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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Quaderno croato


Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 18/04/2022 12:00:00

 

I

Laghi di Plitvice

 

Il primo giorno precipita sempre nello stesso punto

quella rapida che arriva all’incontro

del fiume bianco col fiume nero

e più ci pensiamo pronti e gli occhi scaltri

più gli aggettivi o bastano allo stupore:

il verde spinge al delirio le pupille

le spinge dentro i torrenti lacrimanti accanto ai piedi

nell’oscurità acheropita degli antri in sequenza

e nelle spelonche verticali scolpite

come da una mano capace di tutto.

 

Pure da qui sarà passato Giuda

e se non proprio quello dalle labbra ardenti

un Giuda qualunque si sarà perso

in questo reticolato mistero del rimorso.

I Laghi cascano nei laghi come fruste sui rami cedevoli

scorrono in altre acque e piovono così

eterni

perfettamente indenni.

 

 

 

VI

Šibenik

 

Ogni cosa come noi viene da altrove:

le colonne le sfingi le croci

le banconote nelle tasche, le bifore e il leone

i campanili conficcati come picche in attesa di teste

il furore di maestranze impiegate come fari da falene

e Venezia in filigrana.

 

Si allontanano sui barconi nell’acqua che scricchiola

poiché il nemico ottomano è perduto

coi suoi macellai dietro i baffoni spezzati

e nel fondo scolora Šibenik sulla malta silenziosa.

È come se facessero finta di niente

come se continuamente dovessero cancellare o fare esistere all’istante

forse un grido senza provenienza o forse un oggetto che è stato arma.

 

Non si vedono le piattaforme al largo

la melma contaminata attorno e non c’è eco di trivelle

o scarichi di fabbriche a schiumare

solo natanti troppo rasenti

e una panormaica di scogli e banchine.

 

 

[da Quaderno croato, Vanni Schiavoni, Fallone Editore]

 

 


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