Pubblicato il 04/05/2008
Difficile conchiudere in una definizione univoca il libro Amore, romanzi e altre scoperte di Mario Fortunato. Racconto autobiografico inframmezzato da pagine scelte degli autori, per lo pi omosessuali, amati in giovent dallautore, lopera si presenta decisamente con i crismi di unindiscutibile originalit. Fortunato ripercorre con una scrittura di rara nitidezza e voluta semplicit stilistica i momenti salienti della sua esperienza umana dalla prima fanciullezza fino al chiudersi della giovent segnato dal conseguimento della laurea in Filosofia. La tematica principale allinizio quella della scoperta e della progressiva consapevolezza della propria diversit, in seguito il racconto delle proprie esperienze sentimentali e sessuali lungo tutto larco della giovinezza. Si innesta su questa base contenutistica la particolare scelta espressiva dellautore che ci propone la rivelazione di s stesso e del mondo per mezzo di brani tratti dalle opere di quegli autori che hanno a vario titolo accompagnato e in qualche modo indirizzato il suo iter formativo: solo tramite questi Mario Fortunato trova il modo pi sincero di esprimere i propri sentimenti. Potremmo quindi definire Amore, romanzi e altre scoperte la storia di unanima resa per interposte persone, lomaggio di un lettore verso autori che sono stati e sono prima di tutto compagni di viaggio e poi maestri di vita. Le citazioni sono attinte dagli scrittori pi vari: da Proust a Truman Capote, da Mann a Gide, da Isherwood a Musil, da Mishima a Vidal, dalla Woolf a tanti altri ancora, mostri sacri della letteratura contemporanea o autori meno conosciuti, ma purtuttavia fondamentali per la maturazione del giovane Fortunato. Gli artisti citati sono per lo pi stranieri, inglesi e francesi in particolar modo, mentre fra gli italiani troviamo i nomi dei soli Pier Vittorio Tondelli, Natalia Ginzburg e Goffredo Parise. Nellimpossibilit di ripercorrere tutti i passaggi del fitto intreccio vitaletteratura che caratterizza il libro di Mario Fortunato, ci limiteremo a ricordare quei passi in cui, a nostro avviso, pi felicemente si coniugano sulla pagina lesperienza vissuta direttamente con quella ripercorsa nella finzione della lettura. Ci colpisce immediatamente la descrizione della scoperta della propria omosessualit da parte del bambino Fortunato cos pienamente riecheggiata nelle righe di Confessioni di una maschera in cui con non comune sapienza tratteggiata la prima estatica esperienza dellattrazione verso un ragazzo dello stesso sesso da parte del fanciullo Mishima. Seguiamo, quindi, lautore nel suo aprirsi al desiderio di un amore non solo platonico, nel suo rapporto con Gino, nel rivedere in questi lHans Hansen amato da Tonio Kroger nellomonima opera di Thomas Mann. Eccezionale, poi, il perfetto intrecciarsi del racconto della nascita, dellesplosione e della contrastata fine del grande amore per Franco, con la descrizione che Roland Barthes ci d della beatitudine amorosa, delle emozioni suscitate dal corpo dellamato, della catastrofe del rapporto damore in Frammenti di un discorso amoroso. Quanto sono simili, del resto, lesperienza dellautore alla morte di Franco e quella delineata con accenti accorati da Christopher Isherwood in Un uomo solo, storia del vuoto sopravvivere e invecchiare dopo la tragica scomparsa dellamato. Gli ultimi due capitoli del libro sono finalmente dedicati a scrittori italiani: in particolar modo toccante il tributo a Pier Vittorio Tondelli, scrittore misconosciuto in vita e riscoperto in maniera tardiva e insincera dopo la morte, con cui lautore visse una sodale e profonda amicizia. Infine la chiusa del libro, dedicata al racconto Amicizia tratto dai Sillabari di Goffredo Parise, forse la parte pi intensa e riflessiva di tutta lopera: il brano una bella metafora della giovinezza, delle amicizie che si intrecciano in quellet tormentata e felice, dello svanire di quei rapporti e di quelle illusioni. Ed il libro di Fortunato termina proprio con la fine della giovent: ma di fronte al chiudersi di questa stagione della vita che lautore ha saputo raccontarci con toni tanto vividi e con rara capacit di resa del proprio mondo interiore, non ci viene offerta una visione scorata del futuro quale, forse, avremmo potuto immaginare. Infatti, cos conclude Mario Fortunato, lamore, i romanzi e le altre scoperte di quegli anni contrastati ma in fondo indimenticabili, lo accompagneranno per tutta la vita e saranno il patrimonio di una giovinezza che non trova termine nel mero dato anagrafico.
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