Pubblicato il 01/03/2012 20:53:46
Passeggiare non stanca
Quando sera, destate, la gente esce dalle case, dove rimasta rintanata nelle calde ore del pomeriggio e si riversa per il corso principale della vecchia citt. La citt fu costruita su un colle, tra due valloni fluviali, posizione ottima per la difesa, ma certamente non per il passeggio. Il corso si snoda attraverso le vecchie case corrose dal tempo che si sorreggono luna con le altre, contorte, mal sostenute anche nella contiguit, grovigli di case ammucchiate, cresciute su se stesse e curve, quasi, per il peso, che sembrano toccarsi in alto, scampate a terremoti e guerre millenarie e che guardano, con le occhiaie sgranate dei loro balconi dagli infissi che cadono in pezzi, con la fissit di chi guarda senza pi meraviglia. Non c traffico veicolare, almeno questo lhanno ottenuto i verdi che per anni hanno strepitato in Comune, e la gente pu passeggiare tranquillamente in su e in gi, come un nuotatore in allenamento che accumula vasche su vasche sempre con la stessa bracciata lenta e distesa. La gente cammina per strada divisa in gruppi distinti: i comunisti, i democristiani, la corte di questo o quellassessore, i socialisti, i liberi pensatori, i tifosi della squadra del Napoli, i milanisti, i cantori della corale, i difensori del centro storico, gli ambientalisti, i priori delle confraternite. Vere monadi chiuse non comunicano tra loro. A volte succede che qualcuno passa da un gruppo allaltro, ma questo in genere lascia supporre la capacit di ben altre acrobazie. Allinterno dei gruppi la regia molto rigida. Ci sono naturalmente i protagonisti, poi vengono i personaggi fissi, i caratteristi, e poi le comparse, i comodini e infine i novizi, quelli che debbono fare apprendistato, infine ci sono gli stagionali, i saltuari e quelli a mezzo servizio. Rari sono i passeggiatori solitari ed appartengono a categorie precise ed inconfondibili: i filosofi senza accademia, i pazzi, gli scrittori di storia locale, i malinconici e gli ubriaconi. Ci sono posti privilegiati per osservare adeguatamente il passeggio. Tra questi oltre al Circolo cacciatori ed alle farmacie, che da sempre fungono da club politici, negli ultimi tempi una certa importanza stata acquisita dalla sartoria di Pomicino. Vari fattori hanno contribuito ad elevarla al rango di vera e propria istituzione culturale, ma soprattutto la posizione che ne ha determinato lo sviluppo, situata com in un punto strategico del corso, proprio su di un incrocio importante, in un punto dove la discesa, o la salita, pi impegnativa e costringe a rallentare, permettendo cos a chi sta seduto nella sartoria di captare qualche parola o addirittura brani interi di conversazione, che poi opportunamente ricombinati ed interpretati danno la stura a tutta una serie di congetture, oppure danno semplicemente lo spunto a qualche frequentatore per una brillante sortita in un qualsiasi campo dello scibile umano. La sartoria un locale grande, pi lungo che ampio, ma fresco, accogliente, con le sedie gi pronte che attendono i soliti frequentatori. Il padrone di mezzet si affatica con i suoi lavoranti, stira, imbastisce, taglia tra una chiacchiera ed unaltra, tra un pettegolezzo ed un altro, sbuffa per il caldo e allora sorbisce volentieri una granita di limone che uno dei lavoranti lesto a portare dal bar vicino. Piccolo, tarchiato, paffuto, dal viso giocondo, rubizzo e quasi imberbe ascolta volentieri il chiacchiericcio dei suoi aficionados mentre continua febbrilmente il suo lavoro. Lindustria del prt porter lha distrutto, non sono molti ormai quelli disposti a farsi labito su misura, ma luomo si arrangia in mille modi. A dire il vero qualche anno fa, pensando di poter fare ancora concorrenza alla nascente industria dellabbigliamento confezionato, aveva cercato di brevettare un suo rivoluzionario metodo di ricavare la taglia precisa dalla semplice fotografia, evitando cos i fastidi delle prove ai clienti, ma allora i sarti erano ancora dei sarti, non erano gli stilisti di oggi e la sua tecnica rivoluzionaria, senza lappoggio di uomini politici potenti e dei mass media, si risolse in un fallimento anche economico perch il poveretto dovette pagare di tasca sua tutte le inserzioni pubblicitarie sui giornali. Oggi per ha lappalto di tutti i negozi dabbigliamento cittadini e fa la piega ai calzoni che questi negozi vendono ai clienti. Aiutato dalla moglie organizza poi gite turistiche dappertutto, gite a prezzi popolari, tutto compreso, colazione a sacco, partenza in pullmanns di lusso, sfacchinate sotto il sole cocente, ritorno in nottata, dopo centinaia di chilometri di viaggio con canti e cori di aridammi lu fazzolettino e montanara bella da Lourdes, Fatima, Cascia e Assisi, o S. Giovanni Rotondo da qualche tempo assurto agli onori di meta preferita, ma anche Gallinaro, per gli itinerari religiosomisticomiracolistici. Oppure gite godereccie per pensionati a Rimini, Cattolica, S. Marino per il tour gastronomicoultrapopolare. Inoltre sincarica delle prenotazioni per le pomeridiane dei loggionisti del S. Carlo. La sartoria ha ospiti fissi e selezionatissimi. Innanzitutto Melenso capoufficio dellAnagrafe, fonte informatissima ed inesauribile di pettegolezzi del centro e del circondario. Melenso molto compreso dellaltissima funzione e del posto che occupa allinterno della complessa burocrazia comunale. La prima cosa che fa entrando ed occupando la sua sedia nella sartoria il racconto minuzioso e circostanziato della sua attivit giornaliera, di come ha redarguito il sindaco o quel dato assessore che volevano con la loro invadenza entrare nelle sue specifiche competenze, di come con solerzia e capacit ha sbrogliato qualche matassa cartacea mandando avanti il paese di un passo sulla via del progresso. Poi c Ninitto, ex procuratore delle Imposte in pensione, ora caposcuola della neoavanguardia poetica locale. Ninitto in tutta la sua vita di funzionario statale, trascorsa in diversi uffici del nord, non riuscito a mettersi da parte neanche un soldo ed ora vive stentatamente con la sua pensione di statale. Era un impiegato integerrimo, o come vuole qualcuno non troppo sveglio, se dalla sua attivit di censore, che altri hanno saputo far fruttare cos bene, riusciva solo a guadagnare qualche paio di scarpe o a scroccare qualche cena, ogni volta che per piet qualche usciere suo dipendente gli cedeva la pratica di qualche commerciante. Ritiratosi al paese natio, vive attorniato da una specie di corte dei miracoli di poeti naif di cui stata sempre prodiga la nostra terra e che lo hanno eletto caposcuola, dato che anche lui scrive poesie, e gli portano a correggere i loro parti gi pronti per essere inviati a concorsi e premi letterari ed intanto gli scroccano sigarette e cappuccini. Ninitto siede nella sartoria per unoretta la sera, per lo pi tace, acconsentendo per quieto vivere alle dotte affermazioni degli altri soci, specie a quelle del professor Attonito, onore e vanto della cattedra di belle lettere del locale liceo classico, altro frequentatore fisso di Pomicino. Attonito scapolo, per libera scelta sintende, non di castit per perch lo punge e parecchio il rimpianto di quel sesso di cui ormai ha vaghi ricordi e che cerca invano di richiamare alla memoria guardando con ingordigia il petto procace di qualche allieva. Lui non si spos per non perdere lintimit con se stesso. Ormai ha oltrepassato la sessantina, obeso, rubizzo per lipertensione del ghiottone inveterato, accidioso e scroccone, proverbiale in tutto il paese per la sua avarizia. Trascorre la vita cambiando la sedia della sartoria, con la poltrona della TV che per lui, che non mai uscito dal paese se non per concorsi e commissioni desami, costituisce una vera finestra sul mondo. E lui, comunque, che lancia le frecciate pi velenose contro Ninitto il quale, nonostante let e i dubbi che in giovent ci furono sulla sua virilit si permette il lusso, a sessanta anni suonati, di intrattenere una relazione amichevole, e fino a che punto amichevole e intima un mistero che affascina il pubblico della sartoria, con la bella Maddalena, laustriaca che si trasferita nel ventre della vecchia citt, dove ha comperato e restaurato una casa proprio sulle mura che guardano nella valle. Ninitto sorride sornione e si schermisce, lui parla il tedesco e questa forse la ragione della sua amicizia con la donna, con la quale si limita in fondo ad ascoltare Beethoven. Il padrone onorato della presenza dei suoi frequentatori ed ascolta rapito le conversazioni di cos illustri personaggi. Ma la situazione diventa incandescente quando saccende la polemica fra Castruccio e Geppetti, una polemica affascinante che da decenni avvince il paese intero, che ora pende per luno, ora per laltro. I due sono i capifila locali di due tendenze della critica letteraria, la critica acritica e la critica ipercritica. Da anni non si parlano nemmeno, se non per interposta persona. Anche la polemica va avanti cos per terze persone. Castruccio si siede nella sartoria, lancia il suo attacco polemico e se ne va. Pi tardi passa Geppetti, gli viene riferita linvettiva del primo alla quale risponde per le rime e se ne va anche lui. Si continua cos da anni con quella sedia che serve a tutti e due e che viene lasciata libera apposta solo per loro. I due non si incontrano, non debbono incontrarsi, dice qualcuno, come non pu succedere per la processione pasquale del santo patrono e della Madonna, che seguono percorsi diversi e non sincontrano pena la sciagura per la citt, ricordo storico di un accoltellamento quando, per motivi di precedenza di una o dellaltra processione, mor uno dei figli del duca Marzano. La stesa cosa si pensa avverrebbe se sincontrassero luno o laltro. Queso fatto diventato proverbiale, tanto che qualche cittadino, passando dinanzi alla sartoria, accompagnato da parenti del circondario, mostrando la sedia esclama: chesta a seggia! Castruccio, comunista feroce, con i catenielli al naso, per sbarcare il lunario ed essere assunto al Comune dovette organizzare una conversione che fece scalpore. Si gett letteralmente ai piedi della Madonna portata in processione solenne nel 48 da padre Ju, attendendola allincrocio solito delle conversioni vicino alla cappella dei carcerati. Infatti questo un espediente ricorrente nella storia cittadina e ancora oggi viene usato in diverse occasioni, da potenti che hanno qualcosa da farsi perdonare, o da semplici cittadini per essere riammessi nella ecclesia. Questa la vera Corte dAssise, non quella di S. Maria. Ladri pubblici, amministratori disonesti, delinquenti comuni, camorristi, falliti, tutti la Madonna ricopre col suo manto misericordioso. Geppetti segretario particolare del notaio Siafatta (la sua volont) e dal suo posto privilegiato, attraverso un complicato gioco di piccoli piaceri, carte sbrigate prima di altre, capacit personale di ricordare notizie e date e persone stato capace di ritagliarsi una piccola fetta di potere. I due hanno in comune la passione per la lettura. Castruccio un divoratore di libri, impossibile vederlo passeggiare senza un libro tra le mani. Anche per la strada continua a leggere con le sue lenti spesse, ignaro del mondo che lo circonda. Legge soprattutto romanzi, storie damore e davventure. Geppetti abbonato a tutte le riviste letterarie dItalia e non legge nulla se prima non ne ha letto la critica. Insomma uno legge romanzi e laltro finisce per leggere soltanto la critica dei romanzi. Due posizioni inconciliabili. Prima o poi tra i due succeder qualcosa di brutto. La sartoria funziona da sempre da luogo di conversazione libera, vi si pu parlare di tutto, senza limiti o falsi pudori, unico tasto da non toccare sono i sindacati. Pomicino diventa una bestia al solo sentirne parlare, lui che cos mite. Lui personalmente non ha mai avuto storie con i suoi lavoranti che tratta come persone di famiglia, il fatto un altro. Al tempo della sua lotta contro labito confezionato si era ritrovato un po alle strette economicamente. Allora per andare avanti, mentre cuciva un vestito, portava ad impegnare al Monte di Piet tutti gli altri tagli di stoffa che gli portavano i clienti. Cominciava cos una lunga trafila di finte prove e controprove, di rinvii, con i clienti che andavano e venivano, appuntamenti saltati perch il padrone non si faceva trovare, bugie pietose, minacce, appostamenti in strada o nel portone di casa, finch poi, avuto il saldo dellunico abito messo in lavorazione, non andava a ripigliarsi al Monte un altro taglio di stoffa e andava avanti cos con vestiti estivi consegnati a Natale. Nessuno se ne sarebbe mai accorto e tutto sarebbe andato liscio, nonostante le proteste dei clienti, ma un bel giorno i dipendenti del monte dei pegni, diventati dipendenti di una banca vera e propria, che aveva assorbito il monte, non avessero iniziato un lungo sciopero per adeguare il loro stipendio a quello di tutti gli altri dipendenti della banca. La cosa venne risaputa per forza ed il maestro dovette spiegare la situazione ai clienti e perdere la faccia e stava per perdere anche il lavoro e tutto pa bbella pippa e Lama.
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Giampiero Di Marco, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|