:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 25 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri May 15 21:34:22 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Linseguimento

di Alessandra Ponticelli Conti
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 15/05/2026 14:48:59

Alle 7,15 di un lunedì di marzo, il Ragioniere Giacomo Porta, dopo essersi assicurato con un leggero strattone che il portone fosse chiuso, come ogni mattina da vent'anni, uscì di casa.

Strinse la maniglia della cartella di cuoio e si incamminò sul marciapiede pulito del centro. Sebbene il vento fosse fresco, l'aria era limpida.

Fu solo a duecento metri da casa che tutto, di colpo, s'incrinò.

Alle sue spalle, un fruscio sommesso, ritmico, lo costrinse a voltarsi: un sacchetto di plastica bianca, logoro e semivuoto, rotolava dietro di lui, sul marciapiede, spinto dal vento. Il Ragioniere, pur provando un moto di fastidio per quel rifiuto urbano abbandonato senza alcun senso civico, riprese comunque il passo.

Non aveva percorso neppure un metro, quando percepì che non solo il fruscio insisteva, ma che l'oggetto ora gli stava letteralmente addosso. 

A quel punto, sempre più innervosito, prima accelerò, poi rallentò. Porta non voleva credere ai suoi occhi quando si voltò: il sacchetto lo aveva seguito passo passo nei suoi movimenti, e ora lo aveva quasi attaccato alle scarpe. Quell'oggetto informe, sporco, aveva davvero deciso di farlo impazzire. Imbufalito da quella situazione assurda, Giacomo, in uno scatto d'ira, si chinò per afferrarlo. Avrebbe voluto appallottolarlo, gettarlo una volta per tutte nel primo cestino disponibile, ma quello, come animato da una volontà propria, con un guizzo scattò di lato e lo sorpassò, continuando a rotolare indisturbato verso l'incrocio.

Il Ragioniere, sempre più contrariato, dette un'occhiata all'orologio da polso: erano le 7,25. In vent'anni, mai una volta che fosse arrivato in ritardo in ufficio. Ma la presenza di quello stupido sacchetto che, oltre a sfidare ogni regola della fisica, stava mettendo a dura prova il suo sistema nervoso, aveva acceso in lui una rabbia incontrollabile.

"Al diavolo l'ufficio" pensò. 

E senza alcuna esitazione, si ordinò di seguirlo.

Giunto all'incrocio, il sacchetto svoltò veloce a sinistra. Subito dopo, attraversò una seconda strada, passando col semaforo rosso. Giacomo, sempre più fuori di sé, si lanciò in mezzo alle auto le quali, con un concerto di clacson, frenarono bruscamente.

Il respiro di Porta si fece sempre più affannoso finché, arrivato in un vicolo stretto, la cinghia della sua amata cartella si impigliò nello specchietto di un furgone parcheggiato sul marciapiede.

Nonostante amasse quella cartella come si ama la mamma, Giacomo non ci pensò due volte e, mollandone la presa, la lasciò cadere a terra.

Tutta la sua vita ordinata, i documenti, i moduli timbrati, ora non avevano più importanza. L'unica cosa che gli importava davvero era soltanto impossessarsi di quel maledetto sacchetto e dargli finalmente la lezione che si meritava.

Il sacchetto intanto riprese la sua corsa. Il centro elegante lasciò il posto ai viali spogli, poi ai cavalcavia di cemento, fino a quando i palazzi alti non si  trasformarono nelle casupole basse e fatiscenti della periferia ovest. Un serpentone lungo di muri scrostati, di cortili esterni ingombri di vecchi pneumatici e lamiere arrugginite. 

Ma Giacomo non vide nulla, se non quello stupido sacchetto che nel frattempo continuava il suo percorso a una velocità incredibile.

Il Ragioniere, estratto un fazzoletto inamidato dalla tasca, si asciugò la fronte e guardò in alto: benché fosse ancora marzo, il sole delle undici, battendo forte su quella landa desolata, rendeva l'aria irrespirabile.

Ormai senza fiato, il loden slacciato, i mocassini infangati, si trovò, senza sapere come, davanti a una di quelle tante porte sbiadite tutte uguali. Davanti a lui, il sacchetto, ormai sgonfio, si era finalmente fermato e posato sopra un gradino. Giacomo ansimando gli gridò:

"Alla fine, ti ho preso, maledetto! Ma chi sei, e cosa vuoi da me?"

Ma non fece in tempo a chinarsi che la porta si aprì: ne uscì un giovane in canottiera, con i capelli rasati a zero, lo sguardo torvo e una profonda cicatrice violacea che gli attraversava la guancia sinistra.

Con un gesto rapido e indifferente, il giovane piegò il capo per capire cosa vi fosse sul gradino.

"Cerchi qualcosa?" domandò, con una specie di grugnito.

"Quel... quello è mio!" urlò furioso Porta.

Il giovane si ritrasse ma Giacomo, ormai privo di lucidità, si avventò su di lui.

L'altro non parlò più: in un attimo estrasse dalla tasca dei pantaloni un coltello a scatto e lo affondò nell'addome del Ragioniere.

Le gambe cedettero.

Prima che la vista si appannasse del tutto, Porta guardò in alto per l'ultima volta: il sacchetto, per un colpo improvviso di vento, si era gonfiato nuovamente e volava sopra quei tetti anonimi di periferia, sempre più  leggero, sempre più piccolo,  in quel cielo pulito e terso di marzo.

Ma era esistito davvero, quel sacchetto?


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Alessandra Ponticelli Conti, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Alessandra Ponticelli Conti, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Lo scompartimento (Pubblicato il 03/05/2026 15:35:24 - visite: 88) »

:: Mercoled di ordinaria inerzia (Pubblicato il 29/04/2026 15:45:29 - visite: 72) »

:: La Senna non dimentica (Pubblicato il 25/04/2026 18:27:55 - visite: 200) »

:: Dove la terra smossa (Pubblicato il 01/04/2026 18:06:05 - visite: 184) »

:: laria ancora ferma (Pubblicato il 28/03/2026 06:34:29 - visite: 199) »

:: Notte di San Lorenzo (Pubblicato il 01/03/2026 08:47:10 - visite: 313) »

:: La sindrome di Stendhal (Pubblicato il 05/03/2024 13:22:55 - visite: 632) »

:: Scrivere per non morire (Pubblicato il 08/03/2021 10:23:29 - visite: 930) »

:: Ti ricordi di me? (Pubblicato il 13/07/2019 15:19:47 - visite: 834) »

:: Ci si abitua a tutto (Pubblicato il 21/06/2018 11:27:24 - visite: 1125) »