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Scrivere in versi. Metrica e poesia

Saggio

Gabriella Sica
Il Saggiatore

Recensione di Maurizio Soldini
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Pubblicato il 16/03/2012 12:00:00

Scrivere in versi. Metrica e poesia di Gabriella Sica pubblicato nel 2011 per Il Saggiatore alla terza edizione aggiornata e riscritta in alcune parti ed stata ampliata di una nuova introduzione, con una nuova lettera sulla poesia, 2011. Gabriella Sica tra i maggiori poeti del nostro tempo e  questo manuale unindiretta esemplificazione del suo lavoro di scrittura, in qualche modo della sua esperienza e di come ella intenda la poesia; in qualche modo nel libro ritroviamo la sua teoria della poesia e contemporaneamente la sua poetica.

Cifra della postmodernit pu essere considerata la decostruzione, che in campo letterario ha determinato, tra le altre cose, la fine della metafisica e del logocentrismo. E se vero come vero che la dichiarazione della fine delluomo e di Dio sono stati lappropriazione ultima del nichilismo, anche la letteratura, la poesia e larte attraverso la loro dissolvenza, merc il decostruzionismo, hanno avuto il loro approdo al nulla. In modo particolare lavere contestato e messo in discussione il logos, la parola, il discorso, la concettualit, ma anche lespressione, che non altro che limpressione incarnata nella parola, hanno celebrato la fine del senso. Senso umano e letterario, della persona come dellarte, della poesia, che in qualche modo andava e va ri-costruito sullonda della memoria e di un passato che necessitano essere ri-attualizzati. Occorre un impeto estetico e nello stesso tempo etico, che scavi nel passato letterario e in opere che presentano valori di contenuto e forma e di riferimento.

Proprio per questo scrivere versi oggi pu avere una valenza di recupero. Recupero fondamentalmente di un canone ancorato ai valori di una tradizione che ha fatto s che ancora oggi si senta la necessit di scrivere in versi per mantenere non disgiunti, come sosteneva il Petrarca, la virt e lo studio delle lettere. Virt, amore, salvezza; di cui oggi abbiamo pi che mai bisogno e che rimangono soltanto delle idee fintanto che non vengono incarnate nella parola e nellazione, col duplice effetto di fare estetica e etica contemporaneamente. Ineludibile pertanto lopera di ricostruzione, a fronte della decostruzione, che mostri lineludibilit e la centralit della parola con un ritorno al logocentrismo metafisico proprio della persona autentica. E per traslato dellartista autentico, del vero poeta.

Croce affermava che la materia poetica corre negli animi di tutti: solo lespressione, cio la forma, fa il poeta. E che cos la forma? Se non lanima della poesia che anche il verso, il metro, la rima; quei piedi con cui tracciare un percorso iniziato secoli fa e che oggi i poeti continuano a percorrere, per quanto con maggiore libert. Ma pur sempre con quel respiro che traccia e fondamento della dicibilit poetica nel gioco tra inspirium ed espirium, che determina la ritmica connaturata col senso, col corpo e con la musicalit della poesia, come aveva intravisto anche santIgnazio di Loyola. Scrivere versi non altro che rendere alta la parola, dare espressione ai sentimenti, alle intuizioni e alle impressioni in un modo e in una forma che, come dice Gabriella Sica, fanno s che si scriva non solo con la propria generazione nel sangue, ma attingendo allimmenso patrimonio metrico della tradizione classica e moderna. 

Ecco perch questo libro, che parla di poesia, sulla poesia e con la poesia, lancia una duplice sfida per il presente e per il futuro agli appassionati di poesia, ma soprattutto ai poeti: da una parte di ricostruzione formale e materiale della poesia attraverso la conoscenza delle tracce delle forme metriche, che si sono succedute nella poesia nel corso dei secoli, dallaltro di ricostruzione sostanziale, in quanto questo libro sulla metrica non ha come fine la metrica, ma la persona. Non dimenticando, con Martha Nussbaum, che la poesia ci aiuta ad accrescere le nostre capacit e a diventare persone coltivando lumanit.



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