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Storia di ordinaria incoerenza

di Giulia Bellucci
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Pubblicato il 15/09/2017 12:56:55

“Se le braccia facessero tutto ciò che la bocca dice, non saremmo appartenenti alla razza umana.”

 

 

«Ecco signora, le consegniamo tutte le carte con le informazioni necessarie alla nuova scuola per accogliere suo figlio», disse Giovanni, segretario della scuola Media.

«Sì, signora, lei deve stare tranquilla. C’è proprio tutto! D’altronde l’insegnante di sostegno accompagnerà suo figlio in ogni passo necessario per un inserimento totalmente indolore. Siamo disponibili per qualsiasi cosa», aggiunge la Preside con gentilezza e cordialità.

«Li consegna lei o ce ne occupiamo noi d’ufficio?» mi domandò Giovanni.

«Non c’è problema, vado io, così porto anche Andrea che sperimenta già l’ingresso nella nuova scuola. Grazie di tutto!»

«Non si preoccupi, è nostro dovere», mi risposero in coro.

Ed eccomi giungere con Andrea nel nuovo plesso che tra alcuni mesi sarà la sua scuola e inizia ora un nuovo percorso di vita: nuove tappe, nuovi ostacoli, altre preoccupazioni. Andrea fa resistenza a entrare ma, grazie alla presenza del fratello che ho portato con noi, alla fine entra. Prima tappa: segreteria. Consegna delle carte. Chiedo delle informazioni e giunge, previo avviso, il Preside, desideroso di fare la nostra conoscenza.

«Signora, noi le richiediamo la massima collaborazione perché possiamo rendere tutto più semplice per lei e per noi. Qualsiasi cosa ce la dobbiamo dire, tra noi occorre che ci sia dialogo. Il dialogo scuola-famiglia è importantissimo.»

Le premesse sono buone. Devo fidarmi!

Mi sono richieste delle informazioni di carattere generale e mi viene anche detto che l’assegnazione dell’insegnante o insegnanti di sostegno avverrà poco prima dell’inizio della scuola, allorché il quadro interno sarebbe stato più chiaro. Nell’udire il plurale attribuito a insegnante, sobbalzo un po’ e ritengo di dover dire ciò che pensi.

«Chiedo scusa Preside, però vorrei far presente che per la patologia di mio figlio e considerato che per lui qui sarà tutto nuovo, dai compagni alla struttura e professori tutti, sarebbe meglio che questo primo anno avesse un’unica figura di riferimento, proprio per facilitarne l’inserimento.»

«D’accordo, ne terremo conto, anche se in un secondo momento io ritengo positivo che le sue figure siano più d’una.»

Andrà bene successivamente, penso tra me e me, ma all’inizio però no. Poi trasformo il pensiero in parole e sembra che lui sia convinto. Mi aggiunge poi:

«Sarà opportuno che già dal primo giorno suo figlio raggiunga la scuola con il pullmino messo a disposizione dalla Protezione Civile. Magari per i primi giorni, per stare tranquilla, lo seguirà a distanza.»

«Mi scusi, ma il pullman che orari fa?»

«No signora, la provincia stanzia dei fondi per ciascun ragazzo, in base al chilometraggio, quindi sarà personalizzato. Se suo figlio viene alle nove ed esce alle dodici, il pullman dovrà necessariamente fare quell’orario.»

Bene, mi sembra quasi una favola! Tutto è chiaro e programmato!

Mancano cinque giorni all’inizio della scuola, quindi mi reco di nuovo a scuola insieme a mio figlio per capire cosa ci aspetta il primo giorno. La prima informazione che a stento riesco ad ottenere (il Preside non c’è) è che gli insegnanti saranno due e dal vicepreside mi sono illustrati tutti i meravigliosi vantaggi che mio figlio ne ricaverà. Che cosa devo fare? È già tutto deciso. Non voglio innescare polemiche che possono guastare i rapporti. A farne le spese sarebbe mio figlio! A quel punto chiedo del servizio di trasporto. Mi viene subito specificato che il servizio probabilmente non partirà dal primo giorno e soprattutto farà un unico viaggio d’andata e un unico viaggio di ritorno. Ecco, un’altra cosa su cui c’è dell’incoerenza. Va bene, mi rassegno. Preferisco la copertura al ritorno! Perché ogni anno è sempre la stessa storia, si dicono cose, soprattutto durante le riunioni dei gruppi di lavoro, che poi non trovano mai riscontro con la realtà?

Dulcis in fundo, uno dei due insegnanti di sostegno mi dice che non è riuscita ad avere dalla segreteria della scuola l’incartamento di mio figlio che le avrebbe consentito di carpire le informazioni passate dalla scuola precedente.

Cosa? Vale a dire quelle carte che io avevo di persona consegnato due mesi prima e che avevo visto con i miei occhi inserire nel fascicolo di mio figlio!

Sì quelle ma il segretario non riusciva a trovarle!

 


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