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Un cane in Paradiso

di Catello Nastro
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Pubblicato il 17/10/2008 12:25:13

- Catello Nastro, nato a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli il 12 febbraio 1941 e residente in Agropoli, alla Via Italo Calvino n. 2, codice fiscale NST CLL 41B12 C129G, ex casaro, ex professore, ex direttore di una galleria d’arte di Torino, ex direttore della Casa Editrice Italiana, ex docente di scienze dell’educazione agli ultimi corsi abilitanti, ex critico d’arte, ex restauratore, ex antiquario, ex un poco di tutto, accomodatevi. Siete arrivato in Paradiso in attesa di processo per vedere dove cavolo dovete andare…-
- Ma scusate, dove cacchio mi trovo. Questo è un posto dove nemmeno col navigatore satellitare si riesce ad arrivare. E’ anche un posto curioso…-
- Non offendere. Anche io, quando ero vivo ero un lavoratore L.S.U. (lavoratore socialmente utile), poi sono stato impiegato in una Comunità Montana, poi impiegato in uno dei soliti carrozzoni politici. Sono andato a protestare perché non mi facevano fare mai niente e nell’ultimo colloquio che ho avuto col Presidente dei Presidenti, questi mi ha risposto: “Ma vai all’Inferno!” e siccome gli impiegati dell’ufficio competenti erano i soliti raccomandati ignoranti ed imbecilli, hanno sbagliato, come al solito, la pratica, e così sono arrivato in Paradiso. Qui finalmente riesco a svolgere il mio lavoro perché il Dirigente, dopo Berlusconi, è il più potente del mondo. E adesso vieni che ci sta un tuo amico che ti sta aspettando già da alcuni anni. Eccolo qua, te lo presento: Gaetano. Il tuo cane…-
- Don Catello ben arrivato. Io sono il tuo cane, labrador di dubbia paternità, che mi sono trasferito in Paradiso nel 2007, allorquando ho lasciato il mondo dei mortali. –
- Ma scusa, se tu sei un cane, o una bestia come si suol dire, che cacchio ci fai all’altro mondo e per di più in Paradiso, poi ???-
- Tu devi sapere, caro Catello, che noi animali, o bestie, come ci chiamano i cosiddetti umani, non siamo provvisti di intelligenza e nemmeno di libero arbitrio, ma solo di istinto. E questo istinto, di solito, ci porta ad amare il nostro padrone, ci porta a giocare con lui, coi suoi nipoti, i suoi figli, la nuora (che poco lo sopporta) la moglie ( che non lo sopporta proprio) le papere, il paparone e le gallinelle che ogni mattina facevano l’uovo fresco per i nipotini del padrone ed anche con le zoccole che spesso andavano a mangiare i suoi croccantini che il padrone ( in questo caso tu) gli portava ogni mattina quando si alzava per andare a lavorare nel suo studio in Via Patella nel Centro Storico di Agropoli. Insomma, noi bestie, siamo destinate a rimanere in Paradiso, ma voi, cosiddetti esseri umani, dovete aspettare il processo per vedere se siete destinati all’Inferno. In parole povere, col vostro libero arbitrio avete avuto la possibilità di fare del bene o fare del male. Se avete fatto, durante la vostra esistenza terrena, del bene, potete aspirare pure a rimanere in questo posto, cioè in Paradiso, ma se avete fatto del male e vi siete comportati da stronzi, siete condannati all’Inferno. E questa è una legge divina alla quale nessuno può scappare, nemmeno con un emendamento del Ministro della Giustizia. –
- Ma allora è anche probabile che mi trasferiscano all’Inferno???-
-Certamente. Ma io penso che tu resterai qui. Anche perché mi son fatto degli amici e ti posso raccomandare…-
- Ma come, anche in Paradiso esistono le raccomandazioni? –
- Certamente! Ricordati che ognuno di noi, anche sulla terra, ha il suo santo in Paradiso. Ed io, senza offesa, conosco l’onorevole Pastore, Tedesco, ma un grande amico, proprio come se fosse italiano. –
- E quindi mi puoi raccomandare? –
- Certamente. Anche perché noialtre bestie animali qui dobbiamo restare, mentre le bestie umane devono andare, com’è giusto che sia all’Inferno. Inoltre io ti raccomando perché in vita ogni volta che mi sono raccomandato a te tu mi hai accontentato. Ti ricordi quando ti chiesi la mia marca preferita dei croccantini e tu mi hai accontentato. Quando ti chiesi di farmi uscire perché c’era la cagnetta di Don Mario che stava in calore ed aveva bisogno di uno che… Tu hai capito!!! Quando ti chiesi di fare una lunga passeggiata e tu mi portasti a fare cinque chilometri e dopo a te facendo male i piedi ed a me le zampe. Quando ti chiesi di farmi una scorpacciata di ossa di pollo e tu me ne portasti tre chili. E quando ti chiesi delle ossa di maiale e tu me ne portasti cinque chili che mi venne il mal di pancia per tre giorni…-
- Ma la colpa non fu mia…-
- Certamente. Ma io non ti sto accusando. Ti sto solo ringraziando…-
- Ma insomma, mi vuoi spiegare che cavolo ci fai in pianta stabile in Paradiso mentre io per restare qui dovrei affrontare un processo che magari durerà una ventina di anni??? –
- Una ventina di anni. Ma stai scherzando: vuoi dire una ventina di secoli: se tutto va bene. Qua i processi sono lunghi. Bisogna ascoltare i legali del Paradiso, poi quelli del Purgatorio ed infine quelli dell’Inferno. Quindi se ne passano almeno una trentina di secoli. Questo sempre se non ci sta uno sciopero dei cancellieri o degli uscieri. Ma tu sei fortunato, perché fin quando non ti faranno il processo resti in Paradiso sotto la mia protezione. –
- Ma come, io, il tuo padrone, sotto la tua protezione, che sei stato in vita il mio cane…-
- E tu sei fortunato, perché mi hai trattato bene durante la mia permanenza sulla terra, nel tuo giardino in contrada Frascinelle di Agropoli alla via Italo Calvino n. 2. Siccome mi hai trattato bene cercherò di farti restare in Paradiso. –
_ Senti, siccome sono le quattordici quasi, non si potrebbe andare a mangiare in qualche ristorante. Magari solo uno spaghetto alle vongole con una frittura di gamberi, triglie e calamari, con una bella bottiglia di Fiano del Cilento? –
- Ma tu sei scemo. Non hai sentito il Telegiornale. In Paradiso non si mangia, non si beve e non si fa l’amore. Se guardi bene il tuo corpo ti accorgi che non hai più gli organi sessuali. La tua bocca serve solo per parlare. –
- Ma scusa, come faccio a fare la cacca e la pipì…-
- Ma se non mangi e non bevi perché dovresti fare la cacca e la pipì? –
- E per fare sesso???-
- Se gli uomini non hanno più il pisellino e le donne non hanno più la farfallina, come si può fare sesso???-
Mi guardo in basso ed i miei attributi sono scomparsi…
Nel profondo della notte si eleva alto un urlo che sveglia tutto il condominio di Via Italo Calvino n. 2 in Agropoli.
Mia moglie, come al solito, mi riporta alla realtà.
_ Ti ho detto mille volte che i fagioli di sera non li devi mangiare. Perché sono pesanti, indigesti e ti fanno fare sogni cattivi…-
Mi guardo nelle parti intime. Meno male che ci sono ancora…

Catello Nastro

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