Pubblicato il 02/02/2025 11:51:52
Quella sera camminavo per una strada sconosciuta, ero smarrita e il buio offuscava la vista e i sensi, minaccioso come un branco di cani randagi affamati. Impaurita, non sapevo dove rifugiarmi, la caligine incipiente formava una coltre densa e grigia che impediva di vedere oltre la punta dei piedi; dimprovviso una luce, forse di un lampione, apr uno spiraglio nelloscurit col suo bagliore caldo e avvolgente. Vidi una figura indistinta avvicinarsi, come se uscisse da un sipario di velluto nero; fu cos che scorsi il tuo viso, dallespressione dolce e allo stesso tempo audace che non ho mai dimenticato. Ti riconobbi subito, mentre sorridevi e mi tendevi la mano. Ero incredula, non sapevo cosa fare, ma il tuo sguardo rassicurante minduceva a lasciarmi andare. Cos accolsi la tua mano e ritrovai il calore di allora, come se non ci fossimo mai lasciati e non fosse mai trascorso tutto quel tempo dalla fine della nostra storia. Ci ritrovammo fianco a fianco, camminando per le vie della citt che ha visto nascere il nostro amore e ci ha cullato come una madre amorevole sulle onde del suo mare. Restammo tutta la notte abbracciati, seduti su una panchina a scambiarci confidenze e a raccontarci il vissuto di quegli anni di assenza. Senza accorgercene fummo sorpresi da unalba aranciata foriera di un limpido mattino dinverno, avvolti dalle prime luci che si specchiavano sulle acque del golfo, mentre lodore pungente di salsedine ci solleticava le narici. Eravamo di nuovo insieme, immersi tra le onde increspate dei ricordi. Forse stato un sogno, o forse il miracolo di una sera che aspettavo da sempre: io e te, di fronte al mare, in compagnia del nostro amore.
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