontrare proprio oggi non sono preparato. Si agit Davide tra s e s.
Pens di istituirne uno cos dufficio. Come a quei neonati che si trovano davanti alla porta di una chiesa senza nessuna indicazione. Decise di chiamarla Francesca. Come sua nonna. Le labbra screpolate glielavevano ricordata nettamente!
ora scendo pens Davide corro alla sua macchina posta due file pi in l. Apro la porta e le dico Francesca, ti ho ritrovata! Vieni .
Davide lanci unocchiata avanti e vide che la fila di ingresso per lautostrada si accorciava sempre pi: ebbe il segno chiaro che non sarebbe rimasto molto tempo. Occorreva sbrigarsi e farlo subito.
Il piano era perfetto. Attorno tutto taceva: il pap impegnato a cercare le monetine per pagare il pedaggio non si sarebbe accorto in tempo della fuga, la mamma un po addormentata cullata comera dal viaggio e soprattutto la sorellina Silvia distratta dal suo giocattolo nuovo non avrebbe opposto resistenza allinconsueto gesto. Davide era amante dellavventura. Almeno di quella vista in TV. Ma non avrebbe mai pensato di diventare protagonista di una rocambolesca fuga. Comunque non cos presto, a soli 12 anni.
Il tempo di batter ciglio e di visionare la situazione intorno e Davide rialz lo sguardo per non perdere il contatto con Francesca.
Un immenso tir si era allineato in coda per lingresso in autostrada proprio nella postazione di met rispetto a quella dove era in coda lauto del pap di Davide e quella di Francesca. Una tragedia pens Davide facendo quasi scivolare quel pensiero sulle sue labbra per lagitazione. Questo bestione mi far perdere le tracce di Francesca. Mander a monte il mio piano
Inizio a sudare freddo il povero Davide anche perch ormai era giunto il turno del loro ingresso in autostrada. Abbass il finestrino e sporse la testa come per controllare la situazione. Lauto rossa di Francesca era troppo indietro e poi la pioggia sottile che aveva iniziato a riversarsi sullasfalto rendeva ancora meno chiara la visibilit.
Ormai non c pi nulla da fare pens Davide gettandosi a peso morto sul sedile con le mani nuovamente tra i capelli.
eppure quegli occhi erano i suoi si rassicur Davide Quel volto, quelle labbra. I capelli. Era lei Lauto del pap di Davide part veloce. Lui ebbe ancora il coraggio di voltarsi indietro e frugare tra la confusione di auto e pioggia per cercare uno spiraglio di quegli occhi.
ci troveremo di nuovo. Puoi starne certa fu lultimo pensiero prima di ritirarsi in un comodo sonno.
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