Pubblicato il 15/09/2009 11:27:24
Primi giorni di aprile col cielo tornato sereno dopo uninterminabile pioggia; il sole tramontato da poco e ha ceduto il passo alla fresca e pallida sera. Sono le diciotto e trenta, dalla finestra dellalbergo Oriente osservo uno splendido paesaggio che mi riempie il cuore e mi distoglie dai cattivi pensieri.
Dalla mia postazione riesco a vedere, di fronte, una buona quantit di mare, un pezzo di riva e parte della montagna che li domina, sulla destra. Il cielo quasi tutto grigio, come il mare, mentre la montagna al buio. In alto, nel cielo sereno, grasse e lunghe nubi scure, alternate ad altre grigie, pi piccole e snelle, sono evidenziate da una lunga, sottile, disomogenea e tenue striscia di rosso. Pi in basso, nuvole pi chiare, quasi bianche, sembrano poggiare su unaltra striscia, pi lunga e meno sottile della prima, di un rosso pi corposo e intenso. Ancora pi in basso, altre nuvole, leggermente pi cupe di quelle precedenti ma non quanto quelle pi in alto, confinano e si perdono in unulteriore fascia rosso porpora pi ampia e pi lunga delle altre. Cos il rosso finale del cielo sembra toccare e colorare di rosso il mare per un po per poi lasciarlo al suo cupo grigio sino gli scogli. Questi ultimi, quasi completamente al buio, a prima vista appaiono irrilevanti e quasi estranei alla bellezza del cielo e del mare ma soltanto una momentanea impressione, poich mi rendo immediatamente conto della loro funzione di completamento e di raccordo tra il mare e la montagna. Il mare quasi completamente immobile allorizzonte tanto da trasmettermi una penetrante sensazione di calma e di tranquillit; poi, man mano che lo sguardo viene verso la riva, lacqua prende lentamente vita in piccole e bianche increspature che sembrano ansimare prima di trasformarsi in onde sempre pi visibili, chiare e alte, come a mostrare unanima inquieta. Il rosso purpureo dellorizzonte si trasforma prima in un grigio intenso per poi sfumare sino al bianco delle onde. Queste, prossime alla riva, in un primo momento sembrano voler dolcemente accarezzare la riva, ma poi, improvvisamente, si gonfiano e paiono quasi ruggire prima di infrangersi, con inaudita violenza, contro i grossi massi perdendosi poi tra le rocce degli scogli. Sulla destra, a un centinaio di metri dal mare riesco a vedere limponente montagna scura e silenziosa e, in essa, come una grave e dolorosa ferita, la tortuosa e stretta strada asfaltata che corre tra rocce tagliate quasi verticalmente. Dopo un corto rettilineo il tracciato si nasconde dietro un tornante per poi ricomparire e ritornare nuovamente a perdersi dietro il successivo. Al di sotto del piccolo guardrail in lamiera che la delimita, c un corto pendio ricoperto da piccoli alberi e, immediatamente pi a valle, una stradina alberata, pavimentata in bianco selciato che si snoda lungo tutta la scogliera. Ancora pi a valle grandi e disomogenee rocce scure e numerosi, grossi e regolari massi chiari completano il paesaggio sino al mare.
E un posto da sogno, quasi irreale; i colori del cielo, del mare e della montagna si fondono e si mischiano creando unatmosfera da favola e lanimo, di fronte a questa esagerata e prepotente bellezza, non pu che restare in muto silenzio per meglio ammirare, estasiato, la perfezione di questa natura, rasserenandosi e predisponendosi per buoni e grandi pensieri. E ritorno con la mente alle ore che hanno preceduto questincanto.
Non aspettarmi stasera, rientrer molto tardi, forse rester fuori tutta la notte. Ti chiamo appena possibile. E il messaggio che ho lasciato a Carla, sul tavolo della cucina, uscendo cinque ore fa da casa. Da quel momento ho guidato la mia potente Porche per circa quattrocento chilometri fermandomi solo per fare rifornimento, andare in bagno, mangiare un panino e bere un caff. Partendo non avevo in mente di arrivare tanto lontano, n previsto che mi sarei fermato in questo posto di cui ignoravo, sino a oggi, persino lesistenza. E successo che mi sono ritrovato a casa da solo, lei era a un pranzo di lavoro e io non avevo nessuna voglia di prepararmi qualcosa da mangiare. Ero, inoltre, senza sigarette e andare a trovare mamma mi forniva loccasione per comprarle, mangiare qualcosa di buono senza utilizzare la cucina e, sopra tutto, riabbracciare i miei vecchi che non vedo ormai da troppo tempo. Quando vado da mamma non riesco quasi mai a rientrare prima delle ventitr; da qualche anno ho riscoperto il piacere di stare con loro, il tempo trascorre sempre troppo velocemente e non mi basta mai. Inoltre li vedo raramente sia a causa della distanza che ci separa sia per il palese disaccordo tra Carla e mamma; non sono mai riuscite ad affezionarsi veramente e, per mia moglie, stato sempre un sacrificio accompagnarmi. Cos, ogni tanto, ci vado da solo e, nelle ricorrenze e nelle festivit, con Carla. Quando succede mamma sempre tanto felice e qualche volta, sapendo che ci tengo, chiede di mia moglie, cos abituata a chiamarla quando non c. Ogni volta mi ripete che sono sciupato, che non mangio a sufficienza e mi prepara piatti abbondanti che, per non farle dispiacere, mangio senza discutere. Poi, quando si fa tardi, e da mamma si fa sempre tardi, mi suggerisce di rimanere la notte a dormire tanto il tuo letto uguale a quando lhai lasciato afferma cos non hai bisogno di viaggiare col buio aggiunge ed sempre tanto felice quando mi fermo. Al contrario di Carla. Mia moglie, difatti, sempre poco entusiasta quando vado da mamma e, quando poi mi fermo a dormire, diventa stranamente anche molto ironica e un pochino cattiva. Per questo, pensando alla possibilit di ricambiare lantipatica ironia le ho lasciato un messaggio ambiguo. Queste erano le intenzioni ma era destino che tutto andasse diversamente; me ne accorsi subito quando, appena entrato sullautostrada, gi al primo distributore dimenticai di comprare le sigarette e me ne convinsi poco dopo quando tirai diritto alluscita per il paese ove vivono i miei. Nel tratto di strada che separava il distributore dalluscita ricordai che l lunico tabacchi, ammesso di trovarlo aperto prima delle diciotto, non vende le sigarette che fumo e, soprattutto, che non avevo avvisato mamma e quindi, il mio inaspettato arrivo, avrebbe potuto crearle problemi e metterle strani pensieri. Era accaduto gi unaltra volta ed era stato difficilissimo farle capire che non era successo niente, che non avevo litigato con Carla e che ero l solo perch avevo voglia di vederli e di stare un po con loro. In quella occasione fui costretto a farla parlare con mia moglie e cos smise di farmi domande ma cominci a parlare di lei e del suo brutto carattere. - Tua moglie sempre pi scostante e misteriosa - disse ha un carattere decisamente pessimo, ogni volta che le parlo mi convinco sempre di pi che non una donna che va bene per te che sei tanto buono Ma oramai lhai sposata e non ci puoi pi fare niente. Non so come fai a sopportarla figlio mio Non mi stupirei se, un giorno o laltro, tra voi dovessero sorgere dei problemi Non avete ancora nemmeno deciso di darmi un nipotino E la colpa sicuramente sua, le donne moderne non vogliono troppi problemi e tua moglie non ne vuole nessuno - concluse. Mi spaventava lidea che Mamma, una volta saputo che non avevo pranzato e dellassenza di Carla da casa, potesse sottopormi a un altro interrogatorio ed ero terrorizzato dalla probabilit che la mia visita potesse poi diventare un lungo e antipatico monologo sui palesi e incontestabili difetti di Carla per concludersi con linevitabile contestazione sul nipotino che non arrivava. Decisi, pertanto, che era meglio evitare ogni problema e che un bel giro lungo e un po daria mi avrebbero certamente fatto bene e continuai, cos, a guidare senza una meta sino a quando avvertii la stanchezza e uscii dallautostrada. Percorsi ancora qualche chilometro poi svoltai verso il primo paese. Dopo una decina di curve e altrettanti tornanti mi accorsi che stavo guidando verso il mare perch lo vedevo in lontananza e, dopo nemmeno una ventina di chilometri, arrivai proprio davanti lalbergo. Notai immediatamente la straordinaria bellezza del posto e, senza pormi altri pensieri, decisi che era il posto ideale per passare la sera e la notte. Ho parcheggiato cos lauto in un piccolo spazio appositamente destinato agli ospiti dellalbergo, preso una camera singola con bagno, fatto una doccia, rivestito e affacciato alla finestra per osservare il tramonto. Da almeno una trentina di minuti sto qui a guardare le onde del mare infrangersi sugli scogli e odo chiaramente il frastuono del loro fragore; mi sento sereno, felice di una gioia leggera eppure tanto intensa e avvolgente. I pensieri tornano nuovamente a Carla; a quest'ora dovrebbe essere rientrata a casa e aver letto il messaggio, mi chiedo cosa avr pensato. In un primo momento ne sar rimasta sorpresa e, incredula, avr pensato a uno dei miei soliti stupidi scherzi, come ama definirli; poi sar andata su tutte le furie e cercato di capire dove fossi finito. Sicuramente non ha chiamato mamma per chiedere, non lo avrebbe mai fatto; forse crede persino che sia da lei e, in questo caso, star aspettando che la chiami io. E improbabile che si sia ricordata che da tempo le ripeto di sentirmi stanco e di quella volta che le ho confessato la voglia di andarmene da solo da qualche parte per rilassarmi e riflettere Difficile, non credo che possa ricordarsene, non ha dato mai troppo peso alle mie fantasie. Probabilmente avr provato a chiamarmi sul cellulare; sono sicuro che a questora sar preoccupata e, soprattutto, arrabbiata e, magari, sta continuando a chiamarmi e continuer a farlo sin quando non le avr risposto. Lho spento quando mi sono fermato allultima stazione di servizio, temendo proprio una sua chiamata; non ho voglia di darle spiegazioni o inventarmi strane scuse, forse la chiamer pi tardi e comunque non prima daver costruito una storia credibile e sostenibile. Mi stupisco di quanto sia sereno nonostante conosca bene il suo carattere, decisamente irascibile e vendicativo; non so perch ma ora non mi preoccupo nemmeno per le sicure conseguenze che mi deriveranno da questo inspiegabile e inconsueto comportamento. Gi, dovr inventarmi qualcosa Trovare una scusa plausibile Un motivo credibile per questa gita, per questo posto, questa sera e questa notte. Sar sicuramente difficile trovarne, vorr sapere e capire tutto e non si accontenter certamente di una spiegazione semplice. So che vorr sapere dove sono stato, che ho fatto e non potr dirle di essere stato da parenti o amici che conosce, li avr senzaltro chiamati gi tutti o lo farebbe per controllare, e non posso nemmeno inventarmi dessere stato da mamma; prima o poi potrebbe venir fuori che non vero e allora s che mi ritroverei in guai ancora peggiori Nemmeno mamma scherza in queste cose e, per molti versi, molto pi categorica e severa di Carla. Non oso nemmeno inventarmi nuovi o vecchi amici che lei non conosce, non ci crederebbe mai e vorrebbe sicuramente controllare con la scusa di conoscerli e, anche in questo caso, mi potrei ritrovare in guai peggiori . La soluzione sarebbe dirle la verit ma come spiegarle la mia partenza, questo posto e, soprattutto, la permanenza per la notte? No, non capirebbe di certo; da quando lho sposata non le ho mai dato motivo per dubitare di me ma non ha mai dimenticato una mia piccola storia con una sua amica ed ancora talmente gelosa che penserebbe a un altro tradimento. Dovr, pertanto, confessarle che sono stato in questo posto perch pretender, sicuramente, di vedere le ricevute dellalbergo e del ristorante ma per la verit dubito molto che riuscir a trovare spiegazioni credibili perch la situazione veramente fuori da tutte le mie abitudini e da ogni logica. Mi chiedo ancora perch non riesco a confessarle, sinceramente, che da tempo avverto un po di stanchezza fisica e mentale e che ho solo bisogno di starmene un po per i fatti miei, vedere posti e gente nuova e di immergermi in una realt differente per provare a rimettere insieme i pensieri. So che queste sono spiegazioni che Carla non capir n giustificher mai e, in fondo, posso anche capirla; che la mia vita sin troppo normale e gratificante per spiegare questa specie di fuga senza preavviso. In famiglia godiamo tutti di buona salute, con lei va tutto sin troppo bene, ci amiamo tantissimo e stiamo benissimo insieme nonostante i dodici anni di matrimonio, i miei affari sono pi che buoni e non ho preoccupazioni finanziarie e anche i nostri amici sono tanti e simpatici. In realt credo che sia proprio questo il problema: al benessere e allo stare troppo bene ci si abitua in fretta e se non nascono nuovi e continui interessi alla lunga, questa situazione apparentemente invidiabile, ristagna al punto da essere vissuta come noia insopportabile; il bisogno di nuovo e diverso, specie per un carattere inquieto ed estroverso come il mio, prevale su tutto, cos si sente il bisogno di fare una bravata, anche solo per ritornare a sentirsi vivi. Capisco che questi pensieri, in qualche maniera, possono rovinarmi lo stato di benessere generale che sto vivendo cos decido di non lasciarmi condizionare dalla ricerca di spiegazioni o scuse che per il momento non minteressano, mi ripeto che ormai fatta e che sto troppo bene per pensarci. Decido che voglio, per il momento, solo godermi il posto e questa sensazione rimandando a poi tutto il resto. Sorrido pensandolo e, guardandomi allo specchio, mi dico che sono forte, che va tutto bene e che, in ogni caso, sapr trarmi dallimpaccio. E da un sacco di tempo che mi sentivo in gabbia: ne avevo bisogno, non sto facendo niente di male; sono soltanto felice e sereno e se Carla mi vorr capire far bene altrimenti Andr come andr, tanto non posso pi farci niente e anche se rinunciassi ora sarebbe lo stesso.
Lascio la stanza, scendo per le scale, raggiungo il portiere e gli chiedo cosa ha da offrirmi il posto per la sera. - Non la stagione ideale ma il paese proprio carino; in centro ci sar sicuramente gente per strada, i negozi restano aperti sino a tardi, non sono ancora aperte le discoteche ma c un cinema che funziona tutto lanno. Pu, se gli interessa, vedere il paese: c il Duomo che molto interessante ma non so se sar aperto a questora, potr magari vederlo domani, se resta anche domani e ha tempo Per stasera pu anche arrivare sino alla scogliera, molto bella e anche laggi trover gente Oppure pu andare in qualche locale, dipende dai sui gusti Lo ringrazio ed esco lasciandogli la chiave della stanza. Attraverso la strada asfaltata adiacente lalbergo sino alla piccola piazzetta in pietra naturale dove mi fermo, per un attimo, ad osservare. La piazza, circolare sul lato pi lontano, delimitata da un muretto, non pi alto di una sessantina di centimetri, sul quale montata una ringhiera in ferro di tipo tradizionale, alta almeno una cinquantina di centimetri. Ogni cinque-sei metri il basso muro prolungato sino allaltezza della ringhiera e sulla sua sommit, costituita da una pietra naturale quadrata leggermente sporgente, sistemato un vaso in cotto nel quale vi sono piantine fiorite. Prima della protezione, a qualche metro di distanza, si trovano sei alberi di notevoli dimensioni intorno ai quali sono sistemate altrettante aiuole rettangolari; davanti e dietro a ogni albero c sistemata una panchina, una rivolta verso la strada, laltra a valle sulla scogliera. Al centro, tra le aiuole, c una fontana in ferro battuto, probabilmente antica, vicino alla quale giocano tre ragazzini rincorrendosi. Raggiungo la ringhiera, maffaccio e rimango incantato dalla bellezza del paesaggio a valle: un vero e proprio spettacolo della natura. Dopo uno strapiombo di una trentina di metri e una piccola scarpata, ricoperta di piccole piante verdi e ben curate, c la piccola stradina di selciato bianco che avevo gi ammirato dalla finestra dellalbergo. Lilluminazione del viale assicurata da piccoli lampioni a luce gialla posti a una distanza regolare; la strada delimitata da alberi in entrambi i lati e, ogni tanto, rivolta verso il mare, c una panchina in legno. Pi a valle, per almeno centocinquanta-duecento metri, c una piccola spiaggia a sabbia bianca che si estende tra due grosse montagne che la delimitano e la proteggono dai venti e dalla vista. A destra, leggermente pi indietro dalla spiaggia, in corrispondenza della fine della stradina bianca c unaltra piccola insenatura, nella montagna, come una sorta di buco a sabbia scura nella quale ben visibile un piccolo fuoco con molti giovani intorno. Avverto chiaramente il rumore delle onde che si spengono sul bagnasciuga e il canto delle voci accanto al fuoco accompagnate da una chitarra. Mi fermo per un po ad ascoltare e a guardare e sento la serenit e la felicit che mi pulsano nellanima; sono commosso da tanta bellezza, mi viene quasi voglia di piangere e, per non farlo veramente, mavvio per una stradina in salita che mi hanno detto dovrebbe portare al centro del paese. I gradini sono leggermente in pendenza, costituiti da pietra naturale e delimitati da cordolature in porfido bianco bucciardato; le case, ai due lati, sono di diversa altezza, tutte bianche con finestre e porte in legno. Ogni tanto incontro qualche casa molto pi alta delle altre, le scalinate e i gradini di ingresso sono tutti di dimensioni variabili, alcune porte sono arricchite da grossi portali in pietra e, sui molti balconi, stesa biancheria ad asciugare; odo voci di bambini allinterno delle case e altre di adulti che discutono, queste ultime confuse e, a tratti, coperte da altre probabilmente provenienti dai televisori sintonizzati sul telegiornale. Raggiungo la strada superiore e mi ritrovo in unaltra piazzetta del tutto simile a quella lasciata pi a valle; mi affaccio sul muretto che la delimita e, oltre i tetti, ritrovo parte della piazzetta adiacente lalbergo e, pi a valle, il mare sul quale adesso giganteggia una splendida, rotonda e bianchissima luna che lillumina e lo rende meno scuro del cielo. Da questa postazione non riesco a vedere il fuoco e i ragazzi sulla spiaggia, scomparso, purtroppo, anche il rosso purpureo del tramonto e il colore dominante , adesso, il nero della montagna e della spiaggia alternato al grigio cupo del mare e a quello pi chiaro del cielo. Su tutto giganteggia la pallidissima luna, signora e padrona incontrastata. Mavvio per la strada principale, una stretta e diritta strada delimitata da due ampi marciapiedi arricchiti da grandi alberi, da aiuole circolari ben curate e da piccoli lampioni in ferro battuto che sorreggono lampade colorate. Sono le venti e trenta ma i negozi sono ancora aperti nonostante la stagione; non fa freddo e c ancora parecchia gente per strada. Cammino osservando le case, alcune bianche e basse, altre alte e colorate. Mi fermo a comprare le sigarette a un tabacchino poi ritorno per strada, ne accendo una e mavvio lungo una strada leggermente pi larga della precedente con fabbricati pi uniformi e chiedo a due passanti le indicazioni per raggiungere un ristorante o una pizzeria. Con molta gentilezza mi dicono che molti sono ancora chiusi ma che uno dei migliori aperto tutto lanno Al Muro della Papera si mangia bene e non si spende tanto - e mi indicano il percorso per arrivarci. Ci arrivo dopo una quindicina di minuti chiedendo altre informazioni e tutti sono gentili e cortesi, non sulla strada principale e per vederlo bisogna attraversare un basso portico fra due grossi fabbricati. Il ristorante allangolo di una piccola piazza chiusa su tre lati da fabbricati che, per una favorevole e straordinaria conformazione del luogo, domina uno strapiombo e una piccolissima spiaggia nascosta fra due rocce che sestendono per alcune centinaia di metri pi avanti nel mare. - E il paradiso terrestre questo posto penso e mavvio verso la porta del ristorante. Il locale si compone di una sola sala rettangolare lunga con i muri fuori squadro, il soffitto in legno e pareti bianche intonacate a rustico; sulla sinistra c un grande bancone e, pi in la, sempre sul lato sinistro, una parete in legno che suddivide e nasconde una parte della sala probabilmente destinata ai servizi igienici. Ci sono molti tavoli apparecchiati e ordinati per gruppi da quattro e superiori, molti sono vuoti: almeno una quindicina di persone stanno cenando e si voltano a guardarmi. Una bella ragazza mi fa sedere a un tavolo posto sulla destra della sala e, dopo avermi regalato uno splendido sorriso, mi chiede cosa voglio mangiare. - Qualcosa di particolare, un piatto del posto, lei cosa mi consiglia? Mi chiede quanta fame ho e mi suggerisce di assaggiare un po di tutto. - No, solo un antipasto e un primo - pesce - non voglio mangiare molto - un antipasto mare e delle linguine al cartoccio vanno bene? - Si, mi porti anche del pinot grigio e una bottiglia di acqua, grazie.
Mi alzo, raggiungo il bagno, mi lavo le mani e nel ritornare a sedere maccorgo di unaltra sala posta al lato di quella principale. Passando intravedo, in un angolo sulla sinistra, un uomo e una donna che stanno cenando e noto in lei una strana ed esagerata rassomiglianza con Carla. Mi fermo qualche minuto a osservarla poi impacciato, temendo di essere stato notato, ritorno velocemente al tavolo, chiamo la ragazza a cui prima avevo ordinato il pranzo, invento una scusa e le chiedo di cambiare tavolo e mi faccio sistemare a un altro, dal quale riesco a vedere laltra sala. Mi siedo in modo da rimanere in parte coperto da altri avventori in maniera da poterli osservare senza essere visto cercando di vedere chiaramente il viso dei due. Nonostante la distanza e la parziale copertura di un grasso e irrequieto signore riesco a scorgere il viso dei due che, rispetto a me, sono posti di lato: pi la guardo e pi riconosco in lei mia moglie Carla che dovrebbe essere a casa, disperata e preoccupata per la mia assenza. - Non pu essere, non pu essere lei. mi dico, mentre i pensieri diventano sempre pi irrequieti e angosciati - ma che ci fa qui? E lui chi ? mi chiedo notando che fra i due c un chiarissimo atteggiamento confidenziale. Vorrei alzarmi e avvicinarmi per accertarmi dellidentit di lei ma sono come inchiodato alla sedia e temo di non avere la forza e il coraggio di farlo. - E se mi sbagliassi? Se si trattasse di unallucinazione, di un sogno o, pi verosimilmente, di una semplice straordinaria rassomiglianza? Non possibile che sia lei No, non possibile, forse la distanza o la luce particolare della sala che O forse soltanto la coscienza e il rimorso che mi fa vedere Carla No, non pu essere. Ma cazzo quanto le rassomiglia.. Questo penso sempre mantenendo fisso lo sguardo su quel visino tondo che ora sorride e tiene la mano alluomo. La ragazza mi porta lantipasto di mare, il pane, il vino e lacqua, forse vuole chiedermi qualcosa ma saccorge che sono in preda ai pensieri e sallontana augurandomi buon appetito. Cerco di darmi coraggio e, sempre tenendo sotto attenta osservazione la tizia, mangio un paio di bocconi, bevo un bicchiere dacqua e quando arriva il primo, dopo una buona mezzoretta, la ragazza, preoccupata, mi chiede se il piatto non stato di mio gradimento. - No, tuttaltro, molto buono le rispondo - che ho ricevuto delle brutte notizie Manger le linguine Grazie Lodore e il sapore straordinario, come per lantipasto, ma mi si chiuso lo stomaco e fatico a ingoiare, bevo un poco di vino per mandare gi il boccone che mi si fermato in gola e capisco che mangiare tutto il piatto per compiacere la cameriera non una saggia scelta cos la chiamo e chiedo il conto. Pago, chiedo scusa ed esco. Appena fuori mi fermo perch mi tremano le gambe e le mani: il sogno si trasformato velocemente in un incubo. Mi riavvio in preda al panico e trascinando i piedi attraverso la piazza e il porticato, mi riporto sulla strada principale ove mi fermo per riflettere; decido daspettare che escano per eliminare ogni dubbio e scegliere cosa fare. Cerco il cellulare, laccendo e faccio il numero di Carla, spento; faccio il numero di casa, libero ma non risponde nessuno, lo faccio squillare ancora, ancora e poi ancora ma non risponde ancora nessuno. - Che succede? - Mi chiedo cercando un posto dove aspettare la coppia alluscita in maniera da osservarli bene senza essere visti e lo trovo sul marciapiede di fronte in un angolo poco illuminato da dove sar sicuramente in grado di vedere bene in faccia i due - Non pu essere, devo essermi per forza sbagliato penso che scemo, meglio che torni in albergo e vada a dormire. penso ancora guardando lorologio che segna le ventidue e trentacinque. Accendo unaltra sigaretta e provo a rifare i numeri del cellulare e di casa, il primo spento, il secondo non risponde nonostante labbia fatto squillare fino a far cadere la linea. - Ma dov, perch non risponde? mi chiedo Per forza qui con un altro mi rispondo incredulo Non possibile. Sto sognando concludo ma poi mi rendo conto che sono qui ed tutto reale e i pensieri continuano ad alternarsi mischiandosi, fondendosi e creando angoscia e confusione. E passata unaltra mezzora e i due non sono ancora usciti. Inizio a dare evidenti segni di stanchezza e pazzia, riprovo a chiamarla sul cellulare e a casa ma non cambia il risultato cos decido di rientrare nel ristorante e avvicinarmi ma, proprio quando sto per farlo, i due escono e guardo bene la signora che sorride tenendo la mano alluomo. E Carla o una sorella gemella, non ci sono dubbi. - Solo che Carla non ha nessuna sorella gemella.- dico quasi singhiozzando - Brutta zoccola, puttana! aggiungo mentre una lacrima mi bagna una guancia e si ferma sulle labbra. Li seguo restando a una certa distanza per non essere notato e ripercorro la strada percorsa allandata. Entrano in un bar e bevono un caff poi escono e proseguono per una scalinata tenendosi per mano poi si fermano, sabbracciano e si baciano. Ho mille pensieri nella mente ma non riesco a fermarne nessuno, avverto solo un dolore terrificante che mi prende ogni parte del corpo che mi fa soffrire terribilmente. Continuo a seguirli per le scalinate sino alla seconda piazzetta, la stessa dalla quale iniziata la mia gita turistica, raggiungono il muretto ai bordi e si fermano a osservare il mare, si tengono la mano, si baciano Li osservo da lontano ma anche se gli fossi accanto, presi come sono del loro amore, credo non se ne accorgerebbero nemmeno. La mia mente come chiusa in un barattolo di latta nel quale rimbombano sempre le stesse domande e le stesse risposte. tutto chiaro ma, nonostante levidenza dei fatti, ancora cerco disperatamente di aggrapparmi a qualcosa inventandomi qualche residuo appiglio per non soccombere. - Potrebbe anche essere una che le rassomiglia, unaltra donna precisa, identica a Carla Uno scherzo del destino Potrebbe anche essere A questo mondo niente impossibile Lei magari a casa e non mi risponde perch arrabbiata. Magari proprio cos. penso Riprendo il cellulare e rifaccio il numero del suo cellulare, spento, rifaccio quello di casa, squilla, lo lascio squillare, mi tremano le gambe, squilla ancora poi smette, nessuna risposta, si avviano vanno verso lalbergo Oriente ed entrano. Li guardo attraversare la piazza, la strada e salire i gradini dingresso poi aspetto qualche minuto ed entro anchio. Invento una scusa e chiedo al portiere di Carla ma lui non ci casca. - Non si potrebbe sa? Non potrei darle queste notizie Gli allungo cinquanta Euro - Camera 31 Vediamo. Carla Tonoli, nata a , il residente a .., arrivata oggi pomeriggio, molto prima di lei, con Guido Badini, nato a.., il. Residente a. Gli ultimi dubbi scompaiono, Carla, mia moglie. - Qualcosa non va? Si sente bene signore? chiede il portiere notando il pallore sul mio viso e un leggero tremito alle mani - Va tutto bene - Rispondo Sto bene Buonanotte e mavvio per le scale. Sono in preda a mille domande e a una confusione spaventosa e, raggiunta la stanza lapro, entro e senza accendere la luce, mi siedo su una sedia accanto alla finestra.
La sera se ne andata gi da un po ed ha lasciato posto alla notte. La luna, ancora pi bianca e rotonda di prima, illumina proprio quella parte di mondo e di mare che posso vedere dal punto in cui sono e il rumore delle onde del mare che sinfrangono sugli scogli ora appena percettibile ma ogni non mi sembra pi bella e straordinaria come prima. Mi viene in mente la canzone di Stevie Wonder i just called to say i love you forse perch era quella che cantavano i ragazzi sulla spiaggia accanto al fuoco o forse solo perch stata per tanto tempo la sua preferita e, per questo mi riporta ai tempi belli con lei, quando mi amava e la vita andava ancora per il verso giusto.
Resto cos per un tempo imprecisato in preda a pensieri terribili alternati ad altri dolci durante il quale ripercorro alcuni momenti felici del passato e del presente poi, come una folgorazione, mi assale un dubbio, metto la mano nella tasca dei pantaloni e tiro fuori un bigliettino bianco, lo apro e leggo il messaggio trovato oggi, sul tavolo della cucina, rientrando a casa dal lavoro. E di Carla e dice: Non aspettarmi stasera, non rientrer, rester fuori tutta la notte. Non torner nemmeno domani e mai pi. Ho fatto quanto mi stato possibile, ma stato tutto inutile, ti voglio un sacco di bene ma non posso, non riesco pi a mediare, non posso continuare a ingannarti e a ingannarmi: amo Guido, lo sai, non lho mai dimenticato e, da circa un anno, ho ripreso a frequentarlo. Non ne posso fare a meno, un amore al quale non posso e non so rinunciare e ormai ho deciso, ti lascio, vado a vivere con lui, lo amo, non posso farci niente, perdonami se puoi e dimenticami. Spero che un giorno potremo diventare buoni amici e scusami se te lo faccio sapere con un messaggio ma a voce sarebbe stato impossibile e non ne sarei stata capace. Il mio avvocato ti dar notizie circa le cose da farsi, ti prego di non cercarmi e di non fare niente perch sarebbe tutto inutile non ti amo pi. Mi ritorna tutto in mente, si, ricordo perfettamente tutto. La lettera lavevo trovata io, ieri pomeriggio, rientrando a casa. Mi tornano alla mente il suo cambiamento, due anni fa, la storia con Guido che lei stessa mi aveva confessato una sera piangendo, la settimana terribile di urla e pianti, le liti furiose, gli schiaffi, i silenzi e poi, una sera, il suo pianto e la richiesta di perdono. - Ho capito che amo te Se puoi perdonarmi possiamo riprovare. disse piangendo con gli occhi bassi ed io che non risposi; labbracciai e restammo per tutta la notte a piangere cos, senza dire una parola. I ricordi ora mi portano alla nostra gita qui, lanno scorso, proprio in questo paese e in questalbergo, alla cena al ristorante Il muro della Papera e poi il ritorno a casa e alla normalit, almeno cos sembrava; rivedo i silenzi e la tristezza alcune volte nei suoi occhi e gli altri, quelli di grande serenit , di allegria e di passione - Illuso, quando una storia si rompe non si pu riparare- mi dico - Ci siamo sforzati di mandare avanti un amore che sapevamo entrambi finito Provando a vivere come se niente fosse successo Ma prima o poi arriva la resa dei conti Mi ritornano chiarissime anche le ore che mi hanno portato qui; il rientro a casa, il messaggio, i terribili minuti di silenzio poi la mia fuga lontano Sin qui e poi, chiss come, dimenticare completamente tutto e Si, inventarmi proprio unaltra realt, completamente diversa
Esco dalla camera, scendo dal portiere e pago il conto, inventando una scusa per giustificare la mia partenza improvvisa nella notte. - Devo urgentemente rientrare - spiego senza troppa convinzione. Poi esco, percorro la stradina deserta laterale e raggiungo, in fondo, lauto in parcheggio, entro, la metto in moto e mavvio, lentamente sino ad arrivare sotto lalbero, mi fermo e mi volto a guardarlo e mi sembra di vedere lei dietro una finestra al secondo piano, non solo: ho anche limpressione che mi abbia visto e riconosciuto - Se ha guardato da questa parte ha sicuramente riconosciuto almeno la macchina penso ma ho come paura di accertarmene e ci non ha pi, ormai, nessuna importanza cos mavvio per la stretta e tortuosa strada sulla scogliera. Ho il cuore in panne, accelero, accelero ancora e la strada sembra essermi amica e volermi portare via lontano, per dimenticare, per non pensare pi a questa brutta realt e a questa stupida casualit - Ritrovarsi nello stesso posto, nello stesso ristorante e nello stesso albergo proprio il giorno che andata via. Cosa pu significare? Ma tardi per dare una risposta e non ho nessun interesse a farlo tanto che il rumore delle onde cos forte e penetrante che nella mia mente sopra ogni altro pensiero. Il mare, quel mare cupo e grigio, sotto di me, con le sue onde, proprio sotto di me, dietro quella curva, a qualche centinaio di metri, dopo la stradina bianca Sorrido al pensiero che proprio un anno fa stipulai una polizza sulla vita in suo favore che la renderebbe ricca in caso di un incidente mortale - Che strano pensarci adesso Proprio questa notte E uno stupendo pensiero damore che si mischia, ora, col rumore delle onde sugli scogli e accelero a tavoletta provando a fare la curva senza frenare
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