Pubblicato il 09/05/2008
Pubblico alcuni brevi pezzi del diario di bordo del mio viaggio verso lEuropa del Nord fino allallora citt di Leningrado (oggi Sanpietroburgo) come vertice estremo di una crociera di addestramento sulla nave scuola Amerigo Vespucci, passando per Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Scozia, Svezia, Finlandia e ex Unione Sovietica, in tutto cento giorni di intensa navigazione a vela. I pezzi del diario li pubblico come li scrissi allora, di getto, senza il tempo di rivederli e soprattutto sullonda delle emozioni del ventenne che ero.
14 giugno 1988
Oggi iniziata la vera vita di bordo con i turni di guardia, vita iniziata abbastanza bene, dato che ho iniziato come vedetta, riuscendo cos a rimanere a contatto con il mare che tanto mi ha consolato; osservancdolo sono riuscito a farmi passare quel senso di malessere che ha attanagliato gran parte dei compagni di corso causato dal mare agitato. E poi in quelle notti passate sotto quel cielo stupendo, in cui la Via Lattea sembrava veramente degna del suo nome, ogni tanto solcata da strisce luminose di stelle cadenti, ho ritrovato una gioia immensa sentendomi inglobato in una natura tanto stupenda. Sono sensazioni di unenfasi trascendentale, quasi inenarrabili con semplici parole.
16 luglio 1988
Stamani il primo posto di manovra alle vele, stato emozionante. La paura che avevo prima di salire sui pennoni a poco a poco scomparsa lasciando anzi un certo senso di contentezza. E bellissimo vedere la nave dallalto circondata da solo mare.
18 luglio 1988
Oggi ho svolto una giornata di guardia che stata veramente emozionante, dopo le precedenti due giornate quasi di monotonia passate al brogliaccio. La nave aveva aperte solo le gabbie ed il vento era lieve e costante quando allimprovviso si scatenata la burrasca. Un forte vento ha iniziato ad alzarsi, arrivando sulla formagetta a una velocit di 60 nodi, ed ha iniziato a far schiumeggiare le onde del mare, che allimprovviso diventato un paesaggio fantastico. Immediatamente scattata lemergenza alle vele e in un momento tutta la nave andata in subbuglio. Purtroppo io non sono riuscito ad andare a riva (salire sui pennoni) a chiudere le vele che erano gonfissime, ma ci sono tornato dopo per risistemarle con i marinai quando il vento cessato. E proprio ci che desideravo, una vita che ha sostituito quella flemmatica dellAccademia Navale, (che sempre pur importante ed ha gettato le basi perch questa navigazione possa avere luogo), sostituendola con questa meravigliosa realt che per quanto sicura non mai certamente tale e che quindi solo cos riesce a creare quel senso di avventura che cercavo.
Malaga, 20 luglio 1988
La navigazione da Livorno a Malaga stata la prima navigazione della mia vita che durasse pi di un giorno e come tale stata una esperienza affascinante e di adattamento alla vita di bordo, alle sue regole e a quelle del mare. C stato un periodo di tre giorni in cui il mare agitato ha sconvolto gran parte dellequipaggio, io, per quanto scombussolato di stomaco, non sono stato male, forse perch non volevo stare male e ho reagito; volevo godermi quella prima navigazione e cos ho passato gran parte del tempo, che gli altri hanno passato sdraiati sul ponte della nave, ad osservare il mare. Un mare meravigliosamente celeste e blu che non sembrava pi nemmeno quel mare davanti alla costa da cui siamo partiti. Successivamente verso il quarto giorno di navigazione il mare si calmato e la navigazione continuata tranquilla fino a Malaga. Per quanto riguarda la vita di bordo, essa caratterizzata da alcune regole che io non immaginavo. Per la logistica non ci sono problemi, larmadietto, per quanto piccolo, contiene tutto ci che pu servire; e dormire sullamaca comodo, ci sono un caldo e un rumore continui che allinizio mi hanno creato difficolt nel dormire. Tutte queste continue guardie, e questo ritmo, hanno fatto s che in breve tempo ottenessi una notevole stanchezza, dormirei sempre e ovunque. Ma non posso certo negare che svegliarsi alle quattro del mattino mi piace, s, mi piace alzarmi ed uscire sul ponte di notte quando il cielo pieno di stelle e sdraiarmi sul ponte ad osservarle mentre si muovono fra quei tre alberi immensi e ogni tanto vedere qualche stella cadente. Mi piace anche fare la vedetta e precisamente lo stare un po spostati al di fuori della nave con una certa brezza che accarezza la faccia ad osservare lorizzonte del mare. Ma ancora pi bella stata lemergenza alle vele quando il vento aumentato improvvisamente creando un certo scompiglio sulla nave e trasformando in breve tempo il paesaggio marino; ci dimostra che il mare, per quanto amico, in un momento possa trasformarsi imprevedibilemente in un nemico e che quindi per andare per mare necessaria una grande esperienza marinara.
24 luglio 1988
Oggi in mattinata avvenuta la partenza del Vespucci dal porto di Malaga, ritardata da una fitta nebbia che calata allimprovviso. Verso sera siamo arrivati nei pressi di Gibilterra. Non mi sarei mai immaginato di arrivare a vedere due continenti contemporaneamente: lAfrica e lEuropa. Gran parte dellequipaggio era sul ponte a fare fotografie. Gi si iniziava a sentire un venticello piuttosto fresco che veniva dallAtlantico. Ma oltre a questo vento una schiera di delfini ci veniva incontro entrando nel Mediterraneo, ce ne erano a centinaia. LAtlantico un mare immenso rispetto al Mediterraneo dove si temeva che il mondo finisse. era abbastanza calmo e di un colore molto scuro.
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