Schiuma il suo verde il mare e la collina. Scivola il cielo e scioglie il suo colore l’olivo stampa il suo stanco torpore In scheletri annodati verde-mare. I miei pensieri arrotano matasse di sensi colorati e di promesse Il giorno scaccia il nero e si rimette tranquillo e fiacco ad abbronzare tette. Mi sento bene solo al tuo calore montagna maledetta, mia passione mammella appetitosa, suora ardente vergine nera di braciere e vento. ti vedo spappolata contro i muri di queste case trasandate e affrante sui rugginosi pampini, nei soffi volatili di rena tra le piante. Il giallo, il rosso, il bruno abbruciacchiato ripiglia un verde nero di fiammate tra pietre, sabbia e pomice, in colate pieghe di storie, impronte incastonate
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